SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6

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lunedì 10 dicembre 2007

DICHIARAZIONE DI INTENTI PER LA SINISTRA L'ARCOBALENO

Noi, donne e uomini che abbiamo partecipato all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, siamo impegnati nella costruzione di un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti: unitario, plurale, federativo. L’Italia moderna, nata dalla Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Il mondo chiama a nuove culture critiche, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro.

Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro e del sapere; centralità dell’ambiente; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti.

Il soggetto della sinistra e degli ecologisti oggi parte. Crescerà attraverso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L’ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ed autonoma, capace di competere per l’egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centrosinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, interno ai movimenti, collegato ai gruppi e ai partiti più importanti della sinistra e dell’ambientalismo in Europa.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell’ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.

Mettere in valore l’ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminazione verso le donne.

Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un’economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell’informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell’epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l’umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c’è bisogno di un’ Europa più forte ed autonoma.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l’omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte e di tutti.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall’opposizione. I temi all’ordine del giorno sembrano “autorità, governabilità, decisione”, non si vede che quelli veri sono l’autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l’autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.

La sinistra/l’arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l’antico trasformismo. Se c’è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell’ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, ‘ndrangheta, camorra; dall’oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.

Noi, partecipanti all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.

Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situazione italiana e influenzare la politica europea.

Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti
Roma, 8/9 dicembre 2007

martedì 6 novembre 2007

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI SD SU RICONOSCIMENTO ACCISE

CAMERA DEI DEPUTATI

TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO della seduta n. 203 di Martedì 12 settembre 2007
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

DI SALVO, SPINI, PETTINARI, ATTILI, AURISICCHIO, BANDOLI, BARATELLA, BUFFO, D'ANTONA, FUMAGALLI, GRILLINI, LEONI, LOMAGLIO, MADERLONI, NICCHI, ROTONDO, SASSO, SCOTTO, TRUPIA e ZANOTTI. - Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali. - Per sapere - premesso che:



l'articolo 113 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, prevede che il Governo, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge «definisce, d'intesa con la conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n 281, le compartecipazioni ai tributi erariali con finalità ambientali da parte degli enti locali sedi di impianti di produzione e di stoccaggio di prodotti assoggettati ai suddetti tributi e adotta le conseguenti iniziative, anche legislative, di propria competenza»;
i comuni interessati sono diciassette: Augusta, Busalla, Cremona, Falconara Marittima, Gela, La Spezia, Livorno, Mantova, Milazzo, Pantano Roma, Porto Marghera, Priolo Gargallo, Ravenna, Sannazzaro, Sarroch, Taranto e Tricate. Da ben sette anni attendono l'attuazione della predetta legge; in data 18 novembre 2006, il Governo ha accolto in Assemblea l'ordine del giorno 9/01746-bis/140 con il quale la Camera dei deputati «impegna il Governo ad adottare ogni utile iniziativa volta a dare attuazione alla citata disposizione o, comunque, ad individuare misure alternative che consentano alle amministrazioni locali di rispondere alle esigenze della cittadinanza e alla salvaguardia del territorio»;
nel frattempo il comune di Taranto ha dichiarato il dissesto di bilancio e il comune di Falconara Marittima è in procinto di dichiararlo, benché creditore da ben sette anni del contributo di cui al citato articolo 113 -:
come il Governo intenda attuare il proprio impegno e l'articolo 113 della legge n. 388 del 2000 e se intenda anticiparne gli effetti per i comuni in dissesto o in gravi situazioni di bilancio.(3-01201) (11 settembre 2007)

(Iniziative per l’attuazione della legge 23 dicembre 2000 n. 388 in materia di compartecipazione ai tributi erariali con finalità ambientali da parte degli enti locali - n. 3-01201)

PRESIDENTE. Il deputato Maderloni ha facoltà di illustrare l’interrogazione Di Salvo n. 3-01201, concernente iniziative per l’attuazione della legge 23 dicembre 2000 n. 388 in materia di compartecipazione ai tributi erariali con finalità ambientali da parte degli enti locali (vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata sezione 13), di cui è cofirmatario.

