SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6

domenica 25 gennaio 2009

A PROPOSITO DELLA VARIANTE CASTELFERRETTI





I due consiglieri di Sinistra Democratica, Luca Barbadoro e Marco Giardini, hanno presentato alla Presidente e alla Giunta della provincia di Ancona una lettera con alcune considerazioni in merito alla variante di Castelferretti il giorno prima della seduta di giunta in cui si sarebbe discussa la variante in oggetto. La Giunta ha deliberato non tenendo conto delle considerazioni presentate, con il solo voto contrario dell'assessore Quercetti di Rifondazione. Resta la posizione fortemente critica di Sinistra Democratica, che - evidentemente - per far valere le proprie idee e dare un concreto apporto all'azione amministrativa e di governo della Provincia, come questa vicenda dimostra, ha ormai bisogno di una propria rappresentanza nella Giunta della Presidente Casagrande. Così come resta l'impegno a valutare contenuto e implicazioni della Delibera provinciale del 16 gennaio, non appena la stessa sarà pubblicata, traendone tutte le conclusioni che saranno ritenute giuste e opportuno.



Segue lettera dei consiglieri provinciali



Alla Presidente della Provincia di Ancona
Ai componenti la Giunta Provincia di Ancona


Oggetto: Parere della Giunta provinciale, ai sensi dell’art. 26 L.R. 5 agosto 1992 n. 34 e ss. mm. e ii., con riferimento agli atti:
- Comune di Falconara – Deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 18 del 04/04/2008 con oggetto: “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Prima adozione e avvio del processo di Valutazione Ambientale Strategica”;
- Comune di Falconara - Deliberazione del Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 con oggetto “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”.


I sottoscritti, con spirito di leale collaborazione con la Presidente e la Giunta della Provincia, presa conoscenza
- della interrogazione a risposta scritta presentata in data 22.12.2008 dal consigliere Renzo Amagliani;
- della risposta alla medesima, fornita in data 12 gennaio 2009 dal Dirigente del Servizio, Dr. Arch. S. Bugatti e dall’Assessore al governo e copianificazione del territorio, Sig. G. Sagramola;
- della Relazione istruttoria VAS novembre 2008;
- della Determinazione del Direttore del III Dipartimento, ing. R. Renzi, del 15.12.2008;
- degli atti del Comune di Falconara citati in oggetto
ritengono opportuno sottoporre all’attenzione delle SS.LL. le seguenti considerazioni:

1) Il dimensionamento della Variante.

La deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 in oggetto, fa esplicito riferimento al fatto che la Variante viene adottata al fine di consentire “il parziale trasferimento di parte di diritti edificatori esistenti su un’area in loc. Castelferretti (SAT B1 ZUT2 Sottozona A) gravata dal rischio di esondazione, in altra area in loc. Castelferretti (…)” in relazione “a quanto disposto dall’art. 1, commi 21 e seguenti della Legge 308/2004”, che così recita: “Qualora, per effetto di vincoli sopravvenuti, diversi da quelli di natura urbanistica, non sia più esercitabile il diritto di edificare che sia stato assentito a norma delle vigenti disposizioni, è in facoltà del titolare del diritto chiedere di esercitare lo stesso su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità a fini edificatori”.

Va evidenziato, innanzitutto, che detta norma di legge ha un chiaro intento “risarcitorio”, finalizzato a prevenire e/o risolvere situazioni di conflittualità e di contenzioso con la P.A. mediante la tutela di un “diritto acquisito” da parte del proprietario di un’area cui, per effetto di vincoli, non di natura urbanistica, sopravvenuti, venga compromesso e/o leso l’originario “diritto ad edificare”.

Tutto ciò presuppone la seguente concatenazione di fatti:
a) che il PRG abbia conferito al proprietario di un area un “diritto ad edificare”, ben definito per qualità e per quantità, in ragione di precisi parametri edilizio-urbanistici previsti dallo stesso PRG sull’area in questione;
b) che, successivamente, sulla medesima area intervenga un qualunque provvedimento “non di natura urbanistica”, che renda “non più esercitatile” il predetto diritto ad edificare;
c) che il proprietario della suddetta area chieda, per i motivi di cui al punto b), “il trasferimento del diritto ad edificare” originario e la sua “traslazione” “su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità”, ovviamente suscettibile di utilizzo a scopo edificatorio;
d) che la P.A. accolga tale richiesta mediante opportuna e adeguata Variante al PRG.

Ciò considerato, i sottoscritti chiedono che la Giunta Provinciale, preliminarmente, faccia verificare, in sede tecnica, se il vincolo idrogeologico introdotto dal P.A.I. Regione Marche sull’area di originaria edificabilità, abbia o meno “natura urbanistica”.
Essendo evidente che, in caso affermativo, la Variante non potrebbe aver luogo per contrasto con la norma richiamata.

