Falconara m. agosto 2010 Ai Cittadini di Falconara M. e Comuni limitrofi
Gentile concittadina/o,
vorremmo porle alcune domande relative ad una realtà che sta concretizzandosi nel nostro territorio, per sollecitare una riflessione sul livello di informazione della popolazione riguardo scelte fatte o consentite dall’amministrazione locale che potrebbero comportare consistenti effetti sull’ambiente e conseguentemente sulle persone che vi risiedono.
1. E’ al corrente che sta per essere costruito un impianto di rigassificazione (rigassificatore) in mare a circa 15 km dalla costa falconarese?
2. Sa che cosa è e come funziona un rigassificatore?
3. Crede che la costruzione di un rigassificatore sia di fondamentale importanza per l’economia della Regione, o che la sua mancata realizzazione possa causare un peggioramento del benessere dei cittadini di questo territorio?
4. Sa se tale impianto in caso di incidente possa comportare rischi per la popolazione?
5. Un rigassificatore riporta un gas liquefatto contenuto in navi cisterne al naturale stato gassoso ed essere successivamente introdotto in una rete di gasdotti. Per essere mantenute allo stato liquido queste sostanze devono essere mantenute a temperature inferiori di – 160° sotto lo zero e quindi per essere riportate allo stato di gas devono essere riscaldate. Sa che questo processo di riscaldamento viene effettuato con enormi quantità di acqua di mare, pompata e poi rigettata in mare? Durante questo processo l’acqua, mentre riscalda il gas, ovviamente si raffredda, quindi viene riimmessa in mare a temperature molto più basse.
6. Crede che questo abbassamento di temperatura possa influenzare il naturale ciclo vitale della vegetazione e della fauna marina?
7. Sa che per mantenere efficienti i circuiti di riscaldamento essi devono essere lavati con ipoclorito di sodio, o altre sostanze chimiche che poi vengono rilasciate in mare?
8. Sa che in caso di incidente potrebbero sprigionarsi grandi nubi di gas infiammabile, che potrebbero essere rapidamente spinte dal vento a grandi distanze?
9. Ponendosi le domande precedenti ritiene di essere stato adeguatamente informato dalle istituzioni che hanno deciso di autorizzare la realizzazione dell’impianto?
Se desidera approfondire l’argomento partecipi alle iniziative che il nostro movimento, insieme ad altri presenti nella nostra zona ha intenzione di attuare nelle prossime settimane. Nel frattempo può visitare i seguenti siti internet:
sinistrafalconara.blogspot.com; notiziedalcastellodifalconara.blogspot.com
o scrivere per richiedere notizie circa le nostre attività all’indirizzo e-mail:
sinistrafalconara@libero.it
La ringraziamo per la pazienza e ci auguriamo di avere suscitato il suo interesse.
Sinistra Ecologia Libertà Circolo Territoriale di Falconara M.
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6
mercoledì 25 agosto 2010
venerdì 20 agosto 2010
“NON TOCCATE IL POLO-CONGRESSI”!? comunicato stampa
Falconara M. 18 agosto 2010
In riferimento all’articolo “Non toccate il Polo-congressi”, pubblicato sul Messaggero del 17 agosto, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni.
Sia il Sindaco Brandoni, che il PD sapevano perfettamente che non c’era alcuna certezza che il Polo fieristico venisse trasferito sul territorio di Falconara. Quando dico alcuna certezza, intendo che all’epoca dell’adesione alla Quadrilatero, non esistevano documenti scritti, da parte di alcuno, che potevano garantire il trasferimento della Fiera dalla sede di Ancona a Falconara e precisamente nell’Area Leader individuata dalla società Quadrilatero a ridosso dell’aeroporto.
Solo amministratori come minimo distratti possono confondere le vaghe promesse della Regione, fatte al solo scopo di ottenere la tanto agognata adesione, in certezze amministrative.
Sia il Sindaco che il PD sapevano molto bene invece, perché era chiaramente scritto sulla delibera, che aderendo alla Quadrilatero il Comune di Falconara avrebbe perso ogni sovranità su quella parte di territorio.
Ritengo quindi la lettera bipartisan inviata alla Regione Marche e sottoscritta da PDL UDC e PD, una patetica sceneggiata volta soprattutto a non perdere la faccia.