CLAUDIO MADERLONI. Signor Presidente, il gruppo Sinistra Democratica per il Socialismo europeo desidera conoscere la ragione per la quale, da circa sei anni, 16 comuni italiani sedi di impianti di lavorazione di petrolio attendono che venga data attuazione alla norma di cui all'articolo 113 della legge finanziaria per l'anno 2001. Per i prodotti energetici di tali impianti, che coprono il 50 per cento del fabbisogno italiano, lo Stato riscuote annualmente un consistente gettito dalle accise: di detto gettito nulla è mai stato riconosciuto ai comuni interessati. Un solo dato: l’API di Falconara ha versato allo Stato 775 milioni di euro e 81 milioni per il Fondo alle regioni per il solo anno 2005; nessuna parte di questo ammontare è stata riservata al comune di Falconara.
In data 18 novembre, in quest'aula, il Governo ha accolto un ordine del giorno, mio e di molti altri colleghi, con il quale si impegnava ad adottare ogni utile iniziativa per dare attuazione alla citata disposizione.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

CLAUDIO MADERLONI. Concludo, Presidente.
Nel frattempo, Taranto ha chiesto il dissesto, Falconara è in procinto di farlo…

PRESIDENTE. Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta, ha facoltà di rispondere.

LINDA LANZILLOTTA, Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali.
Signor Presidente, la previsione dell'articolo 113 della legge n. 388 del 2000, cui fa riferimento l'interrogazione, è rimasta effettivamente inattuata per tutta la scorsa legislatura. Ciò sostanzialmente a causa delle difficoltà tecniche di applicazione, sia di interpretazione normativa, sia di attuazione amministrativa, sia di carattere finanziario, anche connesse all'identificazione dei tributi interessati e quindi alla definizione delle compartecipazioni cui la ricordata norma fa riferimento.
Nondimeno
, anche recependo le sollecitazioni pervenute legittimamente nel corso di questa legislatura da parte di alcuni degli enti territoriali interessati, ho ritenuto di segnalare la questione all'attenzione dei Ministri competenti, in particolare a quelli dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, con l'obiettivo di rendere operativa la disposizione della legge n. 388 del 2000, ben conoscendo le esigenze finanziarie dei comuni interessati. Ovviamente, l'attuazione della norma dovrà risultare coerente con i principi dell'articolo 119 della Costituzione e con le indicazioni dell'Unione europea a favore di uno sviluppo produttivo che sia sempre il più equo, sostenibile e rispettoso dell'ambiente.
Tuttavia
, al momento non posso che confermare l'attenzione del Governo su questo punto e l'augurio che esso possa trovare una definizione al più presto e, qualora ciò non risultasse possibile, identificare nell'ambito della prossima legge finanziaria l'eventuale ulteriore intervento legislativo a chiarimento delle norme. In ogni caso, voglio sottolineare che il Governo si ritiene impegnato a identificare le misure idonee a compensare i disagi dei territori che ospitano impianti di produzione e di stoccaggio dei prodotti assoggettati a tributi di carattere ambientale.

PRESIDENTE. Il deputato Maderloni ha facoltà di replicare.

