Falconara M. 18 agosto 2010
In riferimento all’articolo “Non toccate il Polo-congressi”, pubblicato sul Messaggero del 17 agosto, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni.
Sia il Sindaco Brandoni, che il PD sapevano perfettamente che non c’era alcuna certezza che il Polo fieristico venisse trasferito sul territorio di Falconara. Quando dico alcuna certezza, intendo che all’epoca dell’adesione alla Quadrilatero, non esistevano documenti scritti, da parte di alcuno, che potevano garantire il trasferimento della Fiera dalla sede di Ancona a Falconara e precisamente nell’Area Leader individuata dalla società Quadrilatero a ridosso dell’aeroporto.
Solo amministratori come minimo distratti possono confondere le vaghe promesse della Regione, fatte al solo scopo di ottenere la tanto agognata adesione, in certezze amministrative.
Sia il Sindaco che il PD sapevano molto bene invece, perché era chiaramente scritto sulla delibera, che aderendo alla Quadrilatero il Comune di Falconara avrebbe perso ogni sovranità su quella parte di territorio.
Ritengo quindi la lettera bipartisan inviata alla Regione Marche e sottoscritta da PDL UDC e PD, una patetica sceneggiata volta soprattutto a non perdere la faccia.
Se è vero che l’intenzione dei sottoscrittori della lettera è quella di “difendere Falconara da ogni tentativo di spreco del proprio territorio, riconoscendo il ruolo di città di servizi per l’intera Regione” allora dovrebbero scriverne un’altra di lettera, per chiedere la revoca dell’adesione alla Quadrilatero.
Solo in questo modo verrà tutelato il territorio di Falconara e ripristinata la sovranità del Comune.
Claudio Paolinelli
Portavoce Sinistra Ecologia Libertà provincia di Ancona
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6
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venerdì 20 agosto 2010
domenica 25 gennaio 2009
A PROPOSITO DELLA VARIANTE CASTELFERRETTI
Segue lettera dei consiglieri provinciali
I due consiglieri di Sinistra Democratica, Luca Barbadoro e Marco Giardini, hanno presentato alla Presidente e alla Giunta della provincia di Ancona una lettera con alcune considerazioni in merito alla variante di Castelferretti il giorno prima della seduta di giunta in cui si sarebbe discussa la variante in oggetto. La Giunta ha deliberato non tenendo conto delle considerazioni presentate, con il solo voto contrario dell'assessore Quercetti di Rifondazione. Resta la posizione fortemente critica di Sinistra Democratica, che - evidentemente - per far valere le proprie idee e dare un concreto apporto all'azione amministrativa e di governo della Provincia, come questa vicenda dimostra, ha ormai bisogno di una propria rappresentanza nella Giunta della Presidente Casagrande. Così come resta l'impegno a valutare contenuto e implicazioni della Delibera provinciale del 16 gennaio, non appena la stessa sarà pubblicata, traendone tutte le conclusioni che saranno ritenute giuste e opportuno.
Segue lettera dei consiglieri provinciali
Alla Presidente della Provincia di Ancona
Ai componenti la Giunta Provincia di Ancona
Oggetto: Parere della Giunta provinciale, ai sensi dell’art. 26 L.R. 5 agosto 1992 n. 34 e ss. mm. e ii., con riferimento agli atti:
- Comune di Falconara – Deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 18 del 04/04/2008 con oggetto: “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Prima adozione e avvio del processo di Valutazione Ambientale Strategica”;
- Comune di Falconara - Deliberazione del Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 con oggetto “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”.
I sottoscritti, con spirito di leale collaborazione con la Presidente e la Giunta della Provincia, presa conoscenza
- della interrogazione a risposta scritta presentata in data 22.12.2008 dal consigliere Renzo Amagliani;
- della risposta alla medesima, fornita in data 12 gennaio 2009 dal Dirigente del Servizio, Dr. Arch. S. Bugatti e dall’Assessore al governo e copianificazione del territorio, Sig. G. Sagramola;
- della Relazione istruttoria VAS novembre 2008;
- della Determinazione del Direttore del III Dipartimento, ing. R. Renzi, del 15.12.2008;
- degli atti del Comune di Falconara citati in oggetto
ritengono opportuno sottoporre all’attenzione delle SS.LL. le seguenti considerazioni:
1) Il dimensionamento della Variante.
La deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 in oggetto, fa esplicito riferimento al fatto che la Variante viene adottata al fine di consentire “il parziale trasferimento di parte di diritti edificatori esistenti su un’area in loc. Castelferretti (SAT B1 ZUT2 Sottozona A) gravata dal rischio di esondazione, in altra area in loc. Castelferretti (…)” in relazione “a quanto disposto dall’art. 1, commi 21 e seguenti della Legge 308/2004”, che così recita: “Qualora, per effetto di vincoli sopravvenuti, diversi da quelli di natura urbanistica, non sia più esercitabile il diritto di edificare che sia stato assentito a norma delle vigenti disposizioni, è in facoltà del titolare del diritto chiedere di esercitare lo stesso su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità a fini edificatori”.
Va evidenziato, innanzitutto, che detta norma di legge ha un chiaro intento “risarcitorio”, finalizzato a prevenire e/o risolvere situazioni di conflittualità e di contenzioso con la P.A. mediante la tutela di un “diritto acquisito” da parte del proprietario di un’area cui, per effetto di vincoli, non di natura urbanistica, sopravvenuti, venga compromesso e/o leso l’originario “diritto ad edificare”.
Tutto ciò presuppone la seguente concatenazione di fatti:
a) che il PRG abbia conferito al proprietario di un area un “diritto ad edificare”, ben definito per qualità e per quantità, in ragione di precisi parametri edilizio-urbanistici previsti dallo stesso PRG sull’area in questione;
b) che, successivamente, sulla medesima area intervenga un qualunque provvedimento “non di natura urbanistica”, che renda “non più esercitatile” il predetto diritto ad edificare;
c) che il proprietario della suddetta area chieda, per i motivi di cui al punto b), “il trasferimento del diritto ad edificare” originario e la sua “traslazione” “su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità”, ovviamente suscettibile di utilizzo a scopo edificatorio;
d) che la P.A. accolga tale richiesta mediante opportuna e adeguata Variante al PRG.
Ciò considerato, i sottoscritti chiedono che la Giunta Provinciale, preliminarmente, faccia verificare, in sede tecnica, se il vincolo idrogeologico introdotto dal P.A.I. Regione Marche sull’area di originaria edificabilità, abbia o meno “natura urbanistica”.
Essendo evidente che, in caso affermativo, la Variante non potrebbe aver luogo per contrasto con la norma richiamata.
In caso contrario, ossia ove si ritenga che il Comune di Falconara abbia fatto legittimamente ricorso - nel caso in esame - ai benefici di cui alla L. 308/2004, art.21 e seguenti, al fine di limitare o addirittura annullare gli effetti economici negativi che graveranno sulla proprietà dell’area, a seguito del sopravvenuto impedimento ad esercitare l’originario diritto ad edificare, e si ritenga quindi di poter accordare – mediante Variante al PRG – il “trasferimento del diritto ad edificare” su altra area, proprio la natura con tutta evidenza “risarcitoria” e “compensativa” della norma ex lege 308/04 induce i sottoscritti a ritenere, che la Variante PRG adottata non possa comunque sopravanzare, in termini quantitativi, la consistenza del “diritto ad edificare” attribuito all’area di origine, tantopiù in assenza di adeguata motivazione, onde evitare un indebito, o, addirittura, illecito, arricchimento del privato proprietario interessato.
Sorregge la su esposta valutazione il fatto che l’art. 21 della L. 308/2004, nel consentire la mera “traslazione del diritto ad edificare” dall’area originaria, in cui il diritto ad edificare è divenuto “non più esercitabile”, ad altra area idonea, non prevede, l’incremento di tale diritto che, si ripete, attribuirebbe al proprietario dell’area un vantaggio economico e il soddisfacimento di un interesse privato, ancorché comprensibile, che la predetta norma non sembra voler tutelare.
D’altro canto, che questa debba essere l’interpretazione più corretta della norma, lo conferma lo stesso testo dell’atto commissariale che – alle pagg. 4 e 5 – afferma che “(…) la previsione di traslazione di edificazione (è) regolata da una specifica disciplina che associa la zona cedente la quota di edificazione con quella che accoglie la stessa (…)” .
Va da sé che tale traslazione, nei suoi termini quantitativi, può invece subire riduzioni per effetto di altre cause, ad es: di natura paesaggistico-ambientale, connesse alle eventuali caratteristiche della nuova area scelta dal proprietario e su cui lo stesso ha chiesto “il trasferimento del (suo) diritto ad edificare”.
Conseguentemente, si chiede che la Giunta provinciale disponga le opportune verifiche in sede tecnica per accertare l’equivalenza quantitativa del “diritto ad edificare” originario con quello che sarebbe consentito con la Variante adottata.
2. La riduzione del vincolo a tutela integrale di PPAR e la sua parziale trasformazione in vincolo a tutela orientata.
In estrema sintesi, da quanto si è appreso, l’area di nuova localizzazione residenziale prevista dalla Variante PRG, è gravata, nel PRG originario, da un vincolo di tutela integrale di PPAR, apposto in sede di adeguamento, appunto, del PRG al PPAR.
Tale vincolo, con la Variante in esame, verrebbe ridotto quantitativamente, sia pure senza intaccare le dotazioni “minime” di PPAR, e trasformato in tutela orientata.
In particolare, nella risposta fornita all’interrogazione del consigliere Amagliani, citata all’inizio, dopo aver ricordato che “il PPAR non è da considerare come una mera imposizione di ambiti di tutela e di limiti all’attività edificatori che devono essere recepiti automaticamente da parte degli strumenti urbanistici generali dei Comuni” si evidenzia come “il PPAR attribuisce al PRG il compito di valutare la capacità del territorio di ‘sostenere’ le trasformazioni, fino a far divenire la salvaguardia delle risorse paesistico-ambientali parte integrante dello strumento urbanistico”.
Una volta “adeguato il PRG al PPAR”, si afferma che “è possibile superare gli ambiti di tutela del PPAR non in modo automatico, ma solamente a condizione della verifica della sostanziale compatibilità paesistico-ambientale degli interventi previsti, sulla base di studi e indagini specifici. Detta valutazione – si aggiunge – è altresì necessaria ogni qual volta si renda necessario rivedere gli ambiti definitivi di tutela in virtù di specifiche variazioni dello strumento urbanistico”.
Par di capire, dunque, che i vincoli di PPAR non sono rimuovibili, né superabili, se non vengano a cessare le cause che ne hanno determinato l’apposizione e comunque sulla base di studi e indagini specifici.
Va rilevato in proposito che non solo il PRG di Falconara è stato adeguato al PPAR, ma che lo stesso adeguamento è stato approvato dall’Autorità competente. Va anche evidenziato che rispetto all’epoca di tale adeguamento non si ha notizia del sopravvenire di ‘fatti nuovi’ tali da rendere ‘superabili’ gli originari vincoli di PPAR.
Saremmo, dunque, di fronte ad una scelta discrezionale del Comune di Falconara.
Rispetto a ciò, i sottoscritti chiedono una verifica in sede tecnica sulle motivazioni che hanno condotto a tale scelta discrezionale e, ove la stessa non risulti adeguatamente motivata, sulla base di studi e indagini specifici, si chiede alla Giunta provinciale di non condividerla.
3. Valutazione Ambientale Strategica.
La questione della VAS appare come l’aspetto forse più equivoco, contraddittorio e pasticciato.
Valga, anche qui, il vero.
La Deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 nel descrivere l’oggetto della stessa fa riferimento all’ “avvio del processo di valutazione ambientale strategica”, ma poi – e in modo contraddittorio - lo stesso atto (a pag. 7) afferma che “il presente piano” (…) non risulta soggetto alla applicazione della Valutazione Ambientale Strategica, non riscontrandosi i requisiti previsti dall’art. 18 della L. R. 6/2007”.
Tuttavia nella stessa pag. 7 dell’atto si afferma il parallelismo e l’equivalenza di tutta una serie di adempimenti assunti ai sensi delle LL. RR. n. 6/2004 e n. 34/92, che sarebbero “assorbenti” e validi anche ai fini della procedura di VAS, salvo assicurarsi che “negli strumenti preposti alla pubblicizzazione della Variante (avviso Albo Pretorio, manifesti, quotidiani a diffusione regionale) venga chiaramente esplicitato che la pubblicazione della Variante, corredata dal Rapporto Ambientale, costituisce avvio del Processo di VAS, con specifico riferimento alle modalità di pubblicità e consultazione del pubblico”.
D’altro canto, la Deliberazione Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 recante “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”, nel controdedurre alla opposizione n. 4 del 10.6.2008 che contesta il non rispetto delle procedure di VAS previste dal D. Lgs. N. 4/2008, dalla DGRMarche 561 del 14/4/2008 e dalla Direttiva CE 42/2001/CE, è dato leggere il parere del Servizio Urbanistica comunale che afferma “Ai sensi della L.r. n. 6/2007 la Variante non è assoggettata alla VAS, in quanto gli interventi previsti non sono assoggettati a VIA (art. 18)”!!!
Appare chiaro, dall’esame dei documenti citati all’inizio della presente, che la Variante PRG in esame debba essere assoggettata a VAS (e su ciò si concorda con l’istruttoria tecnica eseguita dai competenti Uffici della Provincia). Ma, se così stanno le cose, non comprendiamo perché l’istruttoria curata dagli Organi tecnici della Provincia non abbia richiesto ‘sic et simpliciter’ il rispetto delle procedure esplicitamente previste dall’art. 11 del D. Lgs. N. 4 del 16 gennaio 2008, vigente alla data di adozione della Variante, che precisa puntualmente le ‘Modalità di svolgimento’ della VAS, anche ai sensi della DGR Marche n. 561 (in particolare del punto 2. del dispositivo deliberativo) intervenuta – è vero – 10 gg. dopo la data di adozione della Variante PRG da parte del Commissario prefettizio, ma ben nota durante la suddetta fase di istruttoria tecnica provinciale.
Per non dire delle procedure di pubblicità e partecipazione: che nel caso della VAS non possono essere sostituite e tanto meno “assorbite” – ad avviso dei sottoscritti - da quelle previste e prescritte dalla LR. 34/92 (c.d. “Legge urbanistica regionale”).
Più in generale, nutriamo forti dubbi sul fatto che lacune, omissioni, contraddizioni ecc. che hanno riguardato la proceduta di VAS, per come sopra dette, possano essere “superate” e sciolte imponendo il rispetto della procedura di VIA agli strumenti urbanistici attuativi della Variante PRG.
Per tutti i motivi su esposti, e di altri che per brevità si omettono, i sottoscritti chiedono alla Giunta Provinciale di valutare l’opportunità (se non la necessità) di una riapertura dell’istruttoria tecnica al fine di acquisire ulteriori elementi in relazione alle fattispecie segnalate, tanto più che i termini temporali consentono ciò ampiamente.
Cordialmente
Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
Luca BARBADORO e Marco GIARDINI
Ancona, lì 15.1.2009
Ai componenti la Giunta Provincia di Ancona
Oggetto: Parere della Giunta provinciale, ai sensi dell’art. 26 L.R. 5 agosto 1992 n. 34 e ss. mm. e ii., con riferimento agli atti:
- Comune di Falconara – Deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 18 del 04/04/2008 con oggetto: “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Prima adozione e avvio del processo di Valutazione Ambientale Strategica”;
- Comune di Falconara - Deliberazione del Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 con oggetto “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”.
I sottoscritti, con spirito di leale collaborazione con la Presidente e la Giunta della Provincia, presa conoscenza
- della interrogazione a risposta scritta presentata in data 22.12.2008 dal consigliere Renzo Amagliani;
- della risposta alla medesima, fornita in data 12 gennaio 2009 dal Dirigente del Servizio, Dr. Arch. S. Bugatti e dall’Assessore al governo e copianificazione del territorio, Sig. G. Sagramola;
- della Relazione istruttoria VAS novembre 2008;
- della Determinazione del Direttore del III Dipartimento, ing. R. Renzi, del 15.12.2008;
- degli atti del Comune di Falconara citati in oggetto
ritengono opportuno sottoporre all’attenzione delle SS.LL. le seguenti considerazioni:
1) Il dimensionamento della Variante.
La deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 in oggetto, fa esplicito riferimento al fatto che la Variante viene adottata al fine di consentire “il parziale trasferimento di parte di diritti edificatori esistenti su un’area in loc. Castelferretti (SAT B1 ZUT2 Sottozona A) gravata dal rischio di esondazione, in altra area in loc. Castelferretti (…)” in relazione “a quanto disposto dall’art. 1, commi 21 e seguenti della Legge 308/2004”, che così recita: “Qualora, per effetto di vincoli sopravvenuti, diversi da quelli di natura urbanistica, non sia più esercitabile il diritto di edificare che sia stato assentito a norma delle vigenti disposizioni, è in facoltà del titolare del diritto chiedere di esercitare lo stesso su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità a fini edificatori”.
Va evidenziato, innanzitutto, che detta norma di legge ha un chiaro intento “risarcitorio”, finalizzato a prevenire e/o risolvere situazioni di conflittualità e di contenzioso con la P.A. mediante la tutela di un “diritto acquisito” da parte del proprietario di un’area cui, per effetto di vincoli, non di natura urbanistica, sopravvenuti, venga compromesso e/o leso l’originario “diritto ad edificare”.
Tutto ciò presuppone la seguente concatenazione di fatti:
a) che il PRG abbia conferito al proprietario di un area un “diritto ad edificare”, ben definito per qualità e per quantità, in ragione di precisi parametri edilizio-urbanistici previsti dallo stesso PRG sull’area in questione;
b) che, successivamente, sulla medesima area intervenga un qualunque provvedimento “non di natura urbanistica”, che renda “non più esercitatile” il predetto diritto ad edificare;
c) che il proprietario della suddetta area chieda, per i motivi di cui al punto b), “il trasferimento del diritto ad edificare” originario e la sua “traslazione” “su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità”, ovviamente suscettibile di utilizzo a scopo edificatorio;
d) che la P.A. accolga tale richiesta mediante opportuna e adeguata Variante al PRG.
Ciò considerato, i sottoscritti chiedono che la Giunta Provinciale, preliminarmente, faccia verificare, in sede tecnica, se il vincolo idrogeologico introdotto dal P.A.I. Regione Marche sull’area di originaria edificabilità, abbia o meno “natura urbanistica”.
Essendo evidente che, in caso affermativo, la Variante non potrebbe aver luogo per contrasto con la norma richiamata.
In caso contrario, ossia ove si ritenga che il Comune di Falconara abbia fatto legittimamente ricorso - nel caso in esame - ai benefici di cui alla L. 308/2004, art.21 e seguenti, al fine di limitare o addirittura annullare gli effetti economici negativi che graveranno sulla proprietà dell’area, a seguito del sopravvenuto impedimento ad esercitare l’originario diritto ad edificare, e si ritenga quindi di poter accordare – mediante Variante al PRG – il “trasferimento del diritto ad edificare” su altra area, proprio la natura con tutta evidenza “risarcitoria” e “compensativa” della norma ex lege 308/04 induce i sottoscritti a ritenere, che la Variante PRG adottata non possa comunque sopravanzare, in termini quantitativi, la consistenza del “diritto ad edificare” attribuito all’area di origine, tantopiù in assenza di adeguata motivazione, onde evitare un indebito, o, addirittura, illecito, arricchimento del privato proprietario interessato.
Sorregge la su esposta valutazione il fatto che l’art. 21 della L. 308/2004, nel consentire la mera “traslazione del diritto ad edificare” dall’area originaria, in cui il diritto ad edificare è divenuto “non più esercitabile”, ad altra area idonea, non prevede, l’incremento di tale diritto che, si ripete, attribuirebbe al proprietario dell’area un vantaggio economico e il soddisfacimento di un interesse privato, ancorché comprensibile, che la predetta norma non sembra voler tutelare.
D’altro canto, che questa debba essere l’interpretazione più corretta della norma, lo conferma lo stesso testo dell’atto commissariale che – alle pagg. 4 e 5 – afferma che “(…) la previsione di traslazione di edificazione (è) regolata da una specifica disciplina che associa la zona cedente la quota di edificazione con quella che accoglie la stessa (…)” .
Va da sé che tale traslazione, nei suoi termini quantitativi, può invece subire riduzioni per effetto di altre cause, ad es: di natura paesaggistico-ambientale, connesse alle eventuali caratteristiche della nuova area scelta dal proprietario e su cui lo stesso ha chiesto “il trasferimento del (suo) diritto ad edificare”.
Conseguentemente, si chiede che la Giunta provinciale disponga le opportune verifiche in sede tecnica per accertare l’equivalenza quantitativa del “diritto ad edificare” originario con quello che sarebbe consentito con la Variante adottata.
2. La riduzione del vincolo a tutela integrale di PPAR e la sua parziale trasformazione in vincolo a tutela orientata.
In estrema sintesi, da quanto si è appreso, l’area di nuova localizzazione residenziale prevista dalla Variante PRG, è gravata, nel PRG originario, da un vincolo di tutela integrale di PPAR, apposto in sede di adeguamento, appunto, del PRG al PPAR.
Tale vincolo, con la Variante in esame, verrebbe ridotto quantitativamente, sia pure senza intaccare le dotazioni “minime” di PPAR, e trasformato in tutela orientata.
In particolare, nella risposta fornita all’interrogazione del consigliere Amagliani, citata all’inizio, dopo aver ricordato che “il PPAR non è da considerare come una mera imposizione di ambiti di tutela e di limiti all’attività edificatori che devono essere recepiti automaticamente da parte degli strumenti urbanistici generali dei Comuni” si evidenzia come “il PPAR attribuisce al PRG il compito di valutare la capacità del territorio di ‘sostenere’ le trasformazioni, fino a far divenire la salvaguardia delle risorse paesistico-ambientali parte integrante dello strumento urbanistico”.
Una volta “adeguato il PRG al PPAR”, si afferma che “è possibile superare gli ambiti di tutela del PPAR non in modo automatico, ma solamente a condizione della verifica della sostanziale compatibilità paesistico-ambientale degli interventi previsti, sulla base di studi e indagini specifici. Detta valutazione – si aggiunge – è altresì necessaria ogni qual volta si renda necessario rivedere gli ambiti definitivi di tutela in virtù di specifiche variazioni dello strumento urbanistico”.
Par di capire, dunque, che i vincoli di PPAR non sono rimuovibili, né superabili, se non vengano a cessare le cause che ne hanno determinato l’apposizione e comunque sulla base di studi e indagini specifici.
Va rilevato in proposito che non solo il PRG di Falconara è stato adeguato al PPAR, ma che lo stesso adeguamento è stato approvato dall’Autorità competente. Va anche evidenziato che rispetto all’epoca di tale adeguamento non si ha notizia del sopravvenire di ‘fatti nuovi’ tali da rendere ‘superabili’ gli originari vincoli di PPAR.
Saremmo, dunque, di fronte ad una scelta discrezionale del Comune di Falconara.
Rispetto a ciò, i sottoscritti chiedono una verifica in sede tecnica sulle motivazioni che hanno condotto a tale scelta discrezionale e, ove la stessa non risulti adeguatamente motivata, sulla base di studi e indagini specifici, si chiede alla Giunta provinciale di non condividerla.
3. Valutazione Ambientale Strategica.
La questione della VAS appare come l’aspetto forse più equivoco, contraddittorio e pasticciato.
Valga, anche qui, il vero.
La Deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 nel descrivere l’oggetto della stessa fa riferimento all’ “avvio del processo di valutazione ambientale strategica”, ma poi – e in modo contraddittorio - lo stesso atto (a pag. 7) afferma che “il presente piano” (…) non risulta soggetto alla applicazione della Valutazione Ambientale Strategica, non riscontrandosi i requisiti previsti dall’art. 18 della L. R. 6/2007”.