In caso contrario, ossia ove si ritenga che il Comune di Falconara abbia fatto legittimamente ricorso - nel caso in esame - ai benefici di cui alla L. 308/2004, art.21 e seguenti, al fine di limitare o addirittura annullare gli effetti economici negativi che graveranno sulla proprietà dell’area, a seguito del sopravvenuto impedimento ad esercitare l’originario diritto ad edificare, e si ritenga quindi di poter accordare – mediante Variante al PRG – il “trasferimento del diritto ad edificare” su altra area, proprio la natura con tutta evidenza “risarcitoria” e “compensativa” della norma ex lege 308/04 induce i sottoscritti a ritenere, che la Variante PRG adottata non possa comunque sopravanzare, in termini quantitativi, la consistenza del “diritto ad edificare” attribuito all’area di origine, tantopiù in assenza di adeguata motivazione, onde evitare un indebito, o, addirittura, illecito, arricchimento del privato proprietario interessato.

Sorregge la su esposta valutazione il fatto che l’art. 21 della L. 308/2004, nel consentire la mera “traslazione del diritto ad edificare” dall’area originaria, in cui il diritto ad edificare è divenuto “non più esercitabile”, ad altra area idonea, non prevede, l’incremento di tale diritto che, si ripete, attribuirebbe al proprietario dell’area un vantaggio economico e il soddisfacimento di un interesse privato, ancorché comprensibile, che la predetta norma non sembra voler tutelare.

D’altro canto, che questa debba essere l’interpretazione più corretta della norma, lo conferma lo stesso testo dell’atto commissariale che – alle pagg. 4 e 5 – afferma che “(…) la previsione di traslazione di edificazione (è) regolata da una specifica disciplina che associa la zona cedente la quota di edificazione con quella che accoglie la stessa (…)” .

Va da sé che tale traslazione, nei suoi termini quantitativi, può invece subire riduzioni per effetto di altre cause, ad es: di natura paesaggistico-ambientale, connesse alle eventuali caratteristiche della nuova area scelta dal proprietario e su cui lo stesso ha chiesto “il trasferimento del (suo) diritto ad edificare”.

Conseguentemente, si chiede che la Giunta provinciale disponga le opportune verifiche in sede tecnica per accertare l’equivalenza quantitativa del “diritto ad edificare” originario con quello che sarebbe consentito con la Variante adottata.


2. La riduzione del vincolo a tutela integrale di PPAR e la sua parziale trasformazione in vincolo a tutela orientata.

In estrema sintesi, da quanto si è appreso, l’area di nuova localizzazione residenziale prevista dalla Variante PRG, è gravata, nel PRG originario, da un vincolo di tutela integrale di PPAR, apposto in sede di adeguamento, appunto, del PRG al PPAR.
Tale vincolo, con la Variante in esame, verrebbe ridotto quantitativamente, sia pure senza intaccare le dotazioni “minime” di PPAR, e trasformato in tutela orientata.

In particolare, nella risposta fornita all’interrogazione del consigliere Amagliani, citata all’inizio, dopo aver ricordato che “il PPAR non è da considerare come una mera imposizione di ambiti di tutela e di limiti all’attività edificatori che devono essere recepiti automaticamente da parte degli strumenti urbanistici generali dei Comuni” si evidenzia come “il PPAR attribuisce al PRG il compito di valutare la capacità del territorio di ‘sostenere’ le trasformazioni, fino a far divenire la salvaguardia delle risorse paesistico-ambientali parte integrante dello strumento urbanistico”.
Una volta “adeguato il PRG al PPAR”, si afferma che “è possibile superare gli ambiti di tutela del PPAR non in modo automatico, ma solamente a condizione della verifica della sostanziale compatibilità paesistico-ambientale degli interventi previsti, sulla base di studi e indagini specifici. Detta valutazione – si aggiunge – è altresì necessaria ogni qual volta si renda necessario rivedere gli ambiti definitivi di tutela in virtù di specifiche variazioni dello strumento urbanistico”.

Par di capire, dunque, che i vincoli di PPAR non sono rimuovibili, né superabili, se non vengano a cessare le cause che ne hanno determinato l’apposizione e comunque sulla base di studi e indagini specifici.

Va rilevato in proposito che non solo il PRG di Falconara è stato adeguato al PPAR, ma che lo stesso adeguamento è stato approvato dall’Autorità competente. Va anche evidenziato che rispetto all’epoca di tale adeguamento non si ha notizia del sopravvenire di ‘fatti nuovi’ tali da rendere ‘superabili’ gli originari vincoli di PPAR.
Saremmo, dunque, di fronte ad una scelta discrezionale del Comune di Falconara.

Rispetto a ciò, i sottoscritti chiedono una verifica in sede tecnica sulle motivazioni che hanno condotto a tale scelta discrezionale e, ove la stessa non risulti adeguatamente motivata, sulla base di studi e indagini specifici, si chiede alla Giunta provinciale di non condividerla.

3. Valutazione Ambientale Strategica.

La questione della VAS appare come l’aspetto forse più equivoco, contraddittorio e pasticciato.

Valga, anche qui, il vero.
La Deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 nel descrivere l’oggetto della stessa fa riferimento all’ “avvio del processo di valutazione ambientale strategica”, ma poi – e in modo contraddittorio - lo stesso atto (a pag. 7) afferma che “il presente piano” (…) non risulta soggetto alla applicazione della Valutazione Ambientale Strategica, non riscontrandosi i requisiti previsti dall’art. 18 della L. R. 6/2007”.