CLAUDIO MADERLONI. Signor Ministro, la ringrazio per la sua sensibilità e per il lavoro che sta facendo nel sollecitare altri Ministeri, però le voglio ricordare che l'articolo 113 richiamato, al comma 1 recita: «Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» - ricordo che il provvedimento in questione è stato varato nel 2000 - «il Governo definisce, di intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, le compartecipazioni ai tributi (…)». Non sono passati centottanta giorni, ma sei anni: capisco che il Governo di centrodestra non ha voluto dare attuazione a questa legge, ma è passato un anno e non vorrei che continuassimo a discutere su questa questione.
Non c'è necessità di approvare una nuova norma di legge da inserire nella finanziaria, ma è sufficiente, a nostro avviso, un decreto, nel quadro di un rapporto con le autonomie locali, per arrivare alla definizione della percentuale: solo di questo si tratta, infatti, e non di approvare una nuova legge. Noi avevamo molta fiducia. Sottopongo alla sua attenzione un dato: un versamento in mare di una piccola quantità di petrolio nel comune di Falconara (giustamente i giornali riportano il danno ambientale) significa che il comune di Falconara, i cittadini e le attività produttive di tale comune vanno incontro ad enormi sacrifici per quel poco che viene versato.
Quindi
, la sollecito - e la ringrazio di nuovo per il suo impegno - affinché si possa dare attuazione, in tempi rapidi, ad un decreto e non ad una nuova legge.

martedì 23 ottobre 2007

LA LETTERA APERTA AI CITTADINI FALCONARESI

Cari concittadini, prima di inviarvi questa lettera abbiamo volutamente fatto trascorrere alcuni giorni dalle dimissioni del Sindaco e lo scioglimento prematuro del Consiglio comunale. Il motivo della scelta è scaturito dalla volontà di dividere nettamente il merito della questione con le polemiche che a caldo sono emerse. Vi rivolgiamo questa “lettera aperta” per offrire alla Vostra riflessione il nostro punto di vista sulle tormentate vicende che la Città ha vissuto.

In questi giorni sui giornali si è data un’immagine di Sinistra Democratica come di una forza politica che ha voluto spaccare tutto.

In realtà SD è stata l’unica a presentare proposte (es. chiusura Esino Entrate, cessione di parte di quote delle Società Partecipate), ad avanzare richieste in Parlamento, a stimolare tavoli istituzionali. Abbiamo fino all'ultimo cercato soluzioni alternative all’accordo con Quadrilatero. Abbiamo chiesto che la definizione del nuovo piano urbanistico avvenisse con iniziative che coinvolgessero i cittadini di Falconara, per permettere a tutti di partecipare e condividere il progetto di città del futuro, ma nessuna forza politica ha ritenuto opportuno sostenere le nostre richieste. Siamo rimasti soli ma, proprio perché crediamo che la buona politica ha bisogno di coerenza e onestà intellettuale, non abbiamo accettato compromessi o soluzioni pasticciate.

Noi di Sinistra Democratica siamo consapevoli di aver riportato in primo piano l’importanza del rapporto tra istituzioni e cittadini. Crediamo che l’unico modo per evitare l’antipolitica”, sia quello di abbandonare atteggiamenti autoreferenziali e non coerenti, per ridare invece voce alla politica reale, quella vicino alla gente.

Da molti giorni si parla del nostro movimento come una forza politica composta di pochi iscritti (12) e non legittimata dal voto degli elettori. Questa cantilena è riproposta in ogni occasione, secondo noi, solo perché i nostri detrattori non vogliono analizzare le cause che hanno provocato la crisi. La nostra impressione è che si sia voluto cercare un “capro espiatorio” cui imputare le responsabilità di una crisi, che evidentemente si è ritenuto di non poter né saper gestire.

Si è detto molto sulla presunta non legittimità dei nostri due consiglieri, vogliamo solo ricordare che sono stati eletti con un voto democratico all’interno di una lista, quella dei Democratici di Sinistra che ha scelto di sciogliersi per dare origine al Partito Democratico. La scelta di formare il gruppo consiliare di Sinistra Democratica è stata una scelta legittima, pienamente riconosciuta dallo statuto comunale.

Questo tentativo di delegittimazione è un fatto preoccupante, significa disconoscere che l’autonomia dei consiglieri è la prima regola perché la democrazia funzioni nelle pubbliche amministrazioni. È un fatto preoccupante soprattutto perché determinato da una forza politica (il neo Partito Democratico) che si auto-candida in Italia ad essere il partito guida del centrosinistra. Per svolgere bene il compito di consigliere, secondo noi, è importante aver presente che la priorità è il bene della città e non gli ordini di scuderia dei partiti.