Se è vero che l’intenzione dei sottoscrittori della lettera è quella di “difendere Falconara da ogni tentativo di spreco del proprio territorio, riconoscendo il ruolo di città di servizi per l’intera Regione” allora dovrebbero scriverne un’altra di lettera, per chiedere la revoca dell’adesione alla Quadrilatero.
Solo in questo modo verrà tutelato il territorio di Falconara e ripristinata la sovranità del Comune.
Claudio Paolinelli
Portavoce Sinistra Ecologia Libertà provincia di Ancona
In riferimento all’articolo “Non toccate il Polo-congressi”, pubblicato sul Messaggero del 17 agosto, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni.
Sia il Sindaco Brandoni, che il PD sapevano perfettamente che non c’era alcuna certezza che il Polo fieristico venisse trasferito sul territorio di Falconara. Quando dico alcuna certezza, intendo che all’epoca dell’adesione alla Quadrilatero, non esistevano documenti scritti, da parte di alcuno, che potevano garantire il trasferimento della Fiera dalla sede di Ancona a Falconara e precisamente nell’Area Leader individuata dalla società Quadrilatero a ridosso dell’aeroporto.
Solo amministratori come minimo distratti possono confondere le vaghe promesse della Regione, fatte al solo scopo di ottenere la tanto agognata adesione, in certezze amministrative.
Sia il Sindaco che il PD sapevano molto bene invece, perché era chiaramente scritto sulla delibera, che aderendo alla Quadrilatero il Comune di Falconara avrebbe perso ogni sovranità su quella parte di territorio.
Ritengo quindi la lettera bipartisan inviata alla Regione Marche e sottoscritta da PDL UDC e PD, una patetica sceneggiata volta soprattutto a non perdere la faccia.
Se è vero che l’intenzione dei sottoscrittori della lettera è quella di “difendere Falconara da ogni tentativo di spreco del proprio territorio, riconoscendo il ruolo di città di servizi per l’intera Regione” allora dovrebbero scriverne un’altra di lettera, per chiedere la revoca dell’adesione alla Quadrilatero.
Solo in questo modo verrà tutelato il territorio di Falconara e ripristinata la sovranità del Comune.
Claudio Paolinelli
Portavoce Sinistra Ecologia Libertà provincia di Ancona
martedì 3 agosto 2010
BASTARDI SENZA GLORIA - LA NOSTRA REGIONE NON VUOLE ESSERE SECONDA A NESSUNA
Una bottiglia spaccata in testa, calci e pugni da parte di tre giovani cretini violenti (una ragazza e due ragazzi)a due persone che, a Pesaro, se andavano in giro per fatti loro, per la colpa di non avere nascosto la loro relazione affettiva omosessuale, camminando tenendosi per mano o qualcosa di simile. Ancora una volta assistiamo alla brutale negazione dell'esistenza di persone percepite come "diverse". Diverse lo sono sicuramente, come qualsiasi persona civile deve sentirsi profondamente diversa da sadici mazzieri frustati al punto di dover ferire, violentare, umiliare pacifici sconosciuti per riempire il vuoto delle loro serate e del loro cervello. Riteniamo di marcare anche una netta distanza da coloro che, stando alle prime notizie arrivate, sarebbero rimasti inerti e intervenuti solo dopo il pestaggio. Esprimiamo la più sentita solidarietà alle vittime dell'aggressione e lo sdegno nei confronti dei decerebrati che hanno compiuto l'impresa. Siamo anche stanchi di assistere al cinismo di chi non si vuole immischiare. Rispettiamo la paura di colui che, trovandosi da solo ad affrontare simili gradassi non agisse eroicamente, mettendo a rischio la propria incolumità, ma riteniamo che, in una strada/piazza frequentata, se il senso comune portasse, come dovrebbe, ad un rifiuto automatico di prepotenze simili, e ad un'empatia solidale con i malcapitati, non si dovrebbe aspettare di vedere come va a finire prima di intervenire. A forza di farci i fatti nostri, questo Paese, che pure ha conosciuto una grande cultura pervasa di umanità e tolleranza, sta assomigliando sempre di più ad una fetida palude dove la fiducia viene sostituita da cinismo, opportunismo, solitudine e cattiveria.
