SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' FALCONARA MARITTIMA (AN) Via Cavour, 6

lunedì 4 maggio 2009

COMUNICATO STAMPA - TAGLI AL PERSONALE API

Siamo costernati dalle affermazioni del rappresentante sindacale della UIL Andrea Fiordelmondo che a proposito dei paventati tagli di personale dell’Api dichiara alla stampa: “Le difficolta' cui ha accennato il sindaco sono reali, non tanto per la crisi, quanto per le restrizioni imposte dalla Regione in tema ambientale, con una disciplina più severa rispetto a quella nazionale per l'inquinamento dell'acqua, dell'aria e del sottosuolo. Senza contare che le scelte politiche regionali ostacolano i progetti di sviluppo dell'azienda”.
Da queste parole non riusciamo a capire chi veramente rappresenta il sig. Fiordelmondo. E’ un’affermazione che non dovrebbe uscire dalla bocca di un rappresentante sindacale che al contrario si dovrebbe spendere e lottare per ottenere il massimo della sicurezza per i lavoratori della raffineria e per la città che li ospita. Affermazioni gravi che sembrano voler giustificare il temuto taglio della dirigenza api.
Riteniamo che le richieste della Regione Marche in materia di sicurezza ambientale siano in linea con le normative nazionali ed europee anzi auspichiamo un controllo ancor più rigido vista la potenziale pericolosità. Richieste che non devono e non possono in alcun modo penalizzare i lavoratori con tagli al personale.
A questo punto, considerando che sulla questione molti ne parlano, meno la diretta interessata, sarebbe bene sapere come stanno realmente le cose direttamente dalla dirigenza api e anche dalle altre forze sindacali.

Sinistra Democratica Falconara marittima

lunedì 20 aprile 2009

RESISTENZA SEMPRE


SABATO 25 APRILE ALLE ORE 11 APPUNTAMENTO IN PIAZZA MAZZINI A FALCONARA PER LA CELEBRARE LA FESTA DELLA LIBERAZIONE DELL'ITALIA DAI NAZIFASCISTI

martedì 3 marzo 2009

COME STANNO LE COOPERATIVE SOCIALI DI FALCONARA?

Alleghiamo il comunicato stampa del Gruppo Provinciale Sinistra Democratica di Ancona, unendoci alla preoccupazione derivante dai tagli operati alle attività espletate dalle Cooperative sociali di Falconara M.

"Riteniamo che in un periodo di forte crisi sociale e economica che tocca sempre più numerose famiglie, il welfare dovrebbe essere potenziato a favore delle categorie svantaggiate.

Venuti a conoscenza dalla stampa della forte riduzione dell’attività delle Cooperative sociali di Falconara, il gruppo provinciale di Sinistra Democratica, fortemente preoccupato per la situazione, intende approfondire la questione e rapportarsi con sindacati, istituzione provinciale e con i lavoratori al fine di evitare ulteriori tagli.

Consideriamo indispensabile la trasparenza nella gestione dei servizi e la centralità dei lavoratori delle cooperative sociali i quali ogni giorno svolgono un servizio fondamentale per la comunità dei territori.
Promuoveremo incontri con il sindacato e gli enti locali per impedire ogni ipotesi di ridimensionamento dei servizi e di perdita occupazionale."

Gruppo Provinciale Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

martedì 24 febbraio 2009

A FALCONARA CI MANCA IL C.I.E.

Apprendiamo dagli organi di stampa che il Governo Nazionale ha individuato Falconara come sito per edificare il Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE).

Esprimiamo la massima contrarietà a tali strutture in quanto inumane e non rispettose della dignità delle persone.

Condanniamo la decisione di accogliere la proposta del Governo da parte del Sindaco e della sua Giunta che usano cinicamente l’alibi delle difficoltà economiche, sperando di ottenere in cambio una contropartita per la città.

Riteniamo inoltre che Falconara, già pesantemente gravata da grosse problematiche socio-economiche ed ambientali, non possa sostenere anche la presenza di una struttura detentiva.

La storia di Falconara è solidamente radicata nella cultura dell’accoglienza e della solidarietà, Falconara non può assistere ancora una volta in silenzio. E' necessario gridare il totale rifiuto dei Centri di Identificazione ed Espulsione. In certe occasioni il silenzio è complicità.

domenica 1 febbraio 2009

NASCE L'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA

Il Circolo di Falconara Marittima di Sinistra Democratica si impegna ad avviare, insieme a tutti coloro che si riconoscono nei valori di solidarietà, laicità, emancipazione sociale, sostenibiltà ambientale, dignità, democrazia ed inclusione, con un'ottica di costruzione di un futuro migliore per gli strati meno privilegiati della nostra società, una compagna di adesione all'"Associazione per la Sinistra" in coerenza con la proposta presentata a Roma il 13 dicembre scorso.