PARTECIPAZIONE

Ricorderete che la pratica partecipativa è stata uno dei punti fondamentali del programma del centro-sinistra. Un punto centrale per ogni amministrazione pubblica di sinistra, ma che a Falconara, considerando il lungo black-out informativo degli anni passati ha ancora più importanza. Noi abbiamo sempre considerato la democrazia partecipata come uno strumento indispensabile per avvicinare i cittadini alle questioni pubbliche. Uno strumento importante soprattutto quando un Comune come il nostro è costretto a fare scelte impegnative che penalizzano fortemente la comunità (aumento ICI, Trsu, servizi, vendite immobiliari, variazioni al Piano regolatore ecc.).

La partecipazione non è stata avviata, i cittadini falconaresi non sono stati interpellati, non si è mai chiesta alcuna opinione, soprattutto su temi molto importanti come ad esempio l’accordo con la società Quadrilatero, eludendo il primo punto del programma elettorale con il quale il sindaco s’impegnava “ad ascoltare i falconaresi, a coinvolgerli in un progetto condiviso di città del futuro”. Purtroppo la partecipazione non c’è stata nemmeno a livello istituzionale. Tutti i consiglieri comunali sono stati “costretti” spesso a votare gli atti nelle sedute consiliari, senza una reale conoscenza e un serio approfondimento. Spesso i consiglieri della maggioranza hanno votato sentendosi dire frasi del tipo: “Non c’è tempo, o votate o si va al dissesto” mettendo a dura prova il senso di responsabilità di ognuno. Sinistra Democratica ha sempre dichiarato inaccettabile questo metodo perché offensivo dell’istituzione del ruolo degli eletti dai Cittadini.

QUADRILATERO E PIANO URBANISTICO

La mancata collegialità sulla questione Quadrilatero ha provocato la crisi amministrativa. Il nostro giudizio è sempre stato negativo sulla società Quadrilatero, nata con lo scopo di costruire le strade di collegamento tra Marche e Umbria: è una sovrastruttura inutile e costosa come definita ripetutamente dai parlamentari marchigiani dell’Unione e da autorevoli Ministri come gli On. Bersani, Di Pietro e Visco. La nostra battaglia politica continuerà a tutti i livelli per ottenere la cancellazione della Legge Obiettivo, grazie alla quale è nata la società Quadrilatero. Chiediamo semplicemente di rispettare il Programma di Governo Prodi 2006-2011 che dice: “La Legge Obiettivo per la realizzazione delle grandi opere, sulle quali si sono concentrate le risorse pubbliche, si è rilevata un fallimento [...] Proponiamo di modificare profondamente la Legge obiettivo per rafforzare il ruolo degli enti territoriali.”

Nel caso di Falconara M.ma, la Quadrilatero:
a)
non realizza alcuna strada ma “usa” il nostro territorio per “fare cassa”;
b) toglie ogni sovranità al Comune in materia di espropri e di programmazione urbanistica (basta una delibera del CIPE per variare d’ufficio il Piano Regolatore Generale);
c) toglie alle Casse comunali risorse importanti: l’ICI per 30 anni e gran parte degli oneri di concessione edilizia.

Dall'Area Leader di Falconara, Quadrilatero ricava i finanziamenti per costruire una Strada a circa 60 chilometri di distanza.

Siamo stati contrari alla firma del Protocollo d’intesa con la Regione sulla Quadrilatero perché consideriamo questo accordo, che riconosce al Comune di Falconara un prestito di denaro allo scopo di coprire il buco di Bilancio, una forma di ricatto inaccettabile per un Ente Pubblico. Diciamo questo perché il prestito promesso è legato alla sottoscrizione dell’accordo di programma con Quadrilatero. Il Comune di Falconara, stante alla dichiarazione fatta dall’ex sindaco Recanatini, in normali condizioni non avrebbe sottoscritto alcun accordo.