Tuttavia nella stessa pag. 7 dell’atto si afferma il parallelismo e l’equivalenza di tutta una serie di adempimenti assunti ai sensi delle LL. RR. n. 6/2004 e n. 34/92, che sarebbero “assorbenti” e validi anche ai fini della procedura di VAS, salvo assicurarsi che “negli strumenti preposti alla pubblicizzazione della Variante (avviso Albo Pretorio, manifesti, quotidiani a diffusione regionale) venga chiaramente esplicitato che la pubblicazione della Variante, corredata dal Rapporto Ambientale, costituisce avvio del Processo di VAS, con specifico riferimento alle modalità di pubblicità e consultazione del pubblico”.
D’altro canto, la Deliberazione Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 recante “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”, nel controdedurre alla opposizione n. 4 del 10.6.2008 che contesta il non rispetto delle procedure di VAS previste dal D. Lgs. N. 4/2008, dalla DGRMarche 561 del 14/4/2008 e dalla Direttiva CE 42/2001/CE, è dato leggere il parere del Servizio Urbanistica comunale che afferma “Ai sensi della L.r. n. 6/2007 la Variante non è assoggettata alla VAS, in quanto gli interventi previsti non sono assoggettati a VIA (art. 18)”!!!
Appare chiaro, dall’esame dei documenti citati all’inizio della presente, che la Variante PRG in esame debba essere assoggettata a VAS (e su ciò si concorda con l’istruttoria tecnica eseguita dai competenti Uffici della Provincia). Ma, se così stanno le cose, non comprendiamo perché l’istruttoria curata dagli Organi tecnici della Provincia non abbia richiesto ‘sic et simpliciter’ il rispetto delle procedure esplicitamente previste dall’art. 11 del D. Lgs. N. 4 del 16 gennaio 2008, vigente alla data di adozione della Variante, che precisa puntualmente le ‘Modalità di svolgimento’ della VAS, anche ai sensi della DGR Marche n. 561 (in particolare del punto 2. del dispositivo deliberativo) intervenuta – è vero – 10 gg. dopo la data di adozione della Variante PRG da parte del Commissario prefettizio, ma ben nota durante la suddetta fase di istruttoria tecnica provinciale.
Per non dire delle procedure di pubblicità e partecipazione: che nel caso della VAS non possono essere sostituite e tanto meno “assorbite” – ad avviso dei sottoscritti - da quelle previste e prescritte dalla LR. 34/92 (c.d. “Legge urbanistica regionale”).
Più in generale, nutriamo forti dubbi sul fatto che lacune, omissioni, contraddizioni ecc. che hanno riguardato la proceduta di VAS, per come sopra dette, possano essere “superate” e sciolte imponendo il rispetto della procedura di VIA agli strumenti urbanistici attuativi della Variante PRG.
Per tutti i motivi su esposti, e di altri che per brevità si omettono, i sottoscritti chiedono alla Giunta Provinciale di valutare l’opportunità (se non la necessità) di una riapertura dell’istruttoria tecnica al fine di acquisire ulteriori elementi in relazione alle fattispecie segnalate, tanto più che i termini temporali consentono ciò ampiamente.
Cordialmente
Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
Luca BARBADORO e Marco GIARDINI
Ancona, lì 15.1.2009
venerdì 12 ottobre 2007
INTERVENTO AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 21 SETTEMBRE 2007
Intervento di Claudio Paolinelli
Sig Presidente, sig. Sindaco
Oggi è un giorno buio per Falconara e soprattutto lo è per l’istituzione del Consiglio comunale.
Le ultime settimane sono state molto impegnative per noi, intendo dire per la compagna Paola e per me.
Abbiamo avuto l’impudenza di metterci di traverso ai poteri forti, abbiamo cercato in tutti i modi di far valere le nostre opinioni e i nostri convincimenti. Noi non ci vergogniamo di dire che l’adesione alla Quadrilatero è stata estorta al comune di Falconara. La Regione Marche come un Robin Hood al contrario è venuta al capezzale di Falconara non per aiutarci, ma per scipparci dell’unico bene rimasto, che non è come qualcuno potrebbe pensare, l’ICI o il territorio. No. La Regione Marche è venuta a portarci via la libertà, l’autonomia di scegliere, approfittando della nostra debolezza, come in natura fanno le jene davanti ad un animale ferito. Noi siamo convinti che questo è il peggiore affronto che una città possa ricevere.
Il presidente Spacca dovrebbe avere a mente questa frase: “ l’adesione alla Quadrilatero... (può essere presa) a condizione di salvaguardare le prerogative dei Comuni, Province, e Regione in materia di programmazione territoriale e di garanzia da parte dello Stato circa il finanziamento completo delle opere”. Dovrebbe riconoscere queste parole, perchè sono tratte dal suo intervento del 2 maggio 2005 durante l’illustrazione del programma regionale.
La nostra coerenza, in un mondo di opportunisti, deve suonare come una nota stonata, all’orecchio di chi da troppo tempo è abituato a ragionare in termini di convenienza, invischiati così come sono in un modo di fare politica vecchio, stantio, quel modo di fare politica che sta provocando il rigetto e la conseguente protesta dei comuni cittadini, i quali hanno capito che la politica è sempre più distante da loro.
Per un attimo abbiamo creato lo sconcerto, ad alcuni sembrava incredibile che due persone non si fossero adeguate al sistema. È quindi iniziata l’opera di convincimento; dapprima con proposte ed offerte, poi dopo aver appurato che non ci interessano poltrone, è partita una violenta campagna di discredito, prima politica poi sempre più di tipo personale, affiancata da pressioni di ogni tipo. Sono scese in campo molte persone più o meno interessate. Ma i tentativi sono sempre andati a vuoto. Allora si è iniziato a provocare fratture con chi ci era vicino. Come un tarlo, con un metodo che pensiamo sia frutto di anni di esperienza, si è cercato di inculcare il sospetto che la nostra azione nascondesse chissà quali progetti. Il tarlo ha prodotto i suoi effetti, visto che non tutti sono riusciti a resistere. A proposito voglio approfittare di questo spazio per ringraziare l’ex assessore Impiglia per esserci stato affianco in questi momenti particolarmente duri, e vorrei dirgli che capisco la sua decisione di presentare le dimissioni, la situazione era effettivamente insopportabile e capisco che non è facile resistere. Ecco in poche parole che cosa abbiamo subito e sopportato in questi giorni. Lo vogliamo dire, forte, a quelli che hanno dichiarato che Paolinelli e Stacchietti sono in cerca di visibilità.
La verità è che molto più semplicemente abbiamo voluto tentare di far valere le nostre idee. Idee che un tempo erano condivise da tutte le forze del centro-sinistra e che adesso improvvisamente non più, e senza che ci sia un buon motivo, visto che nulla è realmente cambiato nel meccanismo della Quadrilatero. Se non il fatto che prima c’era il Governo Berlusconi ed ora c’è Prodi. Ma qui credo che rientri in gioco l’opportunismo di cui ho detto prima.
La Regione abbiamo detto ha approfittato del nostro stato di subordinazione, ma noi crediamo che questa amministrazione ci abbia messo del suo per arrivare a questo punto di non ritorno. Chi ha buona memoria ricorderà che questa amministrazione non ha mai messo in condizione il consiglio di approfondire i vari punti in discussione. All’inizio poteva sembrare una necessità, ma con il tempo si è avuta la certezza che invece era diventata una regola. La poca dimestichezza con le pratiche partecipative si sono palesate qualche giorno fa all’assemblea pubblica, con un approccio molto poco cordiale verso i comitati cittadini. Se parliamo della questione Quadrilatero, il sindaco ha volutamente evitato di ascoltare le nostre parole. Anzi pur conoscendo la nostra contrarietà, ha accelerato nei tempi, ne ha fatto un problema di vita o di morte, non ha voluto cercare alternative, o non ne è stato capace, a voi la scelta.
Adesso ci dicono che il nostro voto contrario provocherà il commissariamento, e forse il dissesto. Noi non ci stiamo. Il dissesto se ci sarà, è necessario non dimenticarlo, è stato causato da una irresponsabile giunta comunale e da un consiglio comunale che si è tappato gli occhi e le orecchie, oppure, che non ha capito niente di quel che stava facendo, anche in questo caso a voi la scelta.
Autorevoli esponenti politici ci hanno invitato a dimetterci, visto che non siamo in linea con la maggioranza. Gli stessi politici dovrebbero guardare a casa loro, qui ci sono persone che hanno governato prima questa città con i risultati che tutti conosciamo, le stesse persone che senza vergogna sono ancora negli stessi posti.
Noi riteniamo che questa amministrazione abbia fatto un errore fondamentale, che è quello di non aver dichiarato da subito l’impossibilità di rimettere in sesto il bilancio comunale. Abbiamo creduto di poter realizzare un miracolo, che naturalmente non c’è stato. Dopo questo errore originario, ne sono seguiti altri che ne sono la diretta conseguenza, errori fatti allo scopo di limitare quello iniziale.
E allora eccoci qua a votare l’adesione alla quadrilatero, a sottoscrivere un piano urbanistico che stravolgerà nel vero senso della parola, il territorio e soprattutto la vita dei cittadini di Falconara. E siccome i conti non torneranno per parecchi anni, saremo costretti ad accettare “aiuti” dagli speculatori edilizi, dall’industria del petrolio, e chissà quante altre sottomissioni. E questo unicamente perchè abbiamo dei debiti da ripianare. È possibile che nessuno abbia niente da dire? È morale secondo voi lasciare ai nostri figli una montagna di debiti e allo stesso tempo massacrare la città?
In questi giorni sui giornali si è data una immagine di Sinistra Democratica come colei che vuole spaccare tutto. In realtà SD è stata l’unica forza politica a presentare proposte, ad avanzare richieste in parlamento, a stimolare tavoli istituzionali. Il nostro è un piccolo movimento politico, se anche gli altri partiti avessero contribuito fattivamente alla ricerca di alternative, forse qualche problema lo avremmo risolto. E invece niente, tutti a dire che non ci sono alternative alla Quadrilatero. Forse è vero non ci sono alternative, ma perchè qualcuno ha deciso così. Torniamo al problema dei poteri forti. La quadrilatero si deve votare e basta.
La città di Falconara per sperare di tornare alla normalità, non ha bisogno di speculazioni edilizie, di accordi capestro, ha bisogno di gente capace, che sappia prendere decisioni senza pregiudicare le generazioni future.
In questi ultimi giorni, ho sperato che il confronto ritornasse in un ambito più leale, se non altro per cercare di non peggiorare ancora i rapporti. Ma è stata una pia illusione. Si è continuato ad utilizzare metodi che non sono condivisibili, spesso sostenuti da affermazioni non veritiere. Ultimo caso nella riunione di maggioranza di mercoledì scorso, quando il documento programmatico del sindaco è stato presentato da lui stesso, come un documento di Giunta, asserendo che siccome la Giunta ha funzione politica di conseguenza le forze politiche lo hanno in pratica già condiviso. La realtà è un’altra, ci è stato consegnato quel documento proprio con la sottolineatura che era un documento del sindaco, aperto alle osservazioni e contributi delle forze di maggioranza. Quindi non un atto ufficiale di Giunta. Mi sembra una bella differenza.Vorrei vedere la deliberazione di Giunta su quell’atto, e soprattutto vorrei sentire il parere degli altri partiti della maggioranza.
Io penso che se una maggioranza, vuole ben governare, deve cambiare registro, non può reggersi su atteggiamenti di questo tipo.
Nelle nuove linee programmatiche si continua a dire che nessuno si aspettava un situazione finanziaria di quella gravità. Non sono molto d’accordo. Quando all’assemblea con i cittadini qualcuno ha fatto rilevare che il sindaco nella passata amministrazione era il Revisore dei conti e che quindi poteva e doveva conoscere con più precisione i conti, il sindaco si è sentito offeso. Del resto anche la Corte dei Conti nell’adunanza del 29 novembre 2006 pronunciandosi sul bilancio preventivo 2006, dopo aver rilevato un lungo elenco di irregolarità, nelle conclusione scrive: “ Evidenzia inoltre al punto 2 l’inattendibilità dell’indicazione all’approvazione del bilancio preventivo posto dall’organo di revisione ex art. 239, comma 1, lettera b, anche alla luce delle osservazioni svolte dagli stessi revisori nel predetto documento”.