L'associazione vuole riunire intorno al progetto della costruzione di una nuova forza politica di sinistra persone interessate in quanto tali, senza pretese di coordinamento o direttive pre-definite. La qualità e la caratura del nuovo soggetto dipenderà dalla capacità di coniugare le diverse sensibilità che si riusirà ad esprimere. Le iniziative saranno pubblicate sul blog. Chiunque sia interessato è invitato a parteciparvi e a presentare proposte, sia inserendo commenti a questo e agli altri post pubblicati, sia scrivendo al nostro indirizzo e-mail: sinistrafalconara@libero.it.

Il Coordinatore del Circolo di Falconara

Antonio Crocetti

VARIANTE CASTELFERRETTI - LA QUESTIONE NON E' CHIUSA

Bene, allora alla risposta dell'Assessore Regionale Marco Amagliani all'interrogazione dei Consiglieri regionali Binci (SD) e Brandoni (PRC) rispondono i tecnici della Provincia.
Ma non ci sembra che la problematica sia riducibile a "sottigliezze tecniche", piuttosto che abbia una consistente portata politica, sia per la tutela del territorio e la responsabile pianificazione urbanistica, sia per l'istanza di un'azione amministrattiva rispettosa delle norme, che sono state stabilite a garanzia degli interessi collettivi, e che i pubblici amministratori per primi devono essere impegnati a rispettare. Azione amministrativa che deve anche dare sempre ampia dimostrazione che le motivazioni che la muovono sono indirizzate alla prevalenza del bene comune, convincendo che le azioni intraprese sono necessarie, opportune e migliori di ogni alternativa proponibile e opponibile.
Sinistra democratica non si accontenta di "smuovere le acque", ma pretende risposte esaustive ed anche cambiamenti di decisioni, qualora venga dimostrato che queste siano affette da irregolarità, inopportunità, o non perseguano gli interessi generali, ma siano subordinate ad altre esigenze.
Come ad esempio far quadrare i conti del bilancio con gli oneri di urbanizzazione, autorizzando opere non necessarie, in una situazione in cui il Piano regolatore è ancora in larga parte da attuare e la popolazione è in calo.
La Variante urbanistica, che andrà ad aggiungersi all'edificazione di un'area per una superficie tale da raddoppiare l'edificato di Castelferretti, legata al Progetto Quadrilatero, genererà una ulteriore colata di cemento in un comune con una densità abitativa già altissima e divorerà una parte di territorio posto sotto tutela per pregio paesaggistico. A chi giova tutto ciò, oltre ovviamente ai proprieteri terrieri e ai costruttori? Scelte di questo tipo non hanno effetti passeggeri, per cui una prossima Amministrazione potrebbe porvi qualche rimedio, ma rimarranno per le generazioni future, in una città già devastata nella seconda metà del secolo scorso per la mancanza di prospettiva della classe politica, l'avidità degli speculatori e il disinteresse e l'incapacità di mobilitazione di una popolazione in buona parte con scarso radicamento, in quanto affluita da fuori per i cambiamenti sociali verificatesi.
In un momento in cui tutto un modello economico sociale e culturale è messo in discussione non è possibile abbassare la guardia e consentire politiche così miopi e devastanti.
Sinistra democratica si oppone fermamente e chiamerà i cittadini e le aggregazioni politiche e sociali che hanno a cuore il futuro dei loro figli a denunciare la politica che, giustificandosi con impellenze catastrofiche, avvalla interessi predatori, dilania ulteriormente l'ambiente e lacera la coesione sociale.