Ci siamo detti contrari all’adesione alla Quadrilatero anche perché la possibilità di utilizzare i 2,8 milioni di euro promessi dalla Regione per pagare una parte dei debiti consolidati, non è risolutiva dei problemi finanziari del Comune di Falconara.

E’ dunque chiaro a tutti:
a)
l’assurdità di dover “subire” un accordo solo per “stato di necessità” e indipendentemente dalle sue conseguenze attuali e future sul territorio e sulla finanza comunale;
b) che si tratta di una illusoria “boccata di ossigeno”, non è risolutiva dei problemi finanziari del Comune di Falconara, che andrà ad aumentare il debito futuro (1,7 milioni di € da restituire).

La sottoscrizione del Protocollo d’intesa con la Regione Marche ed il connesso Accordo di programma con la Società Quadrilatero per l’utilizzazione da parte di quest’ultima di un’ampia fetta del territorio comunale poteva essere evitata solo se si fosse considerato che le contrarietà di Sinistra Democratica (e degli ecologisti) erano e sono ampiamente note a tutti e puntualmente motivate. Non aver voluto tenerle in considerazione, aver anzi resi pubblici sia da parte dell’ex Sindaco sia da alcune forze politiche diktat dal chiaro sapore ricattatorio, ancorché presentati come “atto dovuto”, ha significato una deliberata e consapevole volontà di divisione e di scontro, prima con gli ecologisti e successivamente con Sinistra Democratica.

Per il risanamento dei debiti comunali la Giunta Recanatini aveva previsto anche una “manovra urbanistica” pesantissima, utilizzando a scopo residenziale e non solo parti delicate del territorio comunale, incrementando la popolazione per diversi migliaia di persone (6000?) con il principale scopo di accrescere -con i proventi delle autorizzazioni edilizie- le entrate del Comune, e far fronte alla situazione debitoria. Manovra che non garantisce la risoluzione dei problemi finanziari, ma che ha conseguenze tali da compromettere irrimediabilmente il volto futuro e la vivibilità della Città.

Non tutto può essere considerato lecito politicamente pur di “fare cassa”. Noi riteniamo che vendere una scuola (Peter Pan) o un centro sociale per anziani non sia un investimento ma una grave perdita sociale e culturale.

Lo “stato di necessità” dettato dalla grave crisi finanziaria del Comune non può essere l’alibi per giustificare tutto e far accettare di tutto: cessione di sovranità sulle aree PAV da parte della Quadrilatero, dismissione forsennata del patrimonio comunale, penalizzazione dei servizi e delle strutture di aggregazione e coesione sociale, una fortissima e pesantissima espansione urbanistica in aree assai delicate dal punto di vista ambientale, paesaggistico, ecc.

Non si può compromettere irrimediabilmente il futuro di Falconara solo per far fronte ad una drammatica contingenza dell’oggi, conseguenza di una gestione amministrativa precedente con cui è invece necessario fare compiutamente i conti anche in termini di responsabilità politiche.

Noi ci siamo opposti a questo stato di cose, dopo aver verificato che non c’erano più le condizioni per poter serenamente restare in maggioranza, abbiamo preso atto che le scelte non erano più collegiali. Abbiamo preferito proseguire la strada della coerenza perché crediamo sia l’unica strada praticabile.

La città di Falconara per sperare di tornare alla normalità, non ha bisogno di speculazioni edilizie e di accordi capestro. Ha bisogno invece di gente capace, che sappia prendere decisioni senza pregiudicare le generazioni future. Per poter elaborare un progetto che sappia guardare oltre, un progetto che parta dalle esigenze dei cittadini, con il contributo e la collaborazione di tutti. Sinistra Democratica è disponibile al confronto con quanti vorranno mettersi alla prova su questi temi cercando di svolgere quella funzione di stimolo e di critica che è indispensabile nel corretto dibattito politico.