Concludo, non voglio farla troppo lunga. Da molti giorni sto pensando con preoccupazione a cosa è giusto fare, quale deve essere il mio comportamento in questo consiglio comunale. Ho pensato alle conseguenze con l’arrivo di un commissario, a come la città vivrà con un incombente dissesto. Mi sono chiesto se la nostra posizione è stata capita e soprattutto condivisa dai cittadini. Se la battaglia intrapresa non è altro che una libera interpretazione del Don Chisciotte, sono preoccupato per come ne uscirà Sinistra Democratica da questa storia.
Ho pensato molto in questi giorni e vi garantisco che sono stati giorni molto difficili.
Ma sono arrivato ad una conclusione. Nella mia vita, ormai sono vicino ai 50 anni, ho collezionato una gran quantità di difetti. Ma sia nella vita di tutti i giorni, con gli amici come nel lavoro ho maturato due valori che per me sono irrinunciabili: LA COERENZA E L’ONESTA’. Due punti che Se sono importanti nei rapporti con la famiglia, gli amici e nel lavoro, ancora di più devono esserlo in politica.
Sig. Sindaco, colleghi consiglieri, noi per coerenza con le nostre posizioni e per onestà nei confronti di chi ci ha dato fiducia e sostegno, voteremo NO al protocollo d’intesa con la Regione Marche, voteremo NO all’accordo di programma con la Quadrilatero spa.
Sig Presidente, sig. Sindaco
Oggi è un giorno buio per Falconara e soprattutto lo è per l’istituzione del Consiglio comunale.
Le ultime settimane sono state molto impegnative per noi, intendo dire per la compagna Paola e per me.
Abbiamo avuto l’impudenza di metterci di traverso ai poteri forti, abbiamo cercato in tutti i modi di far valere le nostre opinioni e i nostri convincimenti. Noi non ci vergogniamo di dire che l’adesione alla Quadrilatero è stata estorta al comune di Falconara. La Regione Marche come un Robin Hood al contrario è venuta al capezzale di Falconara non per aiutarci, ma per scipparci dell’unico bene rimasto, che non è come qualcuno potrebbe pensare, l’ICI o il territorio. No. La Regione Marche è venuta a portarci via la libertà, l’autonomia di scegliere, approfittando della nostra debolezza, come in natura fanno le jene davanti ad un animale ferito. Noi siamo convinti che questo è il peggiore affronto che una città possa ricevere.
Il presidente Spacca dovrebbe avere a mente questa frase: “ l’adesione alla Quadrilatero... (può essere presa) a condizione di salvaguardare le prerogative dei Comuni, Province, e Regione in materia di programmazione territoriale e di garanzia da parte dello Stato circa il finanziamento completo delle opere”. Dovrebbe riconoscere queste parole, perchè sono tratte dal suo intervento del 2 maggio 2005 durante l’illustrazione del programma regionale.
La nostra coerenza, in un mondo di opportunisti, deve suonare come una nota stonata, all’orecchio di chi da troppo tempo è abituato a ragionare in termini di convenienza, invischiati così come sono in un modo di fare politica vecchio, stantio, quel modo di fare politica che sta provocando il rigetto e la conseguente protesta dei comuni cittadini, i quali hanno capito che la politica è sempre più distante da loro.
Per un attimo abbiamo creato lo sconcerto, ad alcuni sembrava incredibile che due persone non si fossero adeguate al sistema. È quindi iniziata l’opera di convincimento; dapprima con proposte ed offerte, poi dopo aver appurato che non ci interessano poltrone, è partita una violenta campagna di discredito, prima politica poi sempre più di tipo personale, affiancata da pressioni di ogni tipo. Sono scese in campo molte persone più o meno interessate. Ma i tentativi sono sempre andati a vuoto. Allora si è iniziato a provocare fratture con chi ci era vicino. Come un tarlo, con un metodo che pensiamo sia frutto di anni di esperienza, si è cercato di inculcare il sospetto che la nostra azione nascondesse chissà quali progetti. Il tarlo ha prodotto i suoi effetti, visto che non tutti sono riusciti a resistere. A proposito voglio approfittare di questo spazio per ringraziare l’ex assessore Impiglia per esserci stato affianco in questi momenti particolarmente duri, e vorrei dirgli che capisco la sua decisione di presentare le dimissioni, la situazione era effettivamente insopportabile e capisco che non è facile resistere. Ecco in poche parole che cosa abbiamo subito e sopportato in questi giorni. Lo vogliamo dire, forte, a quelli che hanno dichiarato che Paolinelli e Stacchietti sono in cerca di visibilità.
La verità è che molto più semplicemente abbiamo voluto tentare di far valere le nostre idee. Idee che un tempo erano condivise da tutte le forze del centro-sinistra e che adesso improvvisamente non più, e senza che ci sia un buon motivo, visto che nulla è realmente cambiato nel meccanismo della Quadrilatero. Se non il fatto che prima c’era il Governo Berlusconi ed ora c’è Prodi. Ma qui credo che rientri in gioco l’opportunismo di cui ho detto prima.
La Regione abbiamo detto ha approfittato del nostro stato di subordinazione, ma noi crediamo che questa amministrazione ci abbia messo del suo per arrivare a questo punto di non ritorno. Chi ha buona memoria ricorderà che questa amministrazione non ha mai messo in condizione il consiglio di approfondire i vari punti in discussione. All’inizio poteva sembrare una necessità, ma con il tempo si è avuta la certezza che invece era diventata una regola. La poca dimestichezza con le pratiche partecipative si sono palesate qualche giorno fa all’assemblea pubblica, con un approccio molto poco cordiale verso i comitati cittadini. Se parliamo della questione Quadrilatero, il sindaco ha volutamente evitato di ascoltare le nostre parole. Anzi pur conoscendo la nostra contrarietà, ha accelerato nei tempi, ne ha fatto un problema di vita o di morte, non ha voluto cercare alternative, o non ne è stato capace, a voi la scelta.
Adesso ci dicono che il nostro voto contrario provocherà il commissariamento, e forse il dissesto. Noi non ci stiamo. Il dissesto se ci sarà, è necessario non dimenticarlo, è stato causato da una irresponsabile giunta comunale e da un consiglio comunale che si è tappato gli occhi e le orecchie, oppure, che non ha capito niente di quel che stava facendo, anche in questo caso a voi la scelta.
Autorevoli esponenti politici ci hanno invitato a dimetterci, visto che non siamo in linea con la maggioranza. Gli stessi politici dovrebbero guardare a casa loro, qui ci sono persone che hanno governato prima questa città con i risultati che tutti conosciamo, le stesse persone che senza vergogna sono ancora negli stessi posti.
Noi riteniamo che questa amministrazione abbia fatto un errore fondamentale, che è quello di non aver dichiarato da subito l’impossibilità di rimettere in sesto il bilancio comunale. Abbiamo creduto di poter realizzare un miracolo, che naturalmente non c’è stato. Dopo questo errore originario, ne sono seguiti altri che ne sono la diretta conseguenza, errori fatti allo scopo di limitare quello iniziale.
E allora eccoci qua a votare l’adesione alla quadrilatero, a sottoscrivere un piano urbanistico che stravolgerà nel vero senso della parola, il territorio e soprattutto la vita dei cittadini di Falconara. E siccome i conti non torneranno per parecchi anni, saremo costretti ad accettare “aiuti” dagli speculatori edilizi, dall’industria del petrolio, e chissà quante altre sottomissioni. E questo unicamente perchè abbiamo dei debiti da ripianare. È possibile che nessuno abbia niente da dire? È morale secondo voi lasciare ai nostri figli una montagna di debiti e allo stesso tempo massacrare la città?
In questi giorni sui giornali si è data una immagine di Sinistra Democratica come colei che vuole spaccare tutto. In realtà SD è stata l’unica forza politica a presentare proposte, ad avanzare richieste in parlamento, a stimolare tavoli istituzionali. Il nostro è un piccolo movimento politico, se anche gli altri partiti avessero contribuito fattivamente alla ricerca di alternative, forse qualche problema lo avremmo risolto. E invece niente, tutti a dire che non ci sono alternative alla Quadrilatero. Forse è vero non ci sono alternative, ma perchè qualcuno ha deciso così. Torniamo al problema dei poteri forti. La quadrilatero si deve votare e basta.
La città di Falconara per sperare di tornare alla normalità, non ha bisogno di speculazioni edilizie, di accordi capestro, ha bisogno di gente capace, che sappia prendere decisioni senza pregiudicare le generazioni future.
In questi ultimi giorni, ho sperato che il confronto ritornasse in un ambito più leale, se non altro per cercare di non peggiorare ancora i rapporti. Ma è stata una pia illusione. Si è continuato ad utilizzare metodi che non sono condivisibili, spesso sostenuti da affermazioni non veritiere. Ultimo caso nella riunione di maggioranza di mercoledì scorso, quando il documento programmatico del sindaco è stato presentato da lui stesso, come un documento di Giunta, asserendo che siccome la Giunta ha funzione politica di conseguenza le forze politiche lo hanno in pratica già condiviso. La realtà è un’altra, ci è stato consegnato quel documento proprio con la sottolineatura che era un documento del sindaco, aperto alle osservazioni e contributi delle forze di maggioranza. Quindi non un atto ufficiale di Giunta. Mi sembra una bella differenza.Vorrei vedere la deliberazione di Giunta su quell’atto, e soprattutto vorrei sentire il parere degli altri partiti della maggioranza.
Io penso che se una maggioranza, vuole ben governare, deve cambiare registro, non può reggersi su atteggiamenti di questo tipo.
Nelle nuove linee programmatiche si continua a dire che nessuno si aspettava un situazione finanziaria di quella gravità. Non sono molto d’accordo. Quando all’assemblea con i cittadini qualcuno ha fatto rilevare che il sindaco nella passata amministrazione era il Revisore dei conti e che quindi poteva e doveva conoscere con più precisione i conti, il sindaco si è sentito offeso. Del resto anche la Corte dei Conti nell’adunanza del 29 novembre 2006 pronunciandosi sul bilancio preventivo 2006, dopo aver rilevato un lungo elenco di irregolarità, nelle conclusione scrive: “ Evidenzia inoltre al punto 2 l’inattendibilità dell’indicazione all’approvazione del bilancio preventivo posto dall’organo di revisione ex art. 239, comma 1, lettera b, anche alla luce delle osservazioni svolte dagli stessi revisori nel predetto documento”.
Concludo, non voglio farla troppo lunga. Da molti giorni sto pensando con preoccupazione a cosa è giusto fare, quale deve essere il mio comportamento in questo consiglio comunale. Ho pensato alle conseguenze con l’arrivo di un commissario, a come la città vivrà con un incombente dissesto. Mi sono chiesto se la nostra posizione è stata capita e soprattutto condivisa dai cittadini. Se la battaglia intrapresa non è altro che una libera interpretazione del Don Chisciotte, sono preoccupato per come ne uscirà Sinistra Democratica da questa storia.
Ho pensato molto in questi giorni e vi garantisco che sono stati giorni molto difficili.
Ma sono arrivato ad una conclusione. Nella mia vita, ormai sono vicino ai 50 anni, ho collezionato una gran quantità di difetti. Ma sia nella vita di tutti i giorni, con gli amici come nel lavoro ho maturato due valori che per me sono irrinunciabili: LA COERENZA E L’ONESTA’. Due punti che Se sono importanti nei rapporti con la famiglia, gli amici e nel lavoro, ancora di più devono esserlo in politica.
Sig. Sindaco, colleghi consiglieri, noi per coerenza con le nostre posizioni e per onestà nei confronti di chi ci ha dato fiducia e sostegno, voteremo NO al protocollo d’intesa con la Regione Marche, voteremo NO all’accordo di programma con la Quadrilatero spa.
giovedì 11 ottobre 2007
INTERVENTO AL CONSIGLIO DEL 31 AGOSTO
Intervento di Paola Stacchietti
"Questo Consiglio Comunale è chiamato oggi a decidere su una questione importante come quella della Quadrilatero.
Dobbiamo cioè decidere se cedere alle lusinghe della Regione Marche che, fortemente interessata alla realizzazione del progetto della Quadrilatero ci anticipa un po’ di soldi necessari a tirare il fiato per qualche mese o decidere di non aderire all’ipotesi di accordo previsto, scelta questa che, viste le difficoltà a questo punto di trovare nuove fonti di finanziamento per arrivare al pareggio di bilancio, potrebbe portare al commissariamento del Comune.
La mia critica comincia qui.
Chi ha buona memoria ricorderà l’iniziativa al Pergoli da noi voluta in campagna elettorale in cui alla presenza del Sindaco Recanatini e del vice sindaco Piccinini avevamo espresso la nostra totale contrarietà a quel progetto.
Successivamente anche questa Amministrazione ha espresso con delibera dell’11 agosto 2006 forti perplessità sull’operazione “Quadrilatero”.
Comunque nel corso di tutti questi mesi nei ripetuti incontri organizzati dalla maggioranza e anche nelle sedute di questo Consiglio abbiamo sempre espresso tutte le nostre riserve in merito all’operazione che si andava predisponendo fino ad arrivare ad astenerci sull’approvazione del bilancio consuntivo proprio perché vi era contenuto questo progetto.
Ebbene, ho avuto la forte sensazione che nonostante tutto questo in tutti questi mesi non si sia ricercata seriamente una alternativa che ci consentisse di non trovarci oggi in questa situazione.
Ho avuto cioè la sensazione di non essere stati presi sul serio.
Qualcuno erroneamente avrà pensato che messi alle strette all’ultimo minuto senza un’alternativa credibile avremmo ancora una volta, pur di non assumerci la responsabilità di una crisi, fatto un passo indietro e receduto dalle nostre convinzioni.
Come gruppo abbiamo anche provato a suggerire noi delle alternative e le proposte scaturite non sono, a dir la verità, tutta farina del nostro sacco in quanto abbiamo preso spunto da alcuni passaggi inseriti nelle note dei revisori dei conti e alcune proposte già avanzate dai Verdi.
Per quanto riguarda poi la chiusura dell’Esino Entrate l’idea ci era venuta oltre che da un esame dell’andamento dei conti della società, da un suggerimento raccolto da un colloquio avuto con il Sindaco stesso.
Qualcuno poi ha definito queste ipotesi alternative insufficienti, impraticabili, "puttanate".
Anche qui, non credo che sia compito dei consiglieri comunali suggerire soluzioni ad una amministrazione che vanta fior di tecnici e di dirigenti pagati proprio per svolgere questo lavoro.
Ma tant’è, alla fine, se non ci sono soluzioni alternative è solo colpa della nostra incapacità.
A questo proposito vorrei richiamare l’attenzione su quanto accaduto nella seduta del 10 maggio 2007 in merito alla proposta di variante al piano regolatore quella riguardante per capirci la vendita delle Peter Pan.
Tutti i capogruppo della maggioranza avevano sottoscritto un documento che impegnava la Giunta comunale a verificare l’esistenza di eventuali soluzioni alternative, documento, per inciso, votato da tutta la maggioranza e che ha visto la sola astensione del Sindaco.
Ebbene abbiamo appreso proprio nella riunione di mercoledì dal vicesindaco Piccinini che si sta finalmente cercando una soluzione alternativa alla vendita delle Peter Pan.
Credo che se l’Amministrazione Comunale avesse rispettato, come era suo dovere fare, l’impegno assegnatogli dai consiglieri e si fosse mossa subito in questa direzione anziché aspettare 3 mesi forse, dico forse, oggi avremmo sul tappeto un problema di meno.
Detto tutto questo, voglio ancora una volta sottolineare come abbiamo già fatto in conferenza stampa e alla riunione di maggioranza di mercoledì che nel programma sottoscritto dal Sindaco Recanatini non si parla di Quadrilatero e che quindi non essendoci accordi sottoscritti in proposito non ci sentiamo vincolati e intendiamo, noi di Sinistra Democratica esprimere tutta la nostra contrarietà sul merito ma anche sul metodo per come è stata gestita la questione esprimendo un voto contrario.
Vogliamo anche precisare però che è solo in questo punto che prendiamo le distanze dall’attuale maggioranza punto che ripeto non è nel programma e che quindi non giustifica in se le dimissioni del Sindaco e la caduta del Consiglio Comunale.
Noi non abbiamo mai posto veti o ultimatum a nessuno e non lo abbiamo fatto nemmeno questa volta.
Ripeto non essendo la Quadrilatero argomento di accordo elettorale anche se dovesse oggi essere approvato il punto all’ordine del giorno con una maggioranza diversa da quella che sostiene il Sindaco Recanatini noi non ci riterremmo fuori da questa maggioranza.
Crediamo invece che un minuto dopo il voto si debba aprire una nuova fase di confronto in cui ridefinire le linee programmatiche ma anche un nuovo metodo di lavoro.
Abbiamo più volte lamentato come consiglieri il ritardo inaccettabile nelle consegne della documentazione, ritardo che ci ha portato a dover decidere anche di cose importanti all’ultimo minuto e senza la necessaria competenza.
Se così non fosse, se il Sindaco Recanatini e la Giunta riterranno opportuno rassegnare le dimissioni noi ci sentiremmo responsabili solo di aver perseguito con coerenza e onestà intellettuale il nostro più profondo convincimento."
"Questo Consiglio Comunale è chiamato oggi a decidere su una questione importante come quella della Quadrilatero.
Dobbiamo cioè decidere se cedere alle lusinghe della Regione Marche che, fortemente interessata alla realizzazione del progetto della Quadrilatero ci anticipa un po’ di soldi necessari a tirare il fiato per qualche mese o decidere di non aderire all’ipotesi di accordo previsto, scelta questa che, viste le difficoltà a questo punto di trovare nuove fonti di finanziamento per arrivare al pareggio di bilancio, potrebbe portare al commissariamento del Comune.
La mia critica comincia qui.
Chi ha buona memoria ricorderà l’iniziativa al Pergoli da noi voluta in campagna elettorale in cui alla presenza del Sindaco Recanatini e del vice sindaco Piccinini avevamo espresso la nostra totale contrarietà a quel progetto.
Successivamente anche questa Amministrazione ha espresso con delibera dell’11 agosto 2006 forti perplessità sull’operazione “Quadrilatero”.
Comunque nel corso di tutti questi mesi nei ripetuti incontri organizzati dalla maggioranza e anche nelle sedute di questo Consiglio abbiamo sempre espresso tutte le nostre riserve in merito all’operazione che si andava predisponendo fino ad arrivare ad astenerci sull’approvazione del bilancio consuntivo proprio perché vi era contenuto questo progetto.
Ebbene, ho avuto la forte sensazione che nonostante tutto questo in tutti questi mesi non si sia ricercata seriamente una alternativa che ci consentisse di non trovarci oggi in questa situazione.
Ho avuto cioè la sensazione di non essere stati presi sul serio.
Qualcuno erroneamente avrà pensato che messi alle strette all’ultimo minuto senza un’alternativa credibile avremmo ancora una volta, pur di non assumerci la responsabilità di una crisi, fatto un passo indietro e receduto dalle nostre convinzioni.
Come gruppo abbiamo anche provato a suggerire noi delle alternative e le proposte scaturite non sono, a dir la verità, tutta farina del nostro sacco in quanto abbiamo preso spunto da alcuni passaggi inseriti nelle note dei revisori dei conti e alcune proposte già avanzate dai Verdi.
Per quanto riguarda poi la chiusura dell’Esino Entrate l’idea ci era venuta oltre che da un esame dell’andamento dei conti della società, da un suggerimento raccolto da un colloquio avuto con il Sindaco stesso.
Qualcuno poi ha definito queste ipotesi alternative insufficienti, impraticabili, "puttanate".
Anche qui, non credo che sia compito dei consiglieri comunali suggerire soluzioni ad una amministrazione che vanta fior di tecnici e di dirigenti pagati proprio per svolgere questo lavoro.
Ma tant’è, alla fine, se non ci sono soluzioni alternative è solo colpa della nostra incapacità.
A questo proposito vorrei richiamare l’attenzione su quanto accaduto nella seduta del 10 maggio 2007 in merito alla proposta di variante al piano regolatore quella riguardante per capirci la vendita delle Peter Pan.
Tutti i capogruppo della maggioranza avevano sottoscritto un documento che impegnava la Giunta comunale a verificare l’esistenza di eventuali soluzioni alternative, documento, per inciso, votato da tutta la maggioranza e che ha visto la sola astensione del Sindaco.
Ebbene abbiamo appreso proprio nella riunione di mercoledì dal vicesindaco Piccinini che si sta finalmente cercando una soluzione alternativa alla vendita delle Peter Pan.
Credo che se l’Amministrazione Comunale avesse rispettato, come era suo dovere fare, l’impegno assegnatogli dai consiglieri e si fosse mossa subito in questa direzione anziché aspettare 3 mesi forse, dico forse, oggi avremmo sul tappeto un problema di meno.
Detto tutto questo, voglio ancora una volta sottolineare come abbiamo già fatto in conferenza stampa e alla riunione di maggioranza di mercoledì che nel programma sottoscritto dal Sindaco Recanatini non si parla di Quadrilatero e che quindi non essendoci accordi sottoscritti in proposito non ci sentiamo vincolati e intendiamo, noi di Sinistra Democratica esprimere tutta la nostra contrarietà sul merito ma anche sul metodo per come è stata gestita la questione esprimendo un voto contrario.
Vogliamo anche precisare però che è solo in questo punto che prendiamo le distanze dall’attuale maggioranza punto che ripeto non è nel programma e che quindi non giustifica in se le dimissioni del Sindaco e la caduta del Consiglio Comunale.
Noi non abbiamo mai posto veti o ultimatum a nessuno e non lo abbiamo fatto nemmeno questa volta.
Ripeto non essendo la Quadrilatero argomento di accordo elettorale anche se dovesse oggi essere approvato il punto all’ordine del giorno con una maggioranza diversa da quella che sostiene il Sindaco Recanatini noi non ci riterremmo fuori da questa maggioranza.
Crediamo invece che un minuto dopo il voto si debba aprire una nuova fase di confronto in cui ridefinire le linee programmatiche ma anche un nuovo metodo di lavoro.
Abbiamo più volte lamentato come consiglieri il ritardo inaccettabile nelle consegne della documentazione, ritardo che ci ha portato a dover decidere anche di cose importanti all’ultimo minuto e senza la necessaria competenza.
Se così non fosse, se il Sindaco Recanatini e la Giunta riterranno opportuno rassegnare le dimissioni noi ci sentiremmo responsabili solo di aver perseguito con coerenza e onestà intellettuale il nostro più profondo convincimento."
INTERVENTO AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 AGOSTO 2007
Intervento di Claudio Paolinelli
Il mutato assetto politico a seguito del consiglio comunale del 28/06/2007 e la sofferta approvazione del bilancio consuntivo 2006, che ha visto il gruppo consiliare di Sinistra Democratica astenersi a causa delle forti divergenze sulla questione Quadrilatero, avrebbe dovuto indurre tutti a ricercare punti condivisi da cui ripartire, provare a ritrovare la coesione di una maggioranza risicata.
È accaduto l’esatto contrario: ci sono state azioni che hanno avuto il risultato inevitabile di arrivare ad un muro contro muro, alimentando venti di crisi.
Causa di tutto è stato già detto, è la fallimentare situazione economica in cui versa questo Comune. Ma non è solo questa sacrosanta ragione a far discutere le forze politiche al governo di questa città. La più importante, secondo noi, è il mancato rispetto del programma elettorale.