Si allega la nota dal Coordinatore provinciale di Sinistra democratica inviata ai giornali locali Corriere adriatico e Messaggero

E' abbastanza irrituale e sorprendente che venga da non meglio precisati "tecnici della Provincia" il primo commento alle dichiarazioni dell'assessore regionale all'urbanistica, Marco Amagliani, sulla nota questione della Variante PRG a CAstelferretti. Ancor più sorprendenti le loro accuse di "intromissione" verso i propri colleghi della Regione. Insomma, appare decisamente fuorviante che si tenti di ridurre il tutto ad uno scontro "tra tecnici".
In verità, le affermazioni dell'assessore Amagiani, in risposta ad una interrogazione di due consiglieri regionali (Massimo Binci e Giuliani Brandoni), paiono più che corrette.
Andando all'osso, da un lato la Regione riconosce che non ha "potere sostitutivo" verso "scelte operate da un'altra autorità
competente" (la Provincia); dall'altro, evidenzia "che la procedura seguita dalla Provincia di Ancona presenta delle anomalie" (in quanto "unaprocedura di VAS non può essere attivata dopo l'adozione dei piani di programma") e conclude con il "parere che la Provincia di Ancona debba essere invitata ad effettuare una nuova riflessione sugli atti emanati" finalizzata ad "un perfezionamento del provvedimento..."
Come è evidente, destinatari degli inviti della Regione sono gli Organi politici e amministrativi (non quelli tecnici) della Provincia. Dunque, spetta alla politica dare risposte e Sinistra Democratica le attende innanzitutto dalla Presidente Casagrande e da quella Giunta Provinciale, che ha espresso parere favorevole, pur con prescrizioni, alla discussa e discutibile Variante varata (pare per "ragioni di cassa") dall'allora Commissario prefettizio e fatta propria dall'Amministrazione comunale di Goffredo Brandoni.

Nell'attesa, non si può che esprimere condivisione e soddisfazione per la posizione della Regione.

L'evidente conflitto politico-istituzionale (e non tecnico) che siè determinato, si poteva evitare se Presidente e Giunta provinciale avessero dedicato maggiore considerazione alla puntuale e argomentata nota dei consiglieri di Sinistra Democratica Luca Barbadoro e Marco Giardini che, prima che
il caso giungesse alla deliberazione della Giunta, avevano sollecitato quella "riapertura della istruttoria tecnica" che oggi anche la Regione consiglia e che avevano definito la quiestione della VAS "come l'aspetto forse più equivoco, contraddittorio e pasticciato" ( la nota è ancora consultabile sul sito web del Gruppo consiliare SD della Provincia).

Riccardo Maderloni
- Coordinatore provinciale Sinistra Democratica.

domenica 25 gennaio 2009

A PROPOSITO DELLA VARIANTE CASTELFERRETTI





I due consiglieri di Sinistra Democratica, Luca Barbadoro e Marco Giardini, hanno presentato alla Presidente e alla Giunta della provincia di Ancona una lettera con alcune considerazioni in merito alla variante di Castelferretti il giorno prima della seduta di giunta in cui si sarebbe discussa la variante in oggetto. La Giunta ha deliberato non tenendo conto delle considerazioni presentate, con il solo voto contrario dell'assessore Quercetti di Rifondazione. Resta la posizione fortemente critica di Sinistra Democratica, che - evidentemente - per far valere le proprie idee e dare un concreto apporto all'azione amministrativa e di governo della Provincia, come questa vicenda dimostra, ha ormai bisogno di una propria rappresentanza nella Giunta della Presidente Casagrande. Così come resta l'impegno a valutare contenuto e implicazioni della Delibera provinciale del 16 gennaio, non appena la stessa sarà pubblicata, traendone tutte le conclusioni che saranno ritenute giuste e opportuno.



Segue lettera dei consiglieri provinciali



Alla Presidente della Provincia di Ancona
Ai componenti la Giunta Provincia di Ancona


Oggetto: Parere della Giunta provinciale, ai sensi dell’art. 26 L.R. 5 agosto 1992 n. 34 e ss. mm. e ii., con riferimento agli atti:
- Comune di Falconara – Deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 18 del 04/04/2008 con oggetto: “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Prima adozione e avvio del processo di Valutazione Ambientale Strategica”;
- Comune di Falconara - Deliberazione del Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 con oggetto “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”.


I sottoscritti, con spirito di leale collaborazione con la Presidente e la Giunta della Provincia, presa conoscenza
- della interrogazione a risposta scritta presentata in data 22.12.2008 dal consigliere Renzo Amagliani;
- della risposta alla medesima, fornita in data 12 gennaio 2009 dal Dirigente del Servizio, Dr. Arch. S. Bugatti e dall’Assessore al governo e copianificazione del territorio, Sig. G. Sagramola;
- della Relazione istruttoria VAS novembre 2008;
- della Determinazione del Direttore del III Dipartimento, ing. R. Renzi, del 15.12.2008;
- degli atti del Comune di Falconara citati in oggetto
ritengono opportuno sottoporre all’attenