SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6

mercoledì 18 luglio 2012

REDDITO MINIMO GARANTITO

Saremo in Piazza Catalani giovedì mattina 19 luglio e in Piazza F.lli Bandiera lunedì mattina 23 luglio con un banchetto informativo e per raccogliere le firme.

 PORTATE UN DOCUMENTO DI IDENTITA'.

 In soli 3 giorni sono state raccolte già più di 50 firme presso l'ufficio anagrafe di Falconara!!!

sabato 9 giugno 2012

CHIUSURA DELLA RAFFINERIA API


COMUNICATO STAMPA

IPOTESI DI SMANTELLAMENTO DELLA RAFFINERIA API
 

            Tutte le persone minimamente informate e dotate di una normale capacità di ragionamento avevano capito da tempo che se l’attività di raffinazione di una raffineria è da più anni in perdita, la raffineria non ha futuro, l’attività viene cessata, e le maestranze vengono licenziate. La possibilità di mantenimento del sito produttivo passa attraverso una riconversione industriale, in cui potranno essere riassorbite le unità necessarie alla nuova attività e se per questa serve una percentuale di lavoratori inferiore, l’eccedenza resta fuori. È matematico.

Tutti lo avevano capito. Tutti tranne:

-   La R.S.U. che chiamava tutti i dipendenti in difesa dei nuovi progetti: Mega centrali e Rigassificatore, perché avrebbero garantito il mantenimento di un’attività in perdita.

-   Il Presidente della Regione Spacca e la sua Giunta;

-   Una maggioranza trasversale nel Consiglio Regionale, che, proprio solo sulla base di quelle fumose promesse, ha autorizzato sia la costruzione della Centrale elettrica, sia quella del Rigassificatore (negato a Porto Recanati perché non era in gioco questa pesante minaccia occupazionale);

-   Il Sindaco Brandoni e la sua Giunta, che hanno sempre preso per oro colato le amene prospettive dell’API, sostenendo senza riserve il suo operato, e accolto con grande soddisfazione qualche contributo, servito a risanare nell’immediato il bilancio, ma non certo regalato: come controparte sono stati chiusi tutti i contenziosi legali, che, nel caso in cui la società fosse stata soccombente, avrebbero portato nelle casse comunali  risarcimenti molto superiori, e avrebbero dimostrato che la città non è di proprietà della famiglia Brachetti Peretti e dei suoi soci.


            Questi illuminati amministratori e rappresentanti dei lavoratori hanno creduto a promesse senza alcun fondamento. Ci hanno creduto o hanno fatto finta di crederci.

            Nel primo caso devono prima di tutto fare ammenda, chiedendo scusa ai lavoratori e ai cittadini, e subito dopo devono mettere fortemente in mora la Società, chiedendo conto degli impegni presi, e poiché non sono stati rispettati, revocare immediatamente l’autorizzazione alla costruzione del rigassificatore. Devono pretendere l’immediata presentazione di un piano di bonifica, con tempi certi e il riassorbimento del maggior numero possibile di dipendenti.

            Inoltre devono aprire un tavolo con le rappresentanze sindacali e la proprietà per chiedere la riconversione del sito alla produzione di tecnologie per le energie rinnovabili, unico futuro possibile sul piano energetico, e per le quali l’API è già in possesso di competenze e capacità.

            Se questi rappresentanti istituzionali e amministratori non dimostreranno da subito il massimo impegno e determinazione per contrastare le decisioni assunte dalla società, dovremo pensare che fino ad ora non sono stati in buona fede, non hanno, sbagliando, creduto alle favole sul mantenimento del livello occupazionale promesso, non hanno perseguito l’interesse dei lavoratori e dei cittadini, e allora dovranno spiegare convincentemente perché hanno assunto posizioni totalmente acritiche nei confronti della società API, facendosene paladini, contro ogni evidenza.