Tuttavia nella stessa pag. 7 dell’atto si afferma il parallelismo e l’equivalenza di tutta una serie di adempimenti assunti ai sensi delle LL. RR. n. 6/2004 e n. 34/92, che sarebbero “assorbenti” e validi anche ai fini della procedura di VAS, salvo assicurarsi che “negli strumenti preposti alla pubblicizzazione della Variante (avviso Albo Pretorio, manifesti, quotidiani a diffusione regionale) venga chiaramente esplicitato che la pubblicazione della Variante, corredata dal Rapporto Ambientale, costituisce avvio del Processo di VAS, con specifico riferimento alle modalità di pubblicità e consultazione del pubblico”.

D’altro canto, la Deliberazione Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 recante “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”, nel controdedurre alla opposizione n. 4 del 10.6.2008 che contesta il non rispetto delle procedure di VAS previste dal D. Lgs. N. 4/2008, dalla DGRMarche 561 del 14/4/2008 e dalla Direttiva CE 42/2001/CE, è dato leggere il parere del Servizio Urbanistica comunale che afferma “Ai sensi della L.r. n. 6/2007 la Variante non è assoggettata alla VAS, in quanto gli interventi previsti non sono assoggettati a VIA (art. 18)”!!!

Appare chiaro, dall’esame dei documenti citati all’inizio della presente, che la Variante PRG in esame debba essere assoggettata a VAS (e su ciò si concorda con l’istruttoria tecnica eseguita dai competenti Uffici della Provincia). Ma, se così stanno le cose, non comprendiamo perché l’istruttoria curata dagli Organi tecnici della Provincia non abbia richiesto ‘sic et simpliciter’ il rispetto delle procedure esplicitamente previste dall’art. 11 del D. Lgs. N. 4 del 16 gennaio 2008, vigente alla data di adozione della Variante, che precisa puntualmente le ‘Modalità di svolgimento’ della VAS, anche ai sensi della DGR Marche n. 561 (in particolare del punto 2. del dispositivo deliberativo) intervenuta – è vero – 10 gg. dopo la data di adozione della Variante PRG da parte del Commissario prefettizio, ma ben nota durante la suddetta fase di istruttoria tecnica provinciale.

Per non dire delle procedure di pubblicità e partecipazione: che nel caso della VAS non possono essere sostituite e tanto meno “assorbite” – ad avviso dei sottoscritti - da quelle previste e prescritte dalla LR. 34/92 (c.d. “Legge urbanistica regionale”).

Più in generale, nutriamo forti dubbi sul fatto che lacune, omissioni, contraddizioni ecc. che hanno riguardato la proceduta di VAS, per come sopra dette, possano essere “superate” e sciolte imponendo il rispetto della procedura di VIA agli strumenti urbanistici attuativi della Variante PRG.

Per tutti i motivi su esposti, e di altri che per brevità si omettono, i sottoscritti chiedono alla Giunta Provinciale di valutare l’opportunità (se non la necessità) di una riapertura dell’istruttoria tecnica al fine di acquisire ulteriori elementi in relazione alle fattispecie segnalate, tanto più che i termini temporali consentono ciò ampiamente.

Cordialmente

Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
Luca BARBADORO e Marco GIARDINI


Ancona, lì 15.1.2009

venerdì 9 gennaio 2009

INTERROGAZIONE SU VARIANTE CASTELFERRETTI DEI CONSIGLIERI REGIONALI SD-PRC

Al Signor Presidente dell'Assemblea Legislativa delle Marche

Oggetto: Interrogazione a risposta orale urgente in materia di applicazione della normativa sulla
Valutazione Ambientale Strategica.

I sottoscritti Consiglieri regionali

premesso che
- in data 04/04/08, con deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio Comunale n.18, veniva adottata dal Comune di Falconara Marittima la Variante al PRG di Falconara Marittima denominata “SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZET2 ZER2 e ZUT2 prima adozione ed avvio del processo di valutazione ambientale strategica”;
- la Variante riguarda una nuova ingente espansione edilizia che interesserebbe una porzione di territorio agricolo di circa 28 ettari, già soggetto dal vigente PRG di Falconara a vincolo di tutela paesistico-ambientale a seguito del processo di adeguamento del PRG stesso al PPAR e che si tratta di un insediamento di circa 1000 abitanti, per metà derivati dallo spostamento di edificabilità previste dal PRG ma ubicate in aree bloccate dal Piano di Assetto Idrogeologico, per metà aggiuntivi rispetto alle previsioni di PRG, senza che peraltro la variante fornisca motivazioni circa le effettive esigenze di nuove residenze nella zona che, è bene ricordare, è
all’interno dell’Area definita ad Elevato rischio di crisi ambientale;