mercoledì 28 luglio 2010
IL MINISTERO DELL'AMBIENTE: IL RIGASSIFICATORE - A FALCONARA - NON HA IMPATTO AMBIENTALE NEGATIVO. AMEN
Falconara M., 28/07/2010
COMUNICATO STAMPA
LA V.I.A. DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE SUL RIGASSIFICATORE
Apprendiamo dalla stampa che il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato una V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) con parere favorevole alla realizzazione di un terminale Off Shore a 15 km dalle coste di Falconara, riadattando le strutture esistenti, attualmente operative per lo scarico delle petroliere, affinché possano attraccarvi anche navi metaniere rigassificatrici, progettato da API Nova energia, accolto senza riserve e senza informare la popolazione dall’Amministrazione comunale di Falconara M. e non ostacolato dal Consiglio Regionale, che ha respinto a limitatissima maggioranza (by partisan) la mozione presentata dal Consigliere Regionale Massimo Binci contro la sua realizzazione.
Questo Progetto va invece respinto con grande determinazione sia perché inaccettabile dal punto di vista ambientale, in quanto andrebbe a situarsi in un’AERCA (Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale) aggravando i fattori di rischio per la salute delle persone e per l’ambiente marino, in cui andranno riversate migliaia di tonnellate di ipoclorito di sodio (varecchina). Non avrebbe senso neanche dal punto di vista della sostenibilità economica e dell’approvvigionamento energetico futuro, in quanto gli esperti del settore hanno stimato che le riserve di gas e petrolio non potranno soddisfare a lungo la domanda, tant’è che già attualmente, mentre i 17 impianti di liquefazione esistenti in tutto il mondo nei paesi produttori lavorano al 95% della loro potenzialità, i 51 impianti di rigassificazione già esistenti vengono impiegati dal 35 all’80%.
E allora dov’è l’interesse della proprietà? La delibera 178/2005 emanata dall’Autorità per l’energia all’articolo 13 comma 2 prevede un “fattore di garanzia che assicura anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto la copertura di una quota pari all’80% dei ricavi di riferimento” per i costi fissi del terminale, che a loro volta costituiscono circa il 95% dei costi dell’impianto, prelevato dalle bollette dei cittadini consumatori.
Inoltre sulla stampa in questi giorni viene fatto passare il concetto che il gas prodotto è necessario per alimentare la centrale da 520 Mw sulla cui costruzione la Regione Marche ha ripetutamente e risolutamente dato parere negativo, in quanto incompatibile con il Piano Energetico Regionale (PEAR). Nei due progetti - Centrali e Rigassificatore - questo collegamento non è esplicitato, per cui il nesso è fuorviante, e poi, questo vorrebbe dire che la mega centrale si farà in spregio alle indicazioni della Regione? Sarebbe questa l’attuazione del federalismo al tempo di Berlusconi? Comunque c’è qualcosa di poco chiaro di cui pretendiamo esaustive spiegazioni.
Il Sindaco di Senigallia ha assunto una posizione di netta contrarietà che ha portato in Consiglio Comunale. Auspichiamo che le altre amministrazioni delle città dell’area interessata dimostrino analogamente ai loro cittadini il rispetto dovuto e che a Falconara non si riscontra.
COMUNICATO STAMPA
LA V.I.A. DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE SUL RIGASSIFICATORE
Apprendiamo dalla stampa che il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato una V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) con parere favorevole alla realizzazione di un terminale Off Shore a 15 km dalle coste di Falconara, riadattando le strutture esistenti, attualmente operative per lo scarico delle petroliere, affinché possano attraccarvi anche navi metaniere rigassificatrici, progettato da API Nova energia, accolto senza riserve e senza informare la popolazione dall’Amministrazione comunale di Falconara M. e non ostacolato dal Consiglio Regionale, che ha respinto a limitatissima maggioranza (by partisan) la mozione presentata dal Consigliere Regionale Massimo Binci contro la sua realizzazione.
Questo Progetto va invece respinto con grande determinazione sia perché inaccettabile dal punto di vista ambientale, in quanto andrebbe a situarsi in un’AERCA (Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale) aggravando i fattori di rischio per la salute delle persone e per l’ambiente marino, in cui andranno riversate migliaia di tonnellate di ipoclorito di sodio (varecchina). Non avrebbe senso neanche dal punto di vista della sostenibilità economica e dell’approvvigionamento energetico futuro, in quanto gli esperti del settore hanno stimato che le riserve di gas e petrolio non potranno soddisfare a lungo la domanda, tant’è che già attualmente, mentre i 17 impianti di liquefazione esistenti in tutto il mondo nei paesi produttori lavorano al 95% della loro potenzialità, i 51 impianti di rigassificazione già esistenti vengono impiegati dal 35 all’80%.
