SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6

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giovedì 20 marzo 2014

Avanza il degrado

Come già segnalato qui, la vicenda che vede protagonista l'ex scuola Lorenzini continua, tra lo stupore e l'indignazione dei cittadini di Falconara Marittima e, soprattutto, del quartiere di Villanova.

Come si legge su un articolo di Vivere Ancona (qui):
per salvare dal degrado l'edificio di Villanova e per ridare alcuni servizi ai residenti, i comitati avevano presentato il 17 gennaio scorso una proposta concreta all'Amministrazione comunale e, il 24 febbraio, consegnato la petizione popolare chiedendo di poter illustrare il progetto. Da due mesi le associazioni aspettano di essere ricevute anzi, il 21 febbraio gli è stato recapitato un sollecito di sgombero dei locali. E così domenica se ne sono andati.“
Da domenica le associazioni di volontariato hanno dovuto abbandonare la loro sede. Pur di restare avevano presentato in Comune un progetto per contribuire alla ristrutturazione.
Come sostiene Riccardo Borini, citato da Vivere Ancona: "Così si contribuisce al degrado del quartiere".

Il progetto, lo ricordiamo, prevedeva la produzione di beni e servizi rigorosamente a km0,come pane, latte e punto vendita di giornali, per rilanciare la languente economia cittadina in special modo in un'area così danneggiata come quella di Villanova.

Come scrive ieri sera dal suo profilo Facebook lo stesso Riccardo Borini:
IERI, DOPO 3 SOLLECITI, DOPO DIVERSI COMUNICATI STAMPA DI PROTESTA, LA RICHIESTA DELLE COMMISSIONI CONSILIARI 2° e 3° FIRMATA DALLE LISTE CIVICHE FBC/CIC , PD E LISTA CIVICA INSIEME PER MASTROVINCENZO, è stata accolta.

LA COMMISSIONE CI SARA' il 27.03.2014 alle ore 15,30 (sede CASTELLO).
Il consigliere comunale per le liste civiche FBC/CIC continua:
LA COSA STRANA E' CHE LA COMMISSIONE E' STATA CONVOCATA IL GIORNO DOPO CHE LE ASSOCIAZIONE SONO STATE COSTRETTE A LASCIARE I LOCALI.
LE ASSOCIAZIONI FIRMATARIE DEL PROGETTO DI RECUPERO E UTILIZZO DELLA EX SCUOLA NON SONO STATE UFFICIALMENTE INVITATE ALLA COMMISSIONE.
STAREMO A VEDERE SE CI SARA' UN VERO DIALOGO O E' TUTTO GIA' DECISO.
E non a torto poiché, come segnala sempre lo stesso Borini:
CONOSCENDO LA SITUAZIONE STRUTTURALE DELLA EX SCUOLA, IL DIALOGO E LA RICERCA DI COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI DOVEVA INIZIARE ALMENO 6 MESI PRIMA DELL'INVIO DI UNA LETTERA CON CUI SI INVITAVA LE ASSOCIAZIONI A LASCIARE I LOCALI.
 Segnalando come prassi del Comune un troppo comodo quanto burocratico disinteresse:
CON LE ASSOCIAZIONI NON SI PARLA SOLO CON LETTERA NE' CON I COMUNICATI STAMPA, QUESTO L'ASSESSORE ASTOLFI DOVREBBE SAPERLO!!!
Si spera che le 400 firme raccolte dalle associazioni e dai comitati, potrebbero far prendere la decisione giusta al Comune, sintomo di un più che democratico ed equo buonsenso, tenendo presente che, come si legge dalle colonne di Vivere Ancona:
„Oggi di quelle sei associazioni, tre sono rimaste senza sede, altre tre si sono arrangiate in spazi di fortuna.“
Il tutto andando a martoriare l'attività di volontari che da anni si sacrificavano per continuare a creare un laboratorio di convivenza e di civiltà, contro quel degrado che, alla fine, ha portato allo sgombero dell'ex scuola Lorenzini.

martedì 18 marzo 2014

Una storia come tante

Falconara, ex scuole Lorenzini: braccio di ferro Comune-Associazioni
„

Purtroppo una storia come tante altre, in cui la sordità e la cecità di un'amministrazione fa pagare lo scotto a chi, invece, vorrebbe costruire qualcosa di utile nel sociale; con una illogica quanto scellerata azione politica, la lotta di chi vede, nella battaglia ideologica, l'unico pretesto di legittimazione offerto dalla politica.

Il caso delle ex scuole Lorenzini di Villanova sono un esempio di sordità di una parte politica, allergica al confronto democratico, aliena dalla voglia e volontà di riorganizzare un sistema dissanguato dalla troppo ben nota malapolitica.
Quella delle es scuole Lorenzini è la storia di uno spazio abbandonato, isolato, recuperato dalla voglia di associazioni e volontari di creare qualcosa di nuovo, recuperando quel che ritenuto vecchio veniva reputato inutilizzabile. È la vicenda di uno spazio sociale autogestito sorto dalla voglia di valorizzare il capitale umano, recuperando un'area di Falconara troppo a lungo abbandonata e dimenticata dall'indigenza di politiche che, troppo facilmente, tendono a dimenticare il valore del lavoro di quelle persone che si muovono ad aiutare gli altri.

Sembrerebbe una storia a lieto fine, se si concludesse in questo modo. Ma non è così.

Come si legge nel comunicato stampa datato 17 marzo 2014: "da domenica 16 marzo diverse Associazioni di volontariato hanno dovuto abbandonare la loro sede presso l’edifico comunale Lorenzini di Villanova senza avere nessuna alternativa. Ma - prosegue il comunicato - la cosa grave è che l’Amministrazione comunale non ha dialogato con esse e non ha preso in seria considerazione un progetto autogestito".
“


Ancora una volta la sordità di chi fa politica senza guardare ciò che una attività concreta e attenta agli interessi della comunità avrebbe portato.
Ma la sordità non è solo quella di chi fa finta di non sentire, quando gli si chiedono spiegazioni; la sordità è in campo già da tempo: quando si è incominciato a lavorare per il bene del quartiere "una proposta c'era, quella di creare una sorta di cooperativa sociale magari dove fare ad esempio il pane e non solo per poi essere rivenduti". E l'obiettivo era concreto e a portata di mano: "Il ricavato, la maggior parte, sarebbe stato devoluto alla riqualificazione di un quartiere falconarese, quello di Villanova".
Prosegue l'articolo pubblicato da Vivere Ancona:
"Ma stando ai Comitati, Villanova e Ondaverde, quello che avrebbe potuto dare una svolta per il futuro del quartiere non sarebbe neanche stato preso in considerazione.“
Non tarda a giungere neppure la beffa poiché, le stesse associazioni si vedono muovere contro l'accusa di morosità, prontamente respinta al mittente che, fingendo di non ascoltare, non da risposte e, tanto meno, non produce alternative.

Il silenzio di una politica che non sa e non vuole dare risposte, mentre persone che si sono sacrificate in un progetto sociale vorrebbero averle. Una storia di silenzi, una storia come tante tante.