ricordato che
- la Variante in questione è stata adottata dopo il termine per il quale la DGR n.561/2008 stabiliva l’assoggettamento degli strumenti di pianificazione alla disciplina nazionale sulla VAS (D.Lgs.4/2008) ma senza una corretta procedura di VAS preventiva all’adozione in quanto i progettisti ritenevano che la stessa non fosse assoggettabile a VAS. La stessa Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale n.18 del 4.04.2008 disponeva tra l’altro: “Il presente piano – OMISSIS – non risulta soggetto all’applicazione della Valutazione Ambientale strategica, non riscontrandosi i requisiti previsti dall’art.18 della L.R.6/2007”;
- il D.Lgs. 4/2008, all’art.11 comma 5, stabilisce con chiarezza che “la VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge.”;
- Il Dipartimento III Governo del territorio della Provincia di Ancona, nel procedere alla fase istruttoria della Variante, evidenziava correttamente l’obbligo della Variante stessa di ottemperare elle procedure previste dal D.Lgs. 4/2008 in materia di Vas e la totale inadeguatezza , a tale riguardo, dell’atto adottato dal Comune di Falconara e tuttavia, anziché applicare quanto stabilito all’art.11 comma 5del D.Lgs. 4/2008, sollecitava il Comune di Falconara perché adeguasse gli elaborati con una procedura di VAS condotta, in questo caso, successivamente all’adozione e senza alcuna evidenza pubblica;

ricordato altresì che

in data 10 /10/2008 veniva approvata la DGR n. 1400/08 "Linee guida regionali per la valutazione ambientale strategica" che identifica nella Regione l'ente garante della corretta applicazione della VAS, fondamentale parte del processo di pianificazione del territorio, e che ribadisce al punto 1.1 quanto stabilito dal D.Lgs 4/2008chiarendone ancora di più le finalità preventive e partecipative rispetto alle decisioni da assumere mentre la determinazione del direttore del Dipartimento III Governo del territorio della Provincia di Ancona che assume il parere motivato sulla variante in questione veniva assunta in data 15/12/2008 (n.177) e quindi in epoca successiva all'emanazione delle linee guida di cui alla DGR succitata

interrogano il Presidente della Giunta regionale per conoscere

- se il comportamento del Dipartimento III Governo del territorio della Provincia di Ancona sia da ritenersi rispondente o non rispondente a quanto stabilito dalle vigenti norme in materia di VAS;
- se la Regione Marche, qualora ritenga che la Provincia di Ancona debba rispettare quanto previsto all’art.11 comma 5 del D.Lgs. 4/2008, intenda farsi carico di invitare la stessa Provincia a restituire la Variante in oggetto per la necessaria rielaborazione annullando l’atto amministrativo adottato senza la prevista valutazione ambientale strategica.
- se la Regione, qualora ritenga invece che la Provincia di Ancona abbia operato nel pieno rispetto della normativa sulla VAS, intenda esplicitare il fatto che la procedura di VAS può essere avviata anche successivamente all’adozione del Piano regolatore o alla Variante allo stesso.

I Consiglieri Regionali
Massimo Binci
Giuliano Brandoni

Ancona, 7.1.2009

giovedì 4 dicembre 2008

PER LA SINISTRA: L'APPUNTAMENTO E' IL 13 DICEMBRE A ROMA

Di Claudio Fava
Il 13 dicembre non sarà solo una festa.
Ne abbiamo fatte tante, di feste: servono a star bene insieme, a contare le facce conosciute, a mettere in fila un po’ di bei discorsi, a mostrare i muscoli. E a ritrovarsi confusi e svuotati il giorno successivo.
Il 13 dicembre sarà una scelta. Convinta e impegnativa. La scelta di aprire questo processo costituente al paese, di sottrarlo alle prudenze dei gruppi dirigenti, di incarnarlo nelle passioni e nella generosità di chi sente tutta l’urgenza di una nuova sinistra in Italia.
Non staremo qui a dirci ancora una volta quanto “nuova” debba essere questa sinistra: abbiamo impegnato quattro mesi, dall’assemblea di Cianciano in poi, a ragionare sull’eredità che le culture politiche del secolo scorso ci hanno lasciato. Ci siamo detti cento volte che quell’eredità non va congelata né rifiutata ma rielaborata, impastata con una lingua diversa, arricchita con pratiche finalmente democratiche, finalmente inclusive. Abbiamo parlato delle troppe liturgie e dell’urgenza di abbandonarle. Abbiamo compreso che questo progetto non riuscirà a sommare tutta l’attuale sinistra (difficile tenere insieme chi si sente comunista dentro, e chi invece festeggia ogni giorno l’orgoglio comunista…), ma che oggi la virtù politica essenziale, più che l’unità ad ogni costo, è la coerenza: ovvero la capacità di utilizzare lo stesso alfabeto, di condividere la stessa ricerca, di affrontare lo stesso mare.
La sinistra italiana che nascerà il 13 dicembre sarà il racconto di questo tempo e di questo paese. Ma ne sarà anche il rimedio. Una sinistra del fare, più che dell’affermare. Questo ci siamo detti: e ce lo siamo detti a lungo. Adesso dobbiamo cedere ad altri la parola, lasciare che essa venga raccolta da chi questa nuova sinistra la sta già fabbricando nella pratica politica quotidiana, nel lavoro sui territori, dentro le amministrazioni, nei tempi serrati delle cento assemblee che abbiamo già svolto.
Cosa sarà e “quando” sarà questa nuova sinistra italiana? E’ ciò che cominceremo a decidere insieme tra due settimane. Posso solo dirvi cosa non dovrà essere: né un circolo di cultura, né un repertorio di tatticismi o di parole reticenti. Perché questo progetto decolli, perché diventi subito pane quotidiano e sfida elettorale in Italia e in Europa, occorre molta generosità. E poco politicismo. Esattamente l’opposto di ciò che è accaduto ad aprile.

martedì 18 novembre 2008

DIMISSIONI COORDINATORE SD DI FALCONARA

Falconara Marittima, 18 novembre 2008

Comunicato stampa

Con la presente Vi comunico che ieri a seguito di una riunione di Sinistra Democratica di Falconara ho preso la decisione di lasciare l’incarico di Coordinatore cittadino.

La mia decisione scaturisce da un generale malessere dovuto alla incerta strada che la sinistra sta cercando di percorrere e dalla mancanza di quella dose di entusiasmo che ritengo necessaria per svolgere una attività impegnativa ma volontaristica di questo tipo.

La vera motivazione che però mi ha convinto a prendere questa decisione è di carattere locale; dopo aver riscontrato che SD a Falconara non è più in grado di incidere nelle questioni politiche cittadine, a causa di difficoltà di vario genere, e dopo aver registrato nel nostro movimento una “strategia dell’immobilismo” che non condivido e che mi fa pensare a formule di opportunismo pre-elettorale, non posso far altro che prendere atto della situazione e lasciare il campo, augurando ai Compagni di Falconara ogni bene per il lavoro che vorranno proseguire.

Claudio Paolinelli

sabato 8 novembre 2008

INCONTRO CON CLAUDIO FAVA COORDINATORE NAZIONALE SINISTRA DEMOCRATICA

Giovedì 13 novembre alle ore 21.00 presso il Centro Culturale Pergoli di Piazza Mazzini a Falconara, incontro con il Coordinatore nazionale di Sinistra Democratica Claudio Fava.

Il crollo dell’economica globale, la crisi del lavoro, il precariato, i tagli alla scuola pubblica, la questione energetica e ambientale, il problema del razzismo e della xenofobia, la legalità.

Questi sono alcuni temi che verranno affrontati durante l’incontro dibattito con Claudio Fava, euro-parlamentare del PSE.

La particolare situazione politica richiede una nuova Sinistra, in Italia ed in Europa, una Sinistra che sarà tanto più forte quanto riuscirà a garantire la massima partecipazione all’insegna del rinnovamento.

In tutta Italia da alcune settimane stanno nascendo comitati a sostegno della Costituente per la Sinistra, donne e uomini del mondo politico, sindacale, dell’associazionismo, della cultura, semplici cittadini, tutti insieme “per la Sinistra”.

Anche a Falconara stiamo lavorando per un nuovo soggetto politico, l’incontro di giovedì 13 novembre può diventare una straordinaria occasione per riunire persone che condividono gli stessi ideali di pace, uguaglianza, democrazia e libertà e che credono che una nuova, forte, unita, Sinistra sia necessaria.

Alle ore 19.00 Claudio Fava inaugurerà a Torrette di Ancona in via Esino 65/H la nuova sede di Sinistra Democratica la prima “CASA DELLA SINISTRA” della provincia.

Sinistra Democratica Falconara

giovedì 30 ottobre 2008

BINCI :La convenzione con l’API non autorizza le nuove centrali, il parere del comune e’ solo consultivo.

COMUNICATO STAMPA

La firma della convenzione tra la Giunta di Falconara e l’API, non autorizza nuove centrali, afferma il consigliere regionale di Sinistra democratica Massimo Binci.

E’ un accordo economico che condiziona l’erogazione dei contributi API al parere positivo del Comune sulle nuove centrali.

Si ricorda che il parere espresso dal Comune di Falconara e’ solo consultivo e che tutti i Comuni della Bassa vallesina nonché la Provincia di Ancona e la Regione Marche hanno invece espresso parere contrario rispetto al progetto API , perche’ il Piano Energetico Ambientale Regionale non prevede queste grosse centrali per la produzioni di energia elettrica e l’area e’ già ad elevato rischio di crisi ambientale.

La Giunta regionale e tutta la maggioranza hanno già preannunciato che negheranno l’intesa al Ministero competente a conclusione della procedura di VIA pertanto , ribadisce BINCI, le nuove centrali non si faranno visto il parere contrario obbligatorio e vincolante della Regione.
A chi pensa che la Giunta Brandoni abbia fatto un affare, Binci ricorda che i costi ambientali e sanitari delle nuove centrali, ammonterebbero per la collettività marchigiana a 75 MIL di euro e i cittadini di Falconara respirerebbero centinaia di tonnellate di polveri sottili in piu’.

Per Binci inoltre l’A.D. SALTORI e l’API fanno un autogol quando affermano che adotteranno nuove tecnologie sugli impianti esistenti per ridurre le emissioni, in quanto gia’ nel protocollo del 2003 con la Regione si erano impegnati ad adottare ogni nuova tecnologia man mano che si fosse resa disponibile, pertanto non si puo’ oggi negare un impegno già preso subordinandolo alla autorizzazione delle nuove centrali.

IL CONSIGLIERE REGIONALE SD
Massimo BINCI

venerdì 24 ottobre 2008

IL REFERENDUM SULLE CENTRALI API E' CONTROPRODUCENTE?

Ancora una volta il Partito Democratico di Falconara dimostra poca dimestichezza con la pratica partecipativa e cade per la seconda volta nell'errore di credersi autosufficiente.

In merito all'OdG presentato ieri dal PD per l'approvazione in Consiglio comunale del referendum consultivo sulle Centrali API, pur riconoscendone la legittimità, non posso che considerare questa iniziativa intempestiva se non addirittura dannosa.

Il PD sbaglia ad ignorare che in città da alcune settimane si è costituita una assemblea permanente, formata da cittadini falconaresi che giorno dopo giorno vede aumentare la partecipazione attiva.

Il PD sbaglia a lanciare tali iniziative, senza minimamente confrontarsi con i cittadini. Per arrivare al referendum bisognerebbe prima informare correttamente la cittadinanza e poi bisognerebbe cercare il maggior numero possibile di consenso.

Il Pd potrebbe invece autorevolmente e concretamente fare in modo che la Regione Marche si esprima al più presto contro le centrali api.

Questo referendum è una iniziativa autonoma di un partito che crede ancora di essere in grado di gestire le masse, ma forse non è più così.

Quindi il PD di Falconara scenda dal piedistallo di argilla su cui si trova, abbandonando l'atteggiamento autoreferenziale ed inizi con modestia a dialogare con gli altri (partiti e cittadini), è l'unico modo per essere credibili.

Claudio Paolinelli

giovedì 23 ottobre 2008

IL SINDACO E I LIBRI GRATUITI

COMUNICATO STAMPA

Apprendiamo dalla stampa (Il Messaggero 19/10/08) che la Giunta del Comune di Falconara M., in una decisione, di cui non si è trovata traccia sul sito, avrebbe modificato i criteri in base ai quali il Comune dovrebbe stilare un elenco da inviare alla Regione Marche per ricevere finanziamenti finalizzati alla fornitura gratuita o semi gratuita di libri di testo per le scuole. I criteri aggiuntivi a quello del reddito sarebbero riferiti al comportamento e al rendimento dell’alunno e all’interessamento delle famiglie. Ora, poiché la Deliberazione della Giunta regionale prevede il solo criterio del non superamento di una certa soglia dell’I.S.E.E., e i Comuni devono trasmettere gli elenchi di quanti hanno diritto in base a questo unico requisito, è evidente che l’operazione del Comune avrebbe come effetto economico un’ulteriore, nonché arbitraria, selezione e quindi una riduzione del finanziamento. Ma l’effetto principale sarebbe la negazione di un diritto riconosciuto da legge dello Stato e della Regione a famiglie che, con figli forse poco portati (ma qui si tratta anche di assolvimento dell’obbligo scolastico) e redditi da fame, dovrebbero essere piuttosto sostenute. Invece verrebbero espropriate anche di questo minimo aiuto. Sarebbe, questa, un’operazione alquanto iniqua e perfida. Non è escluso, benché improbabile, che qualcuno, magari collettivamente, potrebbe aprire un contenzioso con il Comune per avere soddisfazione, ma l’Amministrazione comunale, che ha dimostrato di venire volentieri a patti con i potenti, dei suoi cittadini più deboli non ha paura. Può mostrare i muscoli e anche, eventualmente, prenderli a schiaffi (metaforicamente).

Speriamo che la notizia sia priva di fondamento e aspettiamo la sdegnata smentita dell’Amministrazione comunale.

Se poi la Giunta confermerà l’atto, magari sostenendo tale bizzarria con motivi educativi ed etici (bisogna premiare il merito!) ci permettiamo sommessamente di rivelare un segreto. Esiste già un’Agenzia in possesso di competenza, vocazione, esperienza e capacità in grado di stimolare i ragazzi allo studio: si chiama Scuola e, almeno l’Assessore all’Istruzione, che di mestiere fa l’insegnante, dovrebbe averlo ben presente. Inoltre l’Amministrazione possiede un altro strumento, da affiancare alla Scuola, per sostenere e spronare le famiglie che, per i più diversi motivi, non riescono a seguire efficacemente i figli nello studio, ed è costituito dai Servizi Sociali. Riteniamo che questi possano produrre risultati migliori rispetto all’approccio punitivo (per i figli) ideato. Forse l’Assessore ai Servizi Sociali, che tanto impegno ha profuso negli anni in queste problematiche, potrebbe portare un po’ di riflessione in mezzo a tutto questo ruvido decisionismo da caserma.