Da qui dobbiamo ripartire, questo sarà il nostro impegno.

Sinistra Democratica Per il Socialismo Europeo - Circolo di Falconara Marittima

Clicca sulle foto per ingrandire

L'area Leader Quadrilatero

Falconara com'è oggi e come sarà dopo il Piano Urbanistico

lunedì 22 ottobre 2007

RISPONDIAMO AL COMITATO "PETER PAN E CENTRO QUI"

Abbiamo ricevuto una lettera dal Comitato cittadino a difesa della scuola materna "Peter Pan" e Centro sociale "Qui", con la quale siamo stati invitati ad esprimere la nostra opinione in merito alle alienazioni degli immobili in questione. Di seguito la nostra lettera di risposta.

La posizione di Sinistra Democratica sulle alienazioni degli immobili che attualmente ospitano la scuola materna “Peter Pan” ed il Centro sociale per anziani “Qui” è nota e non soggetta ad equivoci o interpretazioni.

Sin dall’approvazione del bilancio preventivo 2007, i due consiglieri Stacchietti e Paolinelli allora nel gruppo dei DS, avevano espresso un giudizio negativo al pacchetto che includeva la vendita degli edifici con relativo spostamento in altri siti della Scuola e centro Qui e l’alienazione dell’edificio di via Gobetti, la cui vendita esclude definitivamente la possibilità di creare una strada di collegamento con Via Buozzi, una operazione che avrebbe potuto migliorare la problematica del traffico cittadino.

La nostra contrarietà l’abbiamo manifestata concretamente in Consiglio comunale, promuovendo con i Verdi, un ODG presentato e firmato da tutti i capigruppo della maggioranza, nel quale si chiedeva di accertare alternative alla vendita degli immobili in questione. Ricorderete che l’ OdG fu votato da tutta la maggioranza con la sola astensione del Sindaco Recanatini.

Pur conoscendo la gravissima situazione finanziaria del Comune di Falconara, noi di Sinistra Democratica siamo convinti che la strada per il risanamento non può travolgere il già precario assetto sociale e culturale della città.

Esprimiamo preoccupazione per il modo in cui si continua a cercare di risanare il debito comunale, criteri non risolutivi che non tengono conto delle esigenze dei cittadini.

Nell’immediato pensiamo che la vendita di parte delle azioni delle società partecipate del Comune, da noi quantificato in circa 3.600.000 euro, potrà tamponare il buco di bilancio, evitando di compromettere ulteriormente il territorio e la qualità della vita.

Il pesantissimo debito comunale potrà essere ridotto solo con interventi straordinari e con entrate certe e continuative, ci riferiamo all’attuazione dell’art. 113 della legge 388/2000, che prevede la compartecipazione degli Enti Locali che ospitano sul loro territorio impianti come la raffineria Api, ad una parte dell’IRAP che la Regione Marche ogni anno incassa dall’Api per € 5.600.000 euro.

Confermiamo sin d’ora il nostro impegno per una risoluzione del problema il più possibile concertata con i cittadini.

Cordiali saluti

Per Sinistra Democratica – Falconara

Claudio Paolinelli Coordinatore SD Falconara

mercoledì 3 ottobre 2007

DOCUMENTO DI SD PRESENTATO AL SINDACO IL 21/9/07

Questo è il testo integrale presentato stamattina da Sinistra Democratica allo scopo di trovare un accordo. La proposta non è stata accettata.