E allora dov’è l’interesse della proprietà? La delibera 178/2005 emanata dall’Autorità per l’energia all’articolo 13 comma 2 prevede un “fattore di garanzia che assicura anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto la copertura di una quota pari all’80% dei ricavi di riferimento” per i costi fissi del terminale, che a loro volta costituiscono circa il 95% dei costi dell’impianto, prelevato dalle bollette dei cittadini consumatori.
Inoltre sulla stampa in questi giorni viene fatto passare il concetto che il gas prodotto è necessario per alimentare la centrale da 520 Mw sulla cui costruzione la Regione Marche ha ripetutamente e risolutamente dato parere negativo, in quanto incompatibile con il Piano Energetico Regionale (PEAR). Nei due progetti - Centrali e Rigassificatore - questo collegamento non è esplicitato, per cui il nesso è fuorviante, e poi, questo vorrebbe dire che la mega centrale si farà in spregio alle indicazioni della Regione? Sarebbe questa l’attuazione del federalismo al tempo di Berlusconi? Comunque c’è qualcosa di poco chiaro di cui pretendiamo esaustive spiegazioni.
Il Sindaco di Senigallia ha assunto una posizione di netta contrarietà che ha portato in Consiglio Comunale. Auspichiamo che le altre amministrazioni delle città dell’area interessata dimostrino analogamente ai loro cittadini il rispetto dovuto e che a Falconara non si riscontra.
domenica 4 luglio 2010
QUALE MALEDIZIONE BIBLICA DEVE SCONTARE QUESTA CITTÀ?
COMUNICATO STAMPA
PROGETTI API – NUOVE CENTRALI E RIGASSIFICATORI
Con l’ultima esternazione il presidente dell’API rilancia il progetto di costruzione di 2 nuove centrali termoelettriche da complessivi 580 Mw e in parallelo la costruzione di un rigassificatore davanti alla costa di Falconara, con la solita lusinga dei posti di lavoro, che, se non si lasciano sviluppare i progetti, si trasforma nella minaccia del loro drammatico taglio. (Non sembra proprio una novità).
L’azienda, che in oltre 50 anni ha avuto sempre la mano libera per espandersi senza regole, pregiudicando pesantemente la salute delle maestranze e dei cittadini, e di fatto impedendo alla città la possibilità di valorizzare la vocazione turistico balneare, che era stato un fattore di benessere diffuso fino agli anni ’50, riafferma prepotentemente il suo predominio sul territorio, la popolazione e i suoi rappresentanti.
Purtroppo gli attacchi alla salute pubblica e all’ambiente trovano ancora sempre troppi alleati.
Se la Regione, infatti, dice no alla costruzione della megacentrale da 520Mw, difendendo il PEAR che ha meritoriamente adottato, ma non così convintamente attuato, il Governo centrale risolve tranquillamente la questione invocando la Priorità strategica per lo sviluppo (quale sviluppo?) del Paese. Inoltre la Regione non riesce ad opporsi alla centrale da 60Mw, in quanto non incompatibile con il PEAR, dimenticando che in un’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) quale è la nostra zona, bisogna solo togliere agenti inquinanti e fattori di rischio, e non aggiungerne, anche se in quantità limitata. Inoltre solo pochi giorni fa il Consiglio regionale ha decretato che non si deve costruire un impianto di rigassificazione a Porto Recanati, per evitare rischi per la salute, danni all’ambiente, al turismo e alla pesca, mentre ciò non vale per Falconara.
D’altronde il Sindaco e la Giunta della città sono supini ai desiderata della famiglia Brachetti, che ogni tanto forse fa un po’ d’elemosina, a condizione di non essere disturbata.
Le rappresentanze sindacali interne e di categoria, inermi di fronte al ricatto, chiedono di evitare di fare arrabbiare il padrone, mentre la politica (quella con i numeri che potrebbero contare) tace.
Sinistra Ecologia e Libertà esprime la massima indignazione per l’arroganza di questi “padroni delle ferriere” e l’inconsistenza (a non voler pensare a interessi altri) dei nostri rappresentanti politici e istituzionali. Siamo molto preoccupati per la timidezza e la miopia dei rappresentanti sindacali che, oltre a cercare di proteggere i posti di lavoro (più che dalla protervia padronale, sembra da facinorosi ambientalisti), dovrebbero cercare di capire dove sta andando il Paese e la DIGNITA’ di TUTTI i lavoratori.