Ci sarebbe un’altra possibilità per dimostrare che Sindaco e Giunta vogliono partecipare alla moralizzazione del Paese (e della nostra città) senza mollezze e senza guardare in faccia nessuno. Poiché la deliberazione della Giunta Regionale al punto 10 specifica che “gli enti erogatori (i Comuni) sono tenuti ad effettuare controlli sia a campione, sia in tutti i casi in cui vi siano fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni rese dal richiedente in autocertificazione”, il Comune avrebbe potuto concentrare gli sforzi su quest’aspetto. A Falconara ci si conosce un po’ tutti, per cui sarebbe facile istruire gli uffici delegati a raccogliere le istanze per fa si di individuare le dichiarazioni non congruenti con il tenore di vita reale delle famiglie (perche un indicatore ISEE non superiore a € 10.632,94 indica un reddito quasi da fame), e conseguentemente inviare con diligenza e sistematicità le dovute segnalazioni agli organi di controllo, contribuendo a contrastare i soliti furti dei ricchi a danno dei poveri. Dando poi ampia informazione alla cittadinanza sul numero dei controlli richiesti e sugli esiti, cioè l’eventuale recupero dell’evasione (salvaguardando la privacy!)

Di cose simili non se ne è sentito parlare. Nel nostro Paese c’è l’infausta diffusa convinzione che chi non paga le tasse e inoltre si fa anche dare dei sussidi con i soldi di chi le paga non sia un ladro, ma uno che sa stare al mondo. Ovviamente non sarà questo il modo di vedere della Giunta e del Sindaco, ma, siccome abbiamo riscontrato che il Sindaco e la Giunta, mettono volentieri in atto gesti dal forte impatto e valore simbolico per evidenziare i loro obiettivi e i risultati cui tendono, deduciamo dal silenzio su queste tematiche che la fedeltà e l’equità fiscale non ne facciano parte.

Sinistra democratica Falconara

martedì 21 ottobre 2008

IL SINDACO E I MANIFESTI

All’incontro dibattito di lunedì 13 ottobre svoltosi presso una gremita sala dell’Istituto Commerciale Serrani per parlare di Scuola, in cui era prevista la presenza dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Falconara, al suo posto si è presentato il Sindaco, che non ha detto una parola sulla scuola, non ha nemmeno provato a dare un punto di vista (magari diverso) da chi protestava sul Decreto Gelmini. Non sapremo mai come la pensa, se ne ha un’idea, se l’ha letto. Non ha nemmeno espresso un’opinione sul ruolo che ritiene abbia la Scuola nella nostra società.

Però non si è limitato a stare ad ascoltare il dibattito. Ad inizio di serata ha preso la parola e ha chiarito che era lì per confutare notizie sul suo conto apparse sulla stampa e subito cavalcate dai maligni. Sarebbe stato riferito che, in occasione di un volantinaggio davanti alla Scuole per comunicare una iniziativa sulla riforma Gelmini, il Sindaco, dopo aver fatto rimuovere i volantini, sembra che li abbia rimossi personalmente e li avrebbe tolti di mano dai promotori. Il Signor Sindaco ha voluto specificare che lui non ha strappato manifesti e tolto di mano volantini, ma li ha fatto rimuovere all’interno della scuola, dagli spazi che non fossero le bacheche sindacali. Ora, a parte il fatto che, a quanto mi consta, la questione esposizione di materiale di carattere sindacale è esattamente rovesciata, e cioè: Alle organizzazioni sindacali deve essere garantito dal Dirigente scolastico un adeguato spazio per pubblicare informazioni di interesse sindacale, visibile da tutti i lavoratori, mi piacerebbe che il Signor Sindaco spiegasse da dove gli proviene l’autorità di disporre, all’interno delle Scuole, come, dove e cosa vada esposto. Il Signor Sindaco certamente sa che le Istituzioni scolastiche sono autonome (D.P.R. 8/03/1999 n. 275) e sono gestite da un Dirigente scolastico (D. Lgs. 06/03/1998), che assicura la gestione unitaria e ne ha la legale rappresentanza. Pertanto il Signor Sindaco, a meno che non sia stato delegato dal Dirigente scolastico, ha agito in base ad altre attribuzioni: potrebbe spiegarci da quale fonte normativa gli provengono, in modo da emancipare e rendere edotta la popolazione? Comunque l’ostilità contro espressioni di civile protesta verso provvedimenti non condivisi offre dell’Amministrazione un certo profilo, che certo non induce alla possibilità di mediazioni politiche, che perseguano la civile convivenza nel rispetto delle diverse opinioni e condizioni sociali.

Il Signor Sindaco potrebbe inoltre segnalare alla stampa i provvedimenti censori altrettanto severi che certamente avrà adottato per far rimuovere, farne pagare le spese e sanzionare gli affissori di manifesti deliranti che invocano LEGGI SPECIALI CONTRO L’IMMIGRAZIONE, questi si messi in ambiti di sua competenza (le piazze e le strade) al di fuori degli spazi destinati all’affissione e senza timbro del servizio comunale? Di questi provvedimenti sulla stampa faziosa e parziale non c’è traccia. I cittadini hanno diritto ad un’informazione corretta!
Antonio Crocetti

sabato 18 ottobre 2008

PIU' LA STAMPA E' LIBERA PIU' IL PAESE E' DEMOCRATICO

L'informazione di stampa e tv sta subendo una pericolosa regressione culturale in Italia. Le notizie sono manipolate, travisate, ignorate, a seconda delle convenienze e dei diktat da parte di lobby, poteri forti, o partiti politici.

Quando la libera ed imparziale informazione è a rischio, diventa a rischio tutto il sistema democratico.

In questi giorni, imponenti manifestazioni nazionali sono state ignorate dalla stampa nazionale o comunque minimizzate: il riferimento è alla manifestazione della sinistra del 11 ottobre scorso, che ha visto a Roma la presenza di alcune centinaia di migliaia di persone che protestavano contro il Governo Berlusconi. Oppure alle numerose quanto partecipate manifestazioni contro la distruzione della scuola pubblica. Iniziative che sottolineano il malessere diffuso che c'è in Italia. Manifestazioni ignorate o sminuite dai giornali e dalle televisioni.

Quanto sta avvenendo in campo nazionale, naturalmente si ripropone anche nella città di Falconara, alle prese con alcuni problemi sui quali la gente vorrebbe dire come la pensa. E infatti le persone si stanno organizzando, per esempio per protestare contro la costruzione delle mega centrali API.

Si è dato vita all'assemblea permanente, luogo di riflessioni, approfondimenti e laboratorio di idee che arrivano da comuni persone. Lo sforzo organizzativo è enorme anche perchè dall'altra parte c'è una amministrazione comunale che fa di tutto per evitare il confronto e la partecipazione, e soprattutto c'è una azienda con risorse economiche tali da condizionare a sua favore la corretta informazione.

Gli organi di stampa sul tema delle centrali, soprattutto negli ultimi tempi non stanno facendo un buon servizio ai loro lettori/telespettatori, appiattiti come sono sulla posizione della raffineria.

Un paio di esempi: giorni fa l'emittente televisiva E'tv in una trasmissione intitolata Punti di vista, ha invitato il sindaco Brandoni e un dirigente Api per parlare proprio delle centrali. Non c'è stato contradditorio, in un ora e mezzo il telespettatore ha ascoltato le affermazioni degli ospiti (molte inesatte o false) senza avere la possibilità di intervenire, considerando che la trasmissione non prevedeva interventi esterni. Mi domando quando l'emittente E'tv organizzerà un'altra trasmissione per dare voce anche a chi è contrario.

Un altro esempio: ieri a Falconara c'è stata una manifestazione per le vie della città contro le centrali, hanno partecipato alcune centinaia di persone, donne bambini, studenti che pacificamente e con grande responsabilità si sono ritrovate davanti alla stazione ferroviaria. Oggi il Corriere Adriatico dedica un trafiletto di poche parole dove però vengono dette due cose inesatte che tendono a mettere in cattiva luce il movimento, ovvero che 250 persone hanno creato disagi al traffico perchè non vogliono che la Regione modifichi il Pear. Punto primo non c'è stato alcun disagio per chicchessia, il traffico è stato regolare, solo leggermente rallentato dalle molte persone a ridosso della strada, come in una normale giornata affollata; punto secondo la gente non stava lì per non modificare il Pear, ma molto più concretamente perché non vuole nuove centrali ritenute inutili e dannose per Falconara che già sopporta un carico di infrastrutture e quindi di inquinamento enorme.

Ignorare o travisare le notizie non è da Paese Democratico. Ognuno di noi, giornalisti compresi dovrebbe lottare e chiedere con forza una informazione libera ed imparziale. Più la stampa è libera più un Paese è democratico.

Per rendersi conto che la Stampa in Italia non vive un buon momento lo si evince da una classifica mondiale sulla libertà di stampa di "Reporter Sans Frontières". Non so a che data precisa si riferisce, comunque L'Italia è posizionata al 40° posta dopo Cile e Corea del Sud.

Ecco la nota:

Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa e non sono mancate le sorprese. Innanzitutto va rilevato che, pluralismo e libertà nella diffusione delle notizie non sono una prerogativa dei paesi più ricchi e sviluppati. Basti pensare che il Costa Rica precede in classifica gli Stati Uniti e diverse nazioni europee. L'Italia, a causa dell'irrisolto conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si piazza al quarantesimo posto, superata da paesi latinoamericani come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia. La maglia nera dei peggiori del gruppo spetta a tre nazioni asiatiche: Corea del Nord, Cina e Myanmar. In fondo alla classifica figurano anche la maggior parte dei paesi arabi, a partire da Libia, Tunisia e Iraq, dove è semplicemente impensabile che un giornale o una testata radiotelevisiva possa criticare il capo dello Stato o l'operato del governo. R.s.f. assegna invece buoni voti ad alcune realtà africane come Benin, Sudafrica, Mali, Namibia e Senegal, tutte collocate nelle prime cinquanta posizioni e in condizione di vantare una reale libertà di stampa. I peggiori nell'Africa nera risultano essere Eritrea (132ma), Zimbawe (123mo), Guinea Equatoriale (117ma), Mauritania (115ma) e dal 109mo al 105mo posto, Liberia, Rwanda, Etiopia e Sudan. (Reporters sens frontiéres).