Se in un primo tempo poteva sembrare plausibile accelerare, in un sorta di lotta contro il tempo, per trovare soluzioni atte al superamento del problema finanziario, ora per noi è indispensabile riproporre ragionevoli punti programmatici che siano effettivamente realizzabili, e che diano una visione organica sulle conseguenze delle scelte che si vogliono fare.
Una rivisitazione del programma elettorale. Questa è stata la nostra richiesta al Sindaco. Una richiesta che riteniamo giusta soprattutto per onestà nei confronti degli elettori che con il voto al centro-sinistra ci hanno concesso la fiducia.
Una richiesta che però è caduta nel vuoto.
E allora constatando che non esistono le condizioni per riscrivere un nuovo programma siamo noi a chiedere che venga rispettato quello vigente, almeno nei punti essenziali.
Ad esempio tanto per cominciare dallo slogan: “partecipazione, trasparenza e continuità”.
Alla pratica partecipativa nel nostro programma abbiamo dato particolare importanza, tanto che la parola partecipazione appare ben 21 volte nelle 20 pagine del programma: bilancio partecipativo, urbanistica partecipata, democrazia partecipata, ecc. Pratica tanto citata e per niente attuata.
Noi il programma lo abbiamo letto bene, e allora mi piace ripercorrerlo adesso:
LEGGO DAL PROGRAMMA: “occorre proseguire un’efficacie politica per lo sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che le nostre attività non possono andare a discapito delle future generazioni e dell’ambiente”.
Dopo l’esperienza dell’amministrazione Carletti era necessario dimostrare la volontà di rinnovare la politica a Falconara. Invece finora si è rafforzato il metodo di una politica vecchia, anacronistica, schiava delle logiche di partito.
Per questo motivo riteniamo indispensabile il processo partecipativo proprio come è scritto nel programma: LEGGO DAL PROGRAMMA “la nuova maggioranza si sente impegnata a valorizzare e sviluppare tutti gli istituti di partecipazione per coinvolgere i cittadini nel governo della città. La diffusione di esperienze di partecipazione nelle forme e negli ambiti più diversi sono strumenti che possono dimostrarsi fondamentali per ricostruire un rapporto positivo tra cittadini e istituzioni.... Questo metodo per giungere alle decisioni potrà forse apparire molto impegnativo e complesso, ma non esiste altra strada per raggiungere il più alto livello di condivisione possibile sui progetti di sviluppo che la nuova amministrazione dovrà varare per i prossimi anni.”
La nostra battaglia contro la Quadrilatero si interromperebbe immediatamente se i cittadini in forme democratiche si esprimessero a favore. Il problema che quasi la totalità dei falconaresi non sa di che cosa stiamo parlando.
Proverò a spiegare le nostre ragioni, che in maniera strumentale vengono etichettate demagogiche ed irresponsabili. Proviamo ad entrare nel merito:
Il punto su cui stiamo discutendo oggi verte sull’accordo di programma con la Quadrilatero Umbria-Marche SpA e della firma del protocollo di intesa tra Comune e Regione Marche, per ottenere anticipatamente l’importo di € 2.840.000 da una banca dietro garanzia della Regione. Di questi 2.840.000 va detto che ben 1.700.000 verranno anticipati al Comune a titolo di prestito, quindi con l’obbligo di restituirli. Rimarrebbero nelle casse comunali solo 1.100.000.
Noi riteniamo questa entrata veramente poca cosa, considerando anche che con l’accordo di programma, il Comune si impegnerà a versare l’ICI maturata nel territorio individuato nel piano di area vasta per ben 30 anni. Inoltre il Comune, ma anche Provincia e Regione con quell’accordo si vedranno privare un diritto fondamentale che è quello di sovranità decisionale nel proprio territorio.
Noi crediamo che questo particolare non sia di poco conto, anche perchè l’area in questione è considerata da tutti come strategica per l’intera regione ed è stata stimata per un valore che si aggira intorno a 9 milioni di euro. In pratica il Comune che potrebbe realizzare le opere in proprio grazie al PRG vigente, anche se in tempi diversi, per soddisfare le carenze di cassa decide di rinunciare a 7.900.000 euro di possibili entrate.
Non solo, sottoscrive un documento nel quale dichiara di rinunciare ad ogni diritto di sovranità in quel territorio individuato con la pav.
Non solo, dichiara anche che sarebbe opportuna una rimodulazione (leggi un aumento) delle volumetrie. Dichiarazione che non ha nessun fondamento visto che non sono noti ancora i progetti definitivi.
Capite? Un aumento di volume dimenticando che il PRG prevede un insediamento commerciale-direzionale di 44mila mq e che con il Progetto Quadrilatero sono diventati 72mila mq e un volume di 324.000 mc in un area leader di 481.000 mq. Quasi il doppio del progetto originario.
Cancellando ad esempio un’area verde, un boschetto che doveva fare da cuscinetto tra le nuove strutture e Castelferretti allo scopo di attenuare l’impatto ambientale, che i cittadini, soprattutto quelli di Castelferretti, devono venire a sapere, sarà DEVASTANTE, in ordine ambientale, di traffico, e anche economico.
Queste sono alcune delle motivazioni che giustificano la nostra contrarietà all’accordo con Quadrilatero.
A queste motivazioni aggiungiamo quelle originarie, cioè quelle che hanno spinto tutti i partiti della sinistra a dichiararsi fortemente contrari, ed a richiedere la profonda modifica della Legge Obiettivo, come scritto nel programma del Governo Prodi.
Bisognerebbe sapere come è nato il progetto Quadrilatero, per mano di chi, perchè è nato. Ma per spiegare questo occorre troppo tempo. Noi di Sinistra Democratica ci impegneremo a far conoscere in maniera dettagliata tutta questa vicenda. Vi garantisco che questo punto non è affatto secondario, nonostante tutti evitano accuratamente di parlarne.
Nei giorni scorsi abbiamo consegnato al Sindaco alcune proposte che noi riteniamo percorribili e sostituibili alla Quadrilatero.
Una breve considerazione sul modo in cui abbiamo ricevuto la risposta (naturalmente negativa): i cittadini devono sapere che a fronte di una proposta protocollata e consegnata a mano, abbiamo ricevuto la risposta tramite i giornalisti quando ancora era in corso la nostra conferenza stampa.
Ma tant’è, lo stile e la forma non abita attualmente al Castello.
Al Sindaco vogliamo dire che queste proposte sono il frutto di lavoro e ricerca di un gruppo consigliare che nella norma non dovrebbe presentare proposte tecniche, ma semplicemente votare o meno un atto.
Noi per senso di responsabilità abbiamo voluto offrire un contributo, prendendo spunto (lo ha già detto Stacchietti) dalla relazione dei revisori dei conti per il bilancio consuntivo, e dalle intenzioni che il Sindaco ci ha confidato più volte in incontri formali sull’ipotesi della chiusura dell’Esino-Entrate.
(l’idea non è nostra, ma del Sindaco che ci disse che quella società provoca inutili perdite al Comune ma che purtroppo esistono veti politici e quindi ...)
Prendiamo atto comunque che il nostro sforzo è stato analizzato e completamente bocciato nel giro di 4 ore, e senza nemmeno dircelo personalmente.
Ma forse abbiamo torto noi, non dovevamo sconfinare in campi che non ci competono, noi dobbiamo semplicemente votare ciò che arriva nel Consiglio Comunale, ed è esattamente quello che faremo.
La nostra posizione è stata abbondantemente esplicitata dai giornali negli ultimi giorni. Notizie infarcite di dichiarazioni, ipotesi, insinuazioni, in un paio di casi anche di falsità, ma questo non è certo un motivo di preoccupazione per noi.
Noi siamo preoccupati di non poter far capire la situazione, a chi in questi anni ha partecipato alle assemblee, si è convinto grazie alle nostre argomentazioni, e ha condiviso con noi la battaglia politica contro la Quadrilatero. Cosa penseranno di noi queste persone, se adesso che abbiamo la possibilità di contrastare concretamente questo progetto, a causa di motivazioni di tipo economico, cambiassimo idea?
Abbiamo preso questa decisione dopo intensi ragionamenti con i compagni del nostro movimento, approfitto per ringraziarli tutti, in particolare voglio ringraziare il nostro coordinatore provinciale, i consiglieri provinciali di Sinistra Democratica e i compagni di Chiaravalle, anche loro coinvolti nell’affare Quadrilatero. Siamo consapevoli che comunque la decisione definitiva spetta a noi consiglieri.
Noi riteniamo di poter esprimere il nostro voto con serenità, certi che se di crisi si parlerà nei prossimi giorni, noi non ne accetteremo la paternità. Del resto nella breve storia di questa Amministrazione non è certo la prima volta che la maggioranza vota in maniera difforme in Consiglio comunale, antefatti che non hanno minimamente influito negativamente.
Noi siamo contrari all’accordo con la Quadrilatero perchè i prestiti che ci verranno erogati non sono altro che una boccata di ossigeno di alcuni mesi per le casse comunali, e perchè non risolvono il problema finanziario.
Più volte si è detto, lo hanno detto il Sindaco, il vice Sindaco, le altre forze della maggioranza, che aderire alla Quadrilatero è una scelta non voluta ma obbligata.
Noi crediamo invece che le scelte, soprattutto se sono di queste dimensioni devono essere fatte con la massima convinzione e non con la filosofia che il fine giustifica i mezzi.
Noi crediamo che gli enti sovra-comunali, la Regione in testa, avrebbero dovuto mettere in condizione il Comune di Falconara di scegliere in maniera consapevole, libero da condizionamenti che nel nostro caso sono di carattere finanziario. Una libera scelta, condivisa, e giustificata da solide ragioni.
La scelta che si accinge a fare il Comune invece è tutt’altro che libera, ma al contrario è determinata dalla necessità di reperire denaro contante.
Noi siamo convinti che decisioni prese in queste condizioni, non siano libere e consapevoli. Sono semplicemente decisioni sbagliate.
Il mutato assetto politico a seguito del consiglio comunale del 28/06/2007 e la sofferta approvazione del bilancio consuntivo 2006, che ha visto il gruppo consiliare di Sinistra Democratica astenersi a causa delle forti divergenze sulla questione Quadrilatero, avrebbe dovuto indurre tutti a ricercare punti condivisi da cui ripartire, provare a ritrovare la coesione di una maggioranza risicata.
È accaduto l’esatto contrario: ci sono state azioni che hanno avuto il risultato inevitabile di arrivare ad un muro contro muro, alimentando venti di crisi.
Causa di tutto è stato già detto, è la fallimentare situazione economica in cui versa questo Comune. Ma non è solo questa sacrosanta ragione a far discutere le forze politiche al governo di questa città. La più importante, secondo noi, è il mancato rispetto del programma elettorale.
Se in un primo tempo poteva sembrare plausibile accelerare, in un sorta di lotta contro il tempo, per trovare soluzioni atte al superamento del problema finanziario, ora per noi è indispensabile riproporre ragionevoli punti programmatici che siano effettivamente realizzabili, e che diano una visione organica sulle conseguenze delle scelte che si vogliono fare.
Una rivisitazione del programma elettorale. Questa è stata la nostra richiesta al Sindaco. Una richiesta che riteniamo giusta soprattutto per onestà nei confronti degli elettori che con il voto al centro-sinistra ci hanno concesso la fiducia.
Una richiesta che però è caduta nel vuoto.
E allora constatando che non esistono le condizioni per riscrivere un nuovo programma siamo noi a chiedere che venga rispettato quello vigente, almeno nei punti essenziali.
Ad esempio tanto per cominciare dallo slogan: “partecipazione, trasparenza e continuità”.
Alla pratica partecipativa nel nostro programma abbiamo dato particolare importanza, tanto che la parola partecipazione appare ben 21 volte nelle 20 pagine del programma: bilancio partecipativo, urbanistica partecipata, democrazia partecipata, ecc. Pratica tanto citata e per niente attuata.
Noi il programma lo abbiamo letto bene, e allora mi piace ripercorrerlo adesso:
LEGGO DAL PROGRAMMA: “occorre proseguire un’efficacie politica per lo sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che le nostre attività non possono andare a discapito delle future generazioni e dell’ambiente”.