Ci rivolgiamo a tutti i cittadini affinché chiedano con forza ascolto e rispetto e ci mettiamo a disposizione di tutti coloro, che nei diversi ruoli che ricoprono vogliano aprire un confronto serio sulle complesse problematiche sottese da queste prospettive industriali e sul futuro di questo territorio nell’ottica di un progresso sociale ed economico sostenibile.
PROGETTI API – NUOVE CENTRALI E RIGASSIFICATORI
Con l’ultima esternazione il presidente dell’API rilancia il progetto di costruzione di 2 nuove centrali termoelettriche da complessivi 580 Mw e in parallelo la costruzione di un rigassificatore davanti alla costa di Falconara, con la solita lusinga dei posti di lavoro, che, se non si lasciano sviluppare i progetti, si trasforma nella minaccia del loro drammatico taglio. (Non sembra proprio una novità).
L’azienda, che in oltre 50 anni ha avuto sempre la mano libera per espandersi senza regole, pregiudicando pesantemente la salute delle maestranze e dei cittadini, e di fatto impedendo alla città la possibilità di valorizzare la vocazione turistico balneare, che era stato un fattore di benessere diffuso fino agli anni ’50, riafferma prepotentemente il suo predominio sul territorio, la popolazione e i suoi rappresentanti.
Purtroppo gli attacchi alla salute pubblica e all’ambiente trovano ancora sempre troppi alleati.
Se la Regione, infatti, dice no alla costruzione della megacentrale da 520Mw, difendendo il PEAR che ha meritoriamente adottato, ma non così convintamente attuato, il Governo centrale risolve tranquillamente la questione invocando la Priorità strategica per lo sviluppo (quale sviluppo?) del Paese. Inoltre la Regione non riesce ad opporsi alla centrale da 60Mw, in quanto non incompatibile con il PEAR, dimenticando che in un’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) quale è la nostra zona, bisogna solo togliere agenti inquinanti e fattori di rischio, e non aggiungerne, anche se in quantità limitata. Inoltre solo pochi giorni fa il Consiglio regionale ha decretato che non si deve costruire un impianto di rigassificazione a Porto Recanati, per evitare rischi per la salute, danni all’ambiente, al turismo e alla pesca, mentre ciò non vale per Falconara.
D’altronde il Sindaco e la Giunta della città sono supini ai desiderata della famiglia Brachetti, che ogni tanto forse fa un po’ d’elemosina, a condizione di non essere disturbata.
Le rappresentanze sindacali interne e di categoria, inermi di fronte al ricatto, chiedono di evitare di fare arrabbiare il padrone, mentre la politica (quella con i numeri che potrebbero contare) tace.
Sinistra Ecologia e Libertà esprime la massima indignazione per l’arroganza di questi “padroni delle ferriere” e l’inconsistenza (a non voler pensare a interessi altri) dei nostri rappresentanti politici e istituzionali. Siamo molto preoccupati per la timidezza e la miopia dei rappresentanti sindacali che, oltre a cercare di proteggere i posti di lavoro (più che dalla protervia padronale, sembra da facinorosi ambientalisti), dovrebbero cercare di capire dove sta andando il Paese e la DIGNITA’ di TUTTI i lavoratori.
Ci rivolgiamo a tutti i cittadini affinché chiedano con forza ascolto e rispetto e ci mettiamo a disposizione di tutti coloro, che nei diversi ruoli che ricoprono vogliano aprire un confronto serio sulle complesse problematiche sottese da queste prospettive industriali e sul futuro di questo territorio nell’ottica di un progresso sociale ed economico sostenibile.
venerdì 11 giugno 2010
FALCONARA E' A DISPOSIZIONE!
Ancona, 8 giugno 2010
Agli organi di Stampa loro sedi
COMUNICATO STAMPA
Questione rigassificatori
La posizione presa in Consiglio regionale circa la costruzione di due rigassificatori nelle acque marchigiane evidenzia in maniera ineluttabile che esistono cittadini/territori di serie A e cittadini/territori di serie B. Se da un lato il Consiglio regionale ha ritenuto di dichiararsi contrario al rigassificatore al largo delle coste della Riviera del Conero, altrettanto non è accaduto per quello previsto a largo di Falconara Marittima.
