SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6

venerdì 10 agosto 2012

IDEONA DEL SINDACO DI FALCONARA: UN BELL’INCENERITORE

COMUNICATO STAMPA

Il Sindaco Brandoni è stato contagiato dalla sindrome di Zelig, dopo la riuscitissima serata con l’Assessore Cangini ed è diventato un battutista irresistibile.
Cosa ti è andato a inventare per movimentare il dialogo in città in questo torrido agosto?
In attesa della ripresa dell’attività di raffinazione – “Lo Stato non può rinunciare alla raffinazione” – ha detto – per mitigare il dramma occupazionale che colpisce le maestranze della raffineria (circa 380) e tutti i dipendenti delle ditte in appalto e dell’indotto, perché non costruire nel sito un bell’inceneritore?
No, perché, forse guardando i dati sulle emissioni inquinanti nel territorio falconarese (ci ha appena dato una bella soddisfazione anche Goletta Verde) il primo cittadino avrà ritenuto che siamo un po’ scarsini di diossina.

Allora: l’aeroporto c’è, la raffineria c’è (e speriamo che, se facciamo tanti regali alla Famiglia, per farle sentire l’affetto della Città della Regione e del Governo, ci sarà restituita), una centrale termoelettrica niente male c’è, e probabilmente figlierà, il rigassificatore si farà, magari in società con GDF, ENI o altri soci, nonché con la Regione, il bypass ferroviario è già in fase esecutiva. Con l’inceneritore non ci mancherebbe più niente.
L’assorbimento di mano d’opera si limiterebbe a una quarantina di addetti? Ma non è che deve pensare a tutto il Sindaco, no? Intanto questo è un contributo per il problema socio economico e in più Falconara si pregierà di un altro simbolo di progresso e modernità.
Il dramma è che non è una battuta, ma una proposta presentata seriamente, che suona piuttosto come una provocazione. Alla pochezza della soluzione occupazionale si accompagna un ulteriore pesante impatto ambientale a carico dei cittadini e ci si allontana da una corretta politica dei rifiuti, che dovrebbe tendere ad una percentuale molto maggiore di raccolta differenziata, rispetto a quella di prossimità attuata in città.
Questa modalità, con la raccolta porta a porta, che si sta sviluppando in tutti i comuni più virtuosi, non prevede l’utilizzo degli inceneritori.
Quindi siamo ad un’altra proposta anacronistica e sempre orientata agli interessi delle aziende che gestiscono tali impianti, alla faccia del benessere delle persone.
Noi crediamo che i lavoratori e la cittadinanza di Falconara abbiano bisogno di proposte meno umoristiche, sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico industriale, guardando ad un futuro che ci impegna a cambiare decisamente direzione, invece che trovare soluzioni di ripiego, fuori dalla storia e senza speranza.
E chiediamo ai sindacati di tutelare i lavoratori, non chiedendo la continuazione di attività ormai definitivamente tramontate in questo Paese in questo momento storico, sapendo che così potranno soltanto strappare piccole concessioni, a fronte della pretesa di avere le mani libere per sfruttare ogni possibilità immediata di guadagno (la beffa del rigassificatore si è consumata prima ancora che ai danni di una città già stremata, sulla pelle di lavoratori), ma esigendo che i finanziamenti ricevuti dall’Azienda vengano investiti in un piano industriale serio, che preveda la progettazione di un’attività di sicuro sviluppo per i prossimi decenni, compatibile con la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Il Coordinatore del Circolo territoriale SEL Falconara Marittima
G. Antonio Crocetti

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