Dopo l’esperienza dell’amministrazione Carletti era necessario dimostrare la volontà di rinnovare la politica a Falconara. Invece finora si è rafforzato il metodo di una politica vecchia, anacronistica, schiava delle logiche di partito.
Per questo motivo riteniamo indispensabile il processo partecipativo proprio come è scritto nel programma: LEGGO DAL PROGRAMMA “la nuova maggioranza si sente impegnata a valorizzare e sviluppare tutti gli istituti di partecipazione per coinvolgere i cittadini nel governo della città. La diffusione di esperienze di partecipazione nelle forme e negli ambiti più diversi sono strumenti che possono dimostrarsi fondamentali per ricostruire un rapporto positivo tra cittadini e istituzioni.... Questo metodo per giungere alle decisioni potrà forse apparire molto impegnativo e complesso, ma non esiste altra strada per raggiungere il più alto livello di condivisione possibile sui progetti di sviluppo che la nuova amministrazione dovrà varare per i prossimi anni.”
La nostra battaglia contro la Quadrilatero si interromperebbe immediatamente se i cittadini in forme democratiche si esprimessero a favore. Il problema che quasi la totalità dei falconaresi non sa di che cosa stiamo parlando.
Proverò a spiegare le nostre ragioni, che in maniera strumentale vengono etichettate demagogiche ed irresponsabili. Proviamo ad entrare nel merito:
Il punto su cui stiamo discutendo oggi verte sull’accordo di programma con la Quadrilatero Umbria-Marche SpA e della firma del protocollo di intesa tra Comune e Regione Marche, per ottenere anticipatamente l’importo di € 2.840.000 da una banca dietro garanzia della Regione. Di questi 2.840.000 va detto che ben 1.700.000 verranno anticipati al Comune a titolo di prestito, quindi con l’obbligo di restituirli. Rimarrebbero nelle casse comunali solo 1.100.000.
Noi riteniamo questa entrata veramente poca cosa, considerando anche che con l’accordo di programma, il Comune si impegnerà a versare l’ICI maturata nel territorio individuato nel piano di area vasta per ben 30 anni. Inoltre il Comune, ma anche Provincia e Regione con quell’accordo si vedranno privare un diritto fondamentale che è quello di sovranità decisionale nel proprio territorio.
Noi crediamo che questo particolare non sia di poco conto, anche perchè l’area in questione è considerata da tutti come strategica per l’intera regione ed è stata stimata per un valore che si aggira intorno a 9 milioni di euro. In pratica il Comune che potrebbe realizzare le opere in proprio grazie al PRG vigente, anche se in tempi diversi, per soddisfare le carenze di cassa decide di rinunciare a 7.900.000 euro di possibili entrate.
Non solo, sottoscrive un documento nel quale dichiara di rinunciare ad ogni diritto di sovranità in quel territorio individuato con la pav.
Non solo, dichiara anche che sarebbe opportuna una rimodulazione (leggi un aumento) delle volumetrie. Dichiarazione che non ha nessun fondamento visto che non sono noti ancora i progetti definitivi.
Capite? Un aumento di volume dimenticando che il PRG prevede un insediamento commerciale-direzionale di 44mila mq e che con il Progetto Quadrilatero sono diventati 72mila mq e un volume di 324.000 mc in un area leader di 481.000 mq. Quasi il doppio del progetto originario.
Cancellando ad esempio un’area verde, un boschetto che doveva fare da cuscinetto tra le nuove strutture e Castelferretti allo scopo di attenuare l’impatto ambientale, che i cittadini, soprattutto quelli di Castelferretti, devono venire a sapere, sarà DEVASTANTE, in ordine ambientale, di traffico, e anche economico.
Queste sono alcune delle motivazioni che giustificano la nostra contrarietà all’accordo con Quadrilatero.
A queste motivazioni aggiungiamo quelle originarie, cioè quelle che hanno spinto tutti i partiti della sinistra a dichiararsi fortemente contrari, ed a richiedere la profonda modifica della Legge Obiettivo, come scritto nel programma del Governo Prodi.
Bisognerebbe sapere come è nato il progetto Quadrilatero, per mano di chi, perchè è nato. Ma per spiegare questo occorre troppo tempo. Noi di Sinistra Democratica ci impegneremo a far conoscere in maniera dettagliata tutta questa vicenda. Vi garantisco che questo punto non è affatto secondario, nonostante tutti evitano accuratamente di parlarne.
Nei giorni scorsi abbiamo consegnato al Sindaco alcune proposte che noi riteniamo percorribili e sostituibili alla Quadrilatero.
Una breve considerazione sul modo in cui abbiamo ricevuto la risposta (naturalmente negativa): i cittadini devono sapere che a fronte di una proposta protocollata e consegnata a mano, abbiamo ricevuto la risposta tramite i giornalisti quando ancora era in corso la nostra conferenza stampa.
Ma tant’è, lo stile e la forma non abita attualmente al Castello.
Al Sindaco vogliamo dire che queste proposte sono il frutto di lavoro e ricerca di un gruppo consigliare che nella norma non dovrebbe presentare proposte tecniche, ma semplicemente votare o meno un atto.
Noi per senso di responsabilità abbiamo voluto offrire un contributo, prendendo spunto (lo ha già detto Stacchietti) dalla relazione dei revisori dei conti per il bilancio consuntivo, e dalle intenzioni che il Sindaco ci ha confidato più volte in incontri formali sull’ipotesi della chiusura dell’Esino-Entrate.
(l’idea non è nostra, ma del Sindaco che ci disse che quella società provoca inutili perdite al Comune ma che purtroppo esistono veti politici e quindi ...)
Prendiamo atto comunque che il nostro sforzo è stato analizzato e completamente bocciato nel giro di 4 ore, e senza nemmeno dircelo personalmente.
Ma forse abbiamo torto noi, non dovevamo sconfinare in campi che non ci competono, noi dobbiamo semplicemente votare ciò che arriva nel Consiglio Comunale, ed è esattamente quello che faremo.
La nostra posizione è stata abbondantemente esplicitata dai giornali negli ultimi giorni. Notizie infarcite di dichiarazioni, ipotesi, insinuazioni, in un paio di casi anche di falsità, ma questo non è certo un motivo di preoccupazione per noi.
Noi siamo preoccupati di non poter far capire la situazione, a chi in questi anni ha partecipato alle assemblee, si è convinto grazie alle nostre argomentazioni, e ha condiviso con noi la battaglia politica contro la Quadrilatero. Cosa penseranno di noi queste persone, se adesso che abbiamo la possibilità di contrastare concretamente questo progetto, a causa di motivazioni di tipo economico, cambiassimo idea?
Abbiamo preso questa decisione dopo intensi ragionamenti con i compagni del nostro movimento, approfitto per ringraziarli tutti, in particolare voglio ringraziare il nostro coordinatore provinciale, i consiglieri provinciali di Sinistra Democratica e i compagni di Chiaravalle, anche loro coinvolti nell’affare Quadrilatero. Siamo consapevoli che comunque la decisione definitiva spetta a noi consiglieri.
Noi riteniamo di poter esprimere il nostro voto con serenità, certi che se di crisi si parlerà nei prossimi giorni, noi non ne accetteremo la paternità. Del resto nella breve storia di questa Amministrazione non è certo la prima volta che la maggioranza vota in maniera difforme in Consiglio comunale, antefatti che non hanno minimamente influito negativamente.
Noi siamo contrari all’accordo con la Quadrilatero perchè i prestiti che ci verranno erogati non sono altro che una boccata di ossigeno di alcuni mesi per le casse comunali, e perchè non risolvono il problema finanziario.
Più volte si è detto, lo hanno detto il Sindaco, il vice Sindaco, le altre forze della maggioranza, che aderire alla Quadrilatero è una scelta non voluta ma obbligata.
Noi crediamo invece che le scelte, soprattutto se sono di queste dimensioni devono essere fatte con la massima convinzione e non con la filosofia che il fine giustifica i mezzi.
Noi crediamo che gli enti sovra-comunali, la Regione in testa, avrebbero dovuto mettere in condizione il Comune di Falconara di scegliere in maniera consapevole, libero da condizionamenti che nel nostro caso sono di carattere finanziario. Una libera scelta, condivisa, e giustificata da solide ragioni.
La scelta che si accinge a fare il Comune invece è tutt’altro che libera, ma al contrario è determinata dalla necessità di reperire denaro contante.
Noi siamo convinti che decisioni prese in queste condizioni, non siano libere e consapevoli. Sono semplicemente decisioni sbagliate.
mercoledì 10 ottobre 2007
INTERROGAZIONE TARIFFE PARCHEGGI RESIDENTI
Gruppo Consiliare Sinistra Democratica Per il Socialismo Europeo Falconara Marittima
Al Sindaco del Comune di Falconara Marittima Dott. Riccardo Recanatini
Oggetto: tariffe parcheggi residenti zona blu
Il Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
• Visto l’aumento delle tariffe dei parcheggi riservati ai residenti
• Visto che l’aumento praticato ai residenti della zona blu è superiore di quello delle altre zone
• Considerato che gli abitanti della zona blu subiscono la carenza di parcheggi occupati durante il giorno dai frequentatori del centro ( commercianti, clienti, etc.) e dal mercato bisettimanale e che quindi non possono quindi essere considerati dei privilegiati
• Considerato che durante la seduta del consiglio comunale del 18 maggio nella discussione per l’approvazione del bilancio preventivo 2007, dopo l’intervento del consigliere Paolinelli, il vice sindaco Roberto Piccinini aveva manifestato con un suo intervento la volontà di verificare la possibilità di attuare modifiche allo scopo di livellare equamente le tariffe dei parcheggi
INTERROGA
Il Sindaco del Comune di Falconara Marittima per sapere:
Se sono state effettuate verifiche a tal fine e che risultato hanno ottenuto.
Falconara Marittima, 10 agosto 2007
Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
Al Sindaco del Comune di Falconara Marittima Dott. Riccardo Recanatini
Oggetto: tariffe parcheggi residenti zona blu
Il Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
• Visto l’aumento delle tariffe dei parcheggi riservati ai residenti
• Visto che l’aumento praticato ai residenti della zona blu è superiore di quello delle altre zone
• Considerato che gli abitanti della zona blu subiscono la carenza di parcheggi occupati durante il giorno dai frequentatori del centro ( commercianti, clienti, etc.) e dal mercato bisettimanale e che quindi non possono quindi essere considerati dei privilegiati
• Considerato che durante la seduta del consiglio comunale del 18 maggio nella discussione per l’approvazione del bilancio preventivo 2007, dopo l’intervento del consigliere Paolinelli, il vice sindaco Roberto Piccinini aveva manifestato con un suo intervento la volontà di verificare la possibilità di attuare modifiche allo scopo di livellare equamente le tariffe dei parcheggi
INTERROGA
Il Sindaco del Comune di Falconara Marittima per sapere:
Se sono state effettuate verifiche a tal fine e che risultato hanno ottenuto.
Falconara Marittima, 10 agosto 2007
Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
INTERROGAZIONE FALCONARA CITTA' DELLA PACE
Gruppo Consiliare Sinistra Democratica Per il Socialismo Europeo Falconara Marittima Sinistra
Al Sindaco del Comune di Falconara Marittima
Dott. Riccardo Recanatini
Oggetto: Falconara città della pace
Il Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
• vista la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 67 del 18/09/2006 riguardante la DICHIARAZIONE DI "CITTA’ PER LA PACE" E DI ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI.
• visto che sono trascorsi dieci mesi e che ancora non si e' ancora data la eseguibilita' a tale delibera
• visto che dal 1 al 7 ottobre prossimi è stata organizzata la settimana della Pace che culminerà domenica 7 ottobre con la marcia della Pace Perugia-Assisi
• visto che anche nel nostro territorio nei giorni scorsi alla notizia della possibile costruzione di una Moschea, si sono scatenate delle polemiche che in qualche caso sono sfociate in provocazioni di tipo populistico, xenofobo, e razzista.