Le motivazioni, tutte condivisibili, che hanno spinto la Regione a dire NO al rigassificatore di Porto Recanati, per il rischio per le popolazioni, l’inquinamento dell’ambiente marino e per i danni al turismo e alla pesca, evidentemente non sono sufficienti per ribadire il NO anche per quello Falconarese. Falconara ed Ancona sono in un’area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) e già gravate da strutture inquinanti e pericolose. Prendiamo atto che tutte le forze politiche in Consiglio si sono dichiarate contrarie ad entrambi i rigassificatori, ma ciò non trovato riscontro al momento del voto. Esistono due pesi e due misure.
Riteniamo grave che un solo voto non abbia permesso l’approvazione della mozione presentata dal Consigliere di Sel Binci contro i due impianti, con una evidente spaccatura nella maggioranza, che ha visto l’astensione del consigliere Pieroni, primo firmatario della mozione contro il rigassificatore di Porto Recanati e il mancato appoggio dell’Idv e dei Verdi.
Auspichiamo vivamente che alla pari dei Comuni della Riviera del Conero, anche i Comuni di Ancona, Falconara Marittima, Montemarciano e Senigallia, si battano per la tutela del proprio territorio e per la salute e la sicurezza dei propri cittadini.
Claudio Paolinelli
Portavoce SEL provincia di Ancona
Agli organi di Stampa loro sedi
COMUNICATO STAMPA
Questione rigassificatori
La posizione presa in Consiglio regionale circa la costruzione di due rigassificatori nelle acque marchigiane evidenzia in maniera ineluttabile che esistono cittadini/territori di serie A e cittadini/territori di serie B. Se da un lato il Consiglio regionale ha ritenuto di dichiararsi contrario al rigassificatore al largo delle coste della Riviera del Conero, altrettanto non è accaduto per quello previsto a largo di Falconara Marittima.
Le motivazioni, tutte condivisibili, che hanno spinto la Regione a dire NO al rigassificatore di Porto Recanati, per il rischio per le popolazioni, l’inquinamento dell’ambiente marino e per i danni al turismo e alla pesca, evidentemente non sono sufficienti per ribadire il NO anche per quello Falconarese. Falconara ed Ancona sono in un’area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) e già gravate da strutture inquinanti e pericolose. Prendiamo atto che tutte le forze politiche in Consiglio si sono dichiarate contrarie ad entrambi i rigassificatori, ma ciò non trovato riscontro al momento del voto. Esistono due pesi e due misure.
Riteniamo grave che un solo voto non abbia permesso l’approvazione della mozione presentata dal Consigliere di Sel Binci contro i due impianti, con una evidente spaccatura nella maggioranza, che ha visto l’astensione del consigliere Pieroni, primo firmatario della mozione contro il rigassificatore di Porto Recanati e il mancato appoggio dell’Idv e dei Verdi.
Auspichiamo vivamente che alla pari dei Comuni della Riviera del Conero, anche i Comuni di Ancona, Falconara Marittima, Montemarciano e Senigallia, si battano per la tutela del proprio territorio e per la salute e la sicurezza dei propri cittadini.
Claudio Paolinelli
Portavoce SEL provincia di Ancona
martedì 11 maggio 2010
CAMPAGNA REFERENDARIA PER L'ACQUA PUBBLICA

Falconara Marittima
Giovedì 27 maggio dalle ore 9.00 alle 12.30 saremo presenti con un banchetto in Piazza Mazzini per raccogliere le firme sui tre quesiti referendari a favore dell'acqua pubblica.
Sabato 29 maggio dalle ore 9.30 alle 12.00 potrete firmare al Centro Commerciale LE VILLE.
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/
venerdì 16 aprile 2010
I CITTADINI NON VOGLIONO IL RIGASSIFICATORE, IL DECRETO FAVOREVOLE DI VIA DELLA REGIONE NON NE EVIDENZIA I RISCHI
COMUNICATO STAMPA
Il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà Massimo Binci, interviene in merito al progetto di rigassificatore presentato da Api Nova Energia, localizzato a 15 km dalla costa di Falconara. Con la delibera che andrà oggi in Consiglio Comunale, si voterà il tracciato del metanodotto che dovrebbe collegare il rigassificatore richiesto da Api Nova-Energia alla centrale SNAM di Rocca Priora.