Circolo territoriale SEL Falconara Marittima

lunedì 14 maggio 2012

REDDITO MINIMO GARANTITO Il diritto ad una vita dignitosa




COMUNICATO STAMPA
REDDITO MINIMO GARANTITO

 Il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Falconara avvia una serie di iniziative e di incontri per aprire il confronto sulle questioni cittadine e sui temi di grande attualità. Il primo appuntamento dal titolo “Reddito minimo garantito, il diritto ad una vita dignitosa” riguarda la questione della crisi del lavoro e del disagio sociale che ne deriva.
L’aumento della disoccupazione, lo smembramento dei diritti dei lavoratori, la flessibilità e la precarietà, sono le conseguenze di una crisi economica mondiale che evidenziano il fallimento del modello liberista, e che lasciano senza tutele le fasce più deboli della popolazione.
Il venir meno del diritto al lavoro sancito dall’art. 1 della Costituzione italiana, impone la necessità di assicurare a tutti il diritto ad una vita dignitosa, soprattutto ora che viviamo in una fase crescente di disuguaglianze.
La proposta del “Reddito minimo garantito” rappresenta quindi una alternativa politica e di affiancamento alle nuove Leggi che regolamentano la flessibilità del lavoro attuate dal Governo. Un reddito minimo per garantire la sussistenza delle persone in maniera decorosa e per evitarne l’esclusione sociale.
Il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Falconara Marittima vuole approfondire l’argomento, illustrare la proposta, e ne discuterà sabato 19 maggio alle ore 17.00 presso l’Ex cinema sport di Via Marsala 21 a Falconara Marittima con:
GIUSEPPE BRONZINI socio fondatore di Basic Income Network (BIN Italia), Magistrato e consigliere presso la Corte di appello Roma sez. lavoro, membro del Comitato scientifico della Fondazione Basso. Autore del libro “IL REDDITO DI CITTADINANZA”

mASSIMILIANO  sMERIGLIO assessore al lavoro e formazione nella Provincia di Roma; responsabile nazionale del settore lavoro ed economia di SEL.

MASSIMO BINCI Consigliere Regionale delle Marche per Sinistra Ecologia Libertà.

Coordinerà l’iniziativa Claudio Paolinelli del Circolo SEL Falconara.

Invitiamo i cittadini e gli organi di stampa a partecipare.

 Gianni Antonio Crocetti
Coordinatore Circolo Sinistra Ecologia Libertà Falconara

venerdì 16 marzo 2012

IPOTESI DI SMANTELLAMENTO DELLA RAFFINERIA API



COMUNICATO STAMPA

IPOTESI DI SMANTELLAMENTO DELLA RAFFINERIA API



            Le ultime notizie ci informano che la Società API sta maturando la decisione di dismettere l’attività di raffinazione nel sito di falconara, mantenendo l’attività di stoccaggio e la centrale elettrica IGCC, che sarà riconvertita a metano, (per il semplice motivo che l’utilizzo dello scarto della lavorazione del petrolio non sarà più finanziato dallo Stato, come avvenuto finora) decisione che comporterà una drastica (drammatica) perdita dei posti di lavoro.

Però solo pochi mesi fa la società garantiva che, qualora la Regione Marche e il Governo avessero accolto il progetto di realizzazione di un rigassificatore off shore davanti al litorale anconetano, i livelli occupazionali sarebbero stati mantenuti per altri 10 anni.

La Regione, paladina delle ragioni del lavoro, nonostante le  motivate proteste e le documentatissime contestazioni di ordine ecologico ed economico rappresentate da un largo fronte popolare, fiduciosa dell’impegno assunto dall’azienda e sostenuto dai rappresentanti dei lavoratori, ha prontamente acconsentito alla realizzazione del progetto, ed il Governo ha emesso il decreto autorizzativo.

Ora l’azienda ha con molta serenità prospettato un altro scenario: la raffinazione non conviene più, come non conveniva la scorsa estate, per cui si smette. I lavoratori non serviranno più. Il rigassificatore se mai verrà realizzato, avrà bisogno di un numero di dipendenti diretti di gran lunga inferiore di quelli attuali.

Ma non l’avevamo sempre detto? Noi e i comitati di cittadini mobilitati per contrastare gli ultimi scempi proposti, attirandoci l’accusa di essere contro il progresso e contro i lavoratori.

Ora i lavoratori capiscono di essere stati “usati”, e, preoccupati, chiedono sostegno e garanzie.

Ora l’Assessore regionale al lavoro (di Falconara) dichiara che sosterrà la lotta dei lavoratori.

Ora il Sindaco, che ha sempre sostenuto tutte le iniziative dell’API “a prescindere” vuole incontrare l’amministratore delegato, non si sa bene con quali speranze.


Noi siamo molto preoccupati per lo scenario di ulteriore impoverimento e degrado sociale che si prospetta per la nostra città, ma crediamo che soltanto pretendendo dalla Società API una tempestiva riconversione alle tecnologie energetiche da fonti rinnovabili, che la stessa società realizza in altri siti e, contemporaneamente obbligando l’azienda alla bonifica del sito, come previsto dalle leggi nazionali e comunitarie e dagli impegni sottoscritti in occasione del rinnovo della concessione fino al 2020, impedendogli di lasciare in eredità a questa città martoriata un’altra catastrofe chimica come la ex Montedison, ci sia la possibilità di porre rimedio al collasso occupazionale che ci aspetta.

Che ne pensano i sindacati interni? E la Giunta Brandoni? E il Governatore Spacca, la sua Giunta e il Consiglio Regionale?

Noi saremo come sempre dalla parte di lavoratori e dei cittadini, sperando di vederli finalmente uniti, perché altrimenti vinceranno sempre i più forti, i camaleonti e i gattopardi, a spese della popolazione attuale e delle generazioni future.

Ma non finisce qui. Al danno si aggiunge la beffa. Nel giorno in cui viene annunciata la dismissione della raffineria, il CIPE annuncia l’avvio del By Pass ferroviario progettato per non far più passare i treni attraverso la raffineria, mettendo finalmente in sicurezza i viaggiatori. Un altro scempio, che demolirà il già disastrato quartiere di Villanova, distruggerà uno dei pochi polmoni verdi della città: il Parco del Cormorano e l’annesso laghetto - un area umida di alto valore naturalistico –, e terreni agricoli di alta qualità; costringerà i residenti ad un esodo forzoso, con un costo finanziario per la collettività di 210 milioni , mentre sono venuti meno i motivi per cui era stato progettato.

Tutto bene Sindaco Brandoni? Tutto bene Governatore Spacca? Noi crediamo proprio di no e vorremmo che tali temi vengano trattati in maniera diffusa trasparente e rispettosa.


Circolo territoriale SEL Falconara Marittima


domenica 4 marzo 2012

SEL FALCONARA MARITTIMA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM

Sinistra Ecologia Libertà di Falconara Marittima aderisce allo sciopero generale del 9 marzo indetto dalla FIOM.

Siamo a fianco dei lavoratori, per la tutela dei diritti e per la loro estensione a tutti i lavoratori. Siamo dalla parte di chi lotta per la dignità del lavoro, per dire basta alla precarietà, per difendere l’Art.18.

Le politiche economiche del Governo Monti non tengono conto del fattore umano, il Governo tecnico si limita freddamente a far quadrare i conti ignorando che dietro quelle cifre c’è un numero sempre maggiore di persone, che ogni giorno affronta enormi difficoltà e che i conti familiari non riesce proprio a farli quadrare. 

Se lo spread leggermente diminuisce, il numero dei disoccupati aumenta visibilmente: quasi 2 milioni e mezzo di disoccupati, 1 giovane su 3 è fuori dal mercato del lavoro, le donne sono le più penalizzate. Il declino del Paese non offre opportunità né speranze.

Alla esasperata flessibilità e alla precarietà che il Governo Monti ci chiede, noi rispondiamo con proposte per la tutela e per la qualità del lavoro, coerentemente ad una idea nuova di società sostenibile, più democratica, che si occupi delle persone, della difesa del territorio, del rispetto dei Beni comuni.    

Con queste motivazioni parteciperemo alla manifestazione nazionale indetta dalla FIOM venerdì 9 marzo a Roma ed invitiamo tutti ad aderire.

Sinistra Ecologia Libertà
Circolo Falconara Marittima

sabato 18 febbraio 2012

INCONTRO IN PREFETTURA DEL CIRCOLO S.E.L. DI FALCONARA M.

COMUNICATO STAMPA
            Giovedì 16 febbraio una delegazione del Circolo SEL di Falconara M. di cui faceva parte il Consigliere Regionale Massimo Binci, ha incontrato il Capo di Gabinetto del Prefetto di Ancona.
            L’incontro era stato richiesto per manifestare al Prefetto la nostra preoccupazione riguardo alle iniziative poste in atto dalla Giunta Brandoni negli ultimi periodi, concretizzate in ripetute pressioni nei confronti delle persone senza fissa dimora presenti a Falconara.
            Misure, quali la chiusura delle fontane pubbliche, che negano diritti umani fondamentali, come quello a dissetarsi e, più in generale, all’accesso all’acqua. Riteniamo tale azione, di forte impatto simbolico, una vera vessazione e un oltraggio alla dignità umana.
            Misure prese, tra l’altro, in maniera alquanto opaca, non essendo stato emesso al riguardo alcun atto amministrativo.
            Iniziative che si sommano, in un quadro di ostilità, alla totale inerzia dimostrata riguardo al problema - totalmente ignorato - dell’incolumità, per chi è costretto a dormire fuori o in rifugi improvvisati e assolutamente inadeguati, a rischio assideramento, con l’inasprimento del clima che ha portato alle eccezionali nevicate e alle gelate di queste settimane. Infatti l’Amministrazione si è attivata, con forte ritardo e in maniera approssimativa, solo dopo fortissime sollecitazioni e ripetute segnalazioni da parte di cittadini, associazioni, parrocchie.
            Abbiamo espresso la preoccupazione che tali atteggiamenti possano favorire l’instaurarsi di tensioni sociali e manifestazioni xenofobe e razziste, che andrebbero invece il più possibile mitigate.
            Il funzionario, dopo aver preso atto della situazione, ha assicurato che, pur non potendo entrare nel merito delle politiche comunali, qualora la Prefettura riceva puntuali segnalazioni di situazioni particolarmente critiche (quali la presenza di persone tuttora costrette a dormire all’addiaccio e di cui il comune, messo a conoscenza, non si occupi) verrà esperito ogni tipo di sollecitazione consentita dalle proprie prerogative istituzionali, nei confronti della Giunta.


Antonio Crocetti coordinatore SEL Falconara Marittima