1) Sinistra Democratica, accogliendo gli appelli in tal senso e sulla base di un estremo segno di responsabilità nei confronti della Città, ferme restando integralmente le proprie obiezioni e valutazioni negative in ordine all’accordo con Regione Marche e Soc. Quadrilatero, si impegna a non ostacolare la adozione della delibera di ratifica dei relativi accordi;

2) Il Consiglio comunale odierno si limiterà ad approvare la mozione politica frutto del presente accordo, rinviando l’adozione della delibera relativa all’accordo con Regione e Soc. Quadrilatero ad una seduta consiliare da tenersi entro la fine del corrente mese di settembre (si propone la data di venerdi 28), al fine di far produrre e verificare tutti i possibili effetti positivi dell’iniziativa politico-parlamentare-istituzionale intrapresa a vari livelli;

3) La delibera di indirizzo sull’aggiornamento del Programma sarà esaminata ed approvata dal Consiglio comunale solo dopo che l’atto sarà stato adeguatamente approfondito e perfezionato, e comunque non oltre il 15-20 ottobre prossimo;

4) I Partiti costituenti la Coalizione di centrosinistra si impegnano a sollecitare/garantire il sostegno attivo dei propri parlamentari e Amministratori regionali, provinciali e comunali, ciascuno nei propri ruoli, attorno alle problematiche di Falconara, in modo da costruire un Tavolo politico-istituzionale, duraturo per il tempo che sarà necessario, riconoscendo l’esistenza di una “questione Falconara” come snodo territoriale e infrastrutturale di interesse provinciale e regionale;

5) Resta inteso che, ove dovessero reperirsi – entro la data del prossimo Consiglio comunale – risorse finanziarie concretamente utilizzabili al fine di evitare la sottoscrizione dell’accordo Regione-Quadrilatero, la suddetta pratica verrà accantonata;

6) I Partiti costituenti la maggioranza si impegnano a ridefinire modalità di rapporto reciproco e di rapporto con gli Organi dell’Amministrazione all’insegna dei criteri di partecipazione politica e di efficienza amministrativa, anche mediante gli “aggiustamenti” che dovessero rendersi necessari e condivisi per quanto riguarda gli assetti nell’Esecutivo;

7) Il Sindaco è impegnato ad assegnare la delega all’urbanistica ad un componente la Giunta Municipale, secondo il criterio della scelta condivisa tra i soggetti componenti la Maggioranza;
8) I Partiti costituenti la Maggioranza si impegnano, ciascuno con propria autonoma determinazione, ad adottare in tempi rapidi atti concreti di “discontinuità” tra i ruoli istituzionali dell’attuale assetto rispetto a quelli della precedente Amministrazione; ciò al fine di rendere evidente ai Cittadini lo sforzo teso al risanamento ed al rinnovamento della vita politica e istituzionale comunale;

9) Il Sindaco, la Giunta ed il Consiglio sono impegnati a porre in essere tutte le azioni necessarie ad evitare il dissesto, a riequilibrare la parte corrente del bilancio, a porre in essere tutte le azioni finalizzate alla riduzione dei tributi comunali, alla stabilizzazione del personale precario, al mantenimento dei livelli dei servizi, a rilanciare con forza un rinnovato impegno nelle relazioni sindacali e nel coinvolgimento attivo della Città nelle scelte (ex punti 3 e 4 della proposta Piccinini);

10) Il Sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale e le Forze politiche della Maggioranza sono impegnati altresì a promuovere tutte le iniziative utili:
- alla più rapida attuazione della Legge 338/2000 che assegna la compartecipazione alle accise ai Comuni sede di impianti di raffinazione e di produzione energetica;
- a produrre un diverso atteggiamento da parte della Regione affinché riconosca il contributo di Falconara alle entrate regionali in materia di IRAP;
- a intervenire unitariamente con la Provincia, la Regione, i Parlamentari marchigiani affinché, come avviene a Taranto, venga concordato un beneficio diretto per il Comune di Falconara sui prodotti della raffineria API (es: royalties);
- a facilitare il collocamento presso gli attuali, o presso nuovi Soci pubblici, delle proprie quote in Società e Consorzi quali: Gorgovivo; Conerobus; ecc.

Resta inteso che per quanto riguarda l’eventuale avvicendamento dell’assessore dimissionario di SD, tempi, procedure e designazione saranno concordati tra il Sindaco e il Capogruppo consiliare di SD.