“Come può il Consiglio Comunale – Afferma il consigliere di Sinistra Ecologia Liberta'- parlare di indennizzo economico per il metanodotto senza discutere se realizzare il rigassificatore e senza un confronto con i cittadini che ne sono totalmente all'oscuro?”
“Il decreto favorevole di VIA della Regione non evidenzia che il rigassificatore è un'industria a rischio d'incidente rilevante e che a Falconara si accoppia ad un'altra industria a rischio come la raffineria e la centrale termoelettrica esistenti, ed inserita in un'area già ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA).
Studi americani ipotizzano in caso di fuoriuscita di gas dalla nave gasiera scenari di rischio per un diametro di 30 km., per la creazione di una nube gassosa che trasportata dalle brezze marine potrebbe esplodere o incendiarsi in presenza di un innesco (fiamma).
Nessun rischio di tipo incidentale è invece preso in considerazione nella VIA.
La pulizia delle condotte di acqua marina ,utilizzate per la gassificazione, immetterebbe tonnellate di ipoclorito di sodio in mare compromettendo l'ecosistema marino con possibili danni a pesca e turismo”. Per questi effetti la VIA per il rigassificatore di Porto Recanati non ha potuto esprimere parere positivo; mentre al contrario a Falconara il parere è positivo, e la valutazione degli effetti sull'ambiente marino viene raccomandata dopo la realizzazione del rigassificatore.
Bisogna poi puntualizzare l'inesistenza di un Piano Energetico Nazionale , capace di programmare i bisogni di metano e la distribuzione dei rigassificatori sul territorio italiano.
Tutti gli studi di settore evidenziano come sufficiente le capacità di approvvigionamento di metano dell'Italia per i prossimi dieci anni e collegano tutti i potenziamenti, anche tramite i rigassificatori, al ruolo italiano di rifornimento di gas agli altri paesi europei”.
“Un rigassificatore costa dai 300 agli 800 milioni di euro, i costi sono sostenuti dai soldi prelevati dalle bollette dei cittadini, tramite le tariffe differenziate fissate dall'Autorità dell'energia, che con la delibera 178, azzera anche i rischi di impresa, assicurando anche in caso di mancato utilizzo dell'impianto, la copertura del'80% dei ricavi della potenza nominale del rigassificatore.
“I rigassificatori – conclude Binci - non portano nuova occupazione nelle Marche, ma solo rischi, ed a livello nazionale tolgono risorse al finanziamento delle reali alternative strategiche per il futuro che sono le energie rinnovabili, il risparmio energetico e le filiere produttive collegate”.
Il consigliere regionale SEL - Massimo Binci Circolo SEL di Falconara
Ancona, 15.4.2010
Il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà Massimo Binci, interviene in merito al progetto di rigassificatore presentato da Api Nova Energia, localizzato a 15 km dalla costa di Falconara. Con la delibera che andrà oggi in Consiglio Comunale, si voterà il tracciato del metanodotto che dovrebbe collegare il rigassificatore richiesto da Api Nova-Energia alla centrale SNAM di Rocca Priora.
“Come può il Consiglio Comunale – Afferma il consigliere di Sinistra Ecologia Liberta'- parlare di indennizzo economico per il metanodotto senza discutere se realizzare il rigassificatore e senza un confronto con i cittadini che ne sono totalmente all'oscuro?”
“Il decreto favorevole di VIA della Regione non evidenzia che il rigassificatore è un'industria a rischio d'incidente rilevante e che a Falconara si accoppia ad un'altra industria a rischio come la raffineria e la centrale termoelettrica esistenti, ed inserita in un'area già ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA).
Studi americani ipotizzano in caso di fuoriuscita di gas dalla nave gasiera scenari di rischio per un diametro di 30 km., per la creazione di una nube gassosa che trasportata dalle brezze marine potrebbe esplodere o incendiarsi in presenza di un innesco (fiamma).
Nessun rischio di tipo incidentale è invece preso in considerazione nella VIA.
La pulizia delle condotte di acqua marina ,utilizzate per la gassificazione, immetterebbe tonnellate di ipoclorito di sodio in mare compromettendo l'ecosistema marino con possibili danni a pesca e turismo”. Per questi effetti la VIA per il rigassificatore di Porto Recanati non ha potuto esprimere parere positivo; mentre al contrario a Falconara il parere è positivo, e la valutazione degli effetti sull'ambiente marino viene raccomandata dopo la realizzazione del rigassificatore.