Considerato cha S.D. ritiene che compito di una amministrazione comunale sia quello di favorire l'integrazione di persone (donne, uomini, bambini), di culture, di popoli e religioni differenti e che istituire un ufficio apposito sia un ottimo strumento per agevolare la reciproca conoscenza, convinti dei benefici che producono le mescolanze culturali
INTERROGA
Al Sindaco del Comune di Falconara Marittima
Dott. Riccardo Recanatini
Oggetto: Falconara città della pace
Il Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
• vista la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 67 del 18/09/2006 riguardante la DICHIARAZIONE DI "CITTA’ PER LA PACE" E DI ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI.
• visto che sono trascorsi dieci mesi e che ancora non si e' ancora data la eseguibilita' a tale delibera
• visto che dal 1 al 7 ottobre prossimi è stata organizzata la settimana della Pace che culminerà domenica 7 ottobre con la marcia della Pace Perugia-Assisi
• visto che anche nel nostro territorio nei giorni scorsi alla notizia della possibile costruzione di una Moschea, si sono scatenate delle polemiche che in qualche caso sono sfociate in provocazioni di tipo populistico, xenofobo, e razzista.
Considerato cha S.D. ritiene che compito di una amministrazione comunale sia quello di favorire l'integrazione di persone (donne, uomini, bambini), di culture, di popoli e religioni differenti e che istituire un ufficio apposito sia un ottimo strumento per agevolare la reciproca conoscenza, convinti dei benefici che producono le mescolanze culturali
INTERROGA
Il Sindaco del Comune di Falconara Marittima per sapere:
Se intende costituire un apposito "Ufficio per la Pace" e un capitolo di spesa al bilancio per promuovere la cultura della pace e dei diritti, mediante iniziative culturali nel territorio comunale, e in quali tempi
Se il Comune di Falconara Marittima parteciperà alla settimana della Pace e alla marcia della pace Perugia Assisi del 7 ottobre.
Falconara Marittima, 10 agosto 2007
lunedì 1 ottobre 2007
INTERVENTO AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 GIUGNO 2007
Intervento di Claudio Paolinelli
"Ci sarà un limite oltre il quale questa Amministrazione Comunale non vuole andare.Mi spiego meglio. Per pareggiare il bilancio preventivo 2007 sono state predisposte misure radicali: imposti grossi sacrifici economici ai cittadini, tagli dei lavoratori precari, sono stati rinegoziati i mutui, è stato messo in vendita gran parte del capitale immobiliare del Comune, sono stati approvati atti per modificare il PRG (operazione questa che va a cozzare con una idea di città sostenibile, vivibile a misura di cittadino).
DICHIARAZIONE DI VOTO:
Il nostro senso di responsabilità ci impone di ridefinire la nostra posizione e quindi di mediare, per i motivi che sono stati illustrati prima. La nostra intenzione originaria era quella di votare NO agli accordi con la Quadrilatero. Considerando che oggi si potrebbe andare al dissesto, abbiamo deciso Paola Stacchietti ed io che ci esprimeremo con un voto di astensione. E' una decisione difficile per la nostra coscienza e per il rapporto che si creerà con i cittadini. E' una mediazione politica come ne avvengono ogni giorno in sedi di questo tipo. Speriamo che questa nostra apertura venga accettata anche dagli altri componenti della maggioranza. Perchè le mediazioni non possono essere unilaterali.
"Ci sarà un limite oltre il quale questa Amministrazione Comunale non vuole andare.Mi spiego meglio. Per pareggiare il bilancio preventivo 2007 sono state predisposte misure radicali: imposti grossi sacrifici economici ai cittadini, tagli dei lavoratori precari, sono stati rinegoziati i mutui, è stato messo in vendita gran parte del capitale immobiliare del Comune, sono stati approvati atti per modificare il PRG (operazione questa che va a cozzare con una idea di città sostenibile, vivibile a misura di cittadino).
Finora con grande senso di responsabilità, se pur con dei distinguo, questa maggioranza, ha permesso che tutte le scelte, fatte e presentate a consiglio comunale, venissero ratificate.
Tutte le scelte anche quelle poco discusse e presentate all’ultimo momento. Quelle scelte spesso ritenute punti fermi pena le dimissioni del Sindaco. Nonostante i sacrifici ancora oggi non c’è certezza sul futuro di questa amministrazione comunale.
Il fantasma del dissesto è ben visibile e lo sarà anche dopo aver approvato il bilancio consultivo, ancora per parecchi anni. E allora mi domando: esiste un limite? Una linea che non intendiamo oltrepassare? Fino a che punto dopo aver ad esempio previsto una urbanizzazione che prevede più di 4000 nuovi abitanti riteniamo di poter andare? Vale la pena di vendere scuole per cercare di abbassare il debito comunale? Il territorio cittadino che avrebbe bisogno di più verde, di spazi per i bambini, di parchi, di arredi urbani, sarà in realtà appesantito da molti metri cubi di cemento. Per sempre.
Il sindaco Veltroni a Roma per migliorare il micro clima della città ha intenzione di piantare nuovi alberi. Badate no 100 o 1000 alberi ma 500mila. Noi siamo in totale controtendenza in barba alle emergenze ambientali note a tutti. Non è un caso che anche Falconara sia stata colpita da una violenta alluvione circa un anno fà.
Ecco, il pareggio del bilancio preventivo significa per la città tutto questo.Ma non basta, purtroppo i debiti comunali sono ancora molti, più di 6milioni, 5milioni se non si considerano i crediti residui.Bisogna trovare altre risorse. E qui entra in campo la questione Quadrilatero o meglio ritorna in campo. Piccola cronistoria: la giunta con una delibera di circa un anno fa esprimeva forti criticità sul progetto quadrilatero soprattutto riguardo il sistema di cattura di valore dell’area leader individuata con il PAV. Dubbi e criticità tali da portare in consiglio comunale un ordine del giorno di revoca dell’adesione alla Quadrilatero deliberata dalla precedente amministrazione comunale. Non mi stancherò mai di dire che quella scelta fu un grave errore. Una revoca sospesa all’ultimo momento a causa di promesse fatte al Comune che naturalmente non sono state mantenute ma che ha avuto l’effetto voluto cioè prendere tempo.
Sette consiglieri della maggioranza con grande senso di responsabilità presentarono un documento con il quale si dimostravano disposti ad una sospensione della revoca per permettere alla Regione e alla Quadrilatero di valutare tre richieste che avrebbero potuto far aderire al progetto il comune senza riserve. Si chiedeva il riconoscimento delle quote ICI, degli oneri di urbanizzazione riguardante la cosiddetta area leader e cosa più importante per un Comune la possibilità di avere voce in capitolo sull’opera di urbanizzazione. Tre richieste condivise da tutta la maggioranza e votate in consiglio comunale, tranne l’astensione del sindaco. Aspetto non secondario e da tenere a mente.
Da quel giorno una sola proposta è arrivata da Quadrilatero, con un parziale riconoscimento degli oneri di urbanizzazione, per altro un riconoscimento che vale per tutti i comuni interessati dal progetto. Una proposta giudicata da questa stessa giunta come insoddisfacente e irricevibile. La cifra che resterà al Comune si aggira intorno a 1milione di euro a fronte di un valore stimato di circa 9milioni di euro, con il Comune costretto a versare per 30 anni le quote ICI di quel territorio al confine tra l’aeroporto e Castelferretti e cosa ancora più importante completamente escluso da uno dei diritti fondamentali per un ente locale che è quello di poter gestire il proprio territorio.
Da quel momento in poi, questa amministrazione avrebbe dovuto dedicare tutti gli sforzi per ricercare alternative alla Quadrilatero per evitare di sottoscrivere l’accordo di programma e di discutere l’argomento con Regione e Quadrilatero con più serenità e meno pressioni e forse far valere le nostre richieste con tempi meno stringenti.
Ora per salvare il bilancio sembra che ci sia la disponibilità ad accettare l’elemosina della Quadrilatero e quindi di sottoscrivere l’accordo di programma. Una sottoscrizione a me sembra fatta sulla fiducia, considerando che ancora non esiste un progetto dettagliato e chiaro su cosa nascerà su quell’area leader.
Accettare quei soldi forse garantirà il pareggio di bilancio, ma di sicuro comprometterà per sempre una vasta area del Comune di Falconara. In questi giorni sono state fatte da alcune forze politiche delle proposte alternative, proposte ragionevoli perchè lasciano ancora tutte le porte aperte alle eventuali trattative con Regione Marche e Quadrilatero. Proposte però che sono cadute nel vuoto, proposte che non hanno avuto secondo me la giusta attenzione.
Io sono convinto che non dobbiamo firmare alcun accordo di programma, primo perchè metterebbe fine ad ogni trattativa con Quadrilatero, secondo perchè nonostante la promessa di informare i cittadini con apposite riunioni partecipative sull’argomento ancora non c’è stato alcun confronto. La quasi totalità dei cittadini non sa di che cosa stiamo parlando. Urbanistica e bilancio partecipati quando se non adesso è il momento di attivarli. Un evento urbanistico di queste dimensioni deve essere partecipato anche perchè è un metodo che sta ai primi punti del programma di questa amministrazione comunale.
Siamo vittime della legge obiettivo, una legge del passato governo di destra. Legge a quanto pare fatta propria dall’attuale governo Prodi. Una legge che limita l’autonomia dei comuni. Alcuni colleghi di questa maggioranza e il sindaco continuano a dire che ai soldi della quadrilatero non ci sono alternative, senza quei soldi si arriverà al dissesto con il risultato che il Commissario firmerà comunque l’accordo di programma, bloccherà tutti i servizi, e i lavoratori delle cooperative perderanno il lavoro, che insomma la città cadrà nel declino per molti anni.
Tutto questo a causa di una scellerata gestione del comune nella passata amministrazione, milioni e milioni di debiti fino ad arrivare al collasso del sistema, responsabilità questa del Sindaco Carletti ma non solo: la responsabilità va distribuita a tutte quelle forze politiche che lo hanno sostenuto tappandosi occhi, orecchie e bocca. Anche nelle ultime ore mi è stato detto che occorre un forte senso di responsabilità, che sentirò forte il peso della responsabilità di aver mandato il comune alla malora. Un senso di responsabilità che io giro ai colleghi della maggioranza che erano in questa aula anche con la giunta Carletti. Credo che il senso di responsabilità e morale nei confronti di questa città in ginocchio, dovrebbe portarvi a pensare seriamente alle dimissioni da questo consiglio comunale.
Qui nessuno vuole il dissesto, noi ci troviamo qui in questa sede con il desiderio di migliorare Falconara, perchè a Falconara viviamo e vogliamo bene. Ma credo anche che ognuno di noi possa con gli strumenti dati dalla Democrazia esprimersi nella maniera che ritiene più giusta.La terribile situazione finanziaria non possiamo nasconderlo ha incrinato i rapporti della maggioranza, qualche volta scadendo a considerazioni personali, credo che sia importante sapere, e allora io chiedo al sindaco e alla giunta, adesso, garanzie documentate che dopo l’accordo con Quadrilatero e il pareggio di bilancio, il Comune allontani definitivamente lo spettro del dissesto e le minacce di dimissioni. Se così non fosse credo che il limite di cui dicevo all’inizio del mio intervento sia arrivato e che altrimenti si possa parlare di accanimento terapeutico. "
DICHIARAZIONE DI VOTO:
Il nostro senso di responsabilità ci impone di ridefinire la nostra posizione e quindi di mediare, per i motivi che sono stati illustrati prima. La nostra intenzione originaria era quella di votare NO agli accordi con la Quadrilatero. Considerando che oggi si potrebbe andare al dissesto, abbiamo deciso Paola Stacchietti ed io che ci esprimeremo con un voto di astensione. E' una decisione difficile per la nostra coscienza e per il rapporto che si creerà con i cittadini. E' una mediazione politica come ne avvengono ogni giorno in sedi di questo tipo. Speriamo che questa nostra apertura venga accettata anche dagli altri componenti della maggioranza. Perchè le mediazioni non possono essere unilaterali.
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