Bisogna poi puntualizzare l'inesistenza di un Piano Energetico Nazionale , capace di programmare i bisogni di metano e la distribuzione dei rigassificatori sul territorio italiano.
Tutti gli studi di settore evidenziano come sufficiente le capacità di approvvigionamento di metano dell'Italia per i prossimi dieci anni e collegano tutti i potenziamenti, anche tramite i rigassificatori, al ruolo italiano di rifornimento di gas agli altri paesi europei”.
“Un rigassificatore costa dai 300 agli 800 milioni di euro, i costi sono sostenuti dai soldi prelevati dalle bollette dei cittadini, tramite le tariffe differenziate fissate dall'Autorità dell'energia, che con la delibera 178, azzera anche i rischi di impresa, assicurando anche in caso di mancato utilizzo dell'impianto, la copertura del'80% dei ricavi della potenza nominale del rigassificatore.
“I rigassificatori – conclude Binci - non portano nuova occupazione nelle Marche, ma solo rischi, ed a livello nazionale tolgono risorse al finanziamento delle reali alternative strategiche per il futuro che sono le energie rinnovabili, il risparmio energetico e le filiere produttive collegate”.
Il consigliere regionale SEL - Massimo Binci Circolo SEL di Falconara
Ancona, 15.4.2010
giovedì 1 aprile 2010
lunedì 22 marzo 2010
MASSIMO ROSSI CANDIDATO PRESIDENTE ALLA REGIONE MARCHE PER LA SINISTRA RISPONDE AL SINDACO DI FALCONARA BRANDONI
Gentile sindaco mi chiede quale potrà essere il mio impegno per la città di Falconara.
La mia risposta è alquanto semplice quanto chiara. Il mio impegno sarà in perfetta sintonia con quello dei cittadini falconaresi che riuniti in associazioni e comitati in questi anni non si sono fermati solo a denunciare la pericolosità della presenza della Raffineria Api che ha fatto di tutta l’area la seconda in Italia per pericolosità (seconda solo a Gela), ma hanno delineato la possibilità di puntare su una riconversione di tutta l’area.
Un progetto che non necessariamente si contrappone all’attuale proprietà della raffineria visto che la stessa in altre zone della nostra regione, vedi Tolentino, ha decisamente virato verso le energie rinnovabili. Dunque si tratta di mettere mano ad un grande piano di risanamento che coniughi il sacrosanto diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano, evitando che li si esponga a rischi pericolosissimi per la loro salute, come dimostra la recente indagine epidemiologica condotta dall’Arpam che, seppur parziale e non esauriente denota una presenza allarmante di casi di tumore, con l’altro fondamentale diritto all’occupazione, una buona occupazione. Non si possono fare, caro sindaco, patti sopra la testa dei cittadini.
Quindi posso condividere la richiesta che i proventi relativi all’accise sul petrolio non vadano solamente a Roma e in Regione, ma una parte venga dirottata verso il Comune di Falconara, ma deve essere chiaro che queste risorse devono essere utilizzate per i necessari interventi di mitigazione della nocività ambientale, e soprattutto non possono essere il motivo per giustificare una presenza, come quella della raffineria, assolutamente negativa.
Di conseguenza riterrei sbagliato barattare i disagi e i rischi per la popolazione con le compensazioni di carattere economico, magari per risanare il bilancio comunale scambiando la salute della comunità con l’accise proveniente dalla vendita del petrolio.
Si può puntare sullo sviluppo senza per questo continuare a proporre un modello industriale oggi, come Le è noto, irreversibilmente in crisi. Del resto ormai autorevoli studi stanno a dimostrare come il petrolio non possa essere il futuro per quanto riguarda l’energia e molti paesi europei, Germania in testa, si stanno da tempo indirizzando verso le rinnovabili. Anche nella nostra regione, seppur faticosamente, l’orientamento va nella stessa direzione, come indicato dal Pear. Ecco perché non pensare a Falconara come uno dei futuri distretti delle energie rinnovabili?
Economia verde, turismo sostenibile potrebbero essere l’alternativa di fronte alla crisi che stiamo vivendo. Del resto proprio nell’area della Vallesina ormai ci sono diverse imprese che stanno puntando sulla cosiddetta green economy
Mi auguro che anche Lei ne convenga.
Cordiali saluti
Massimo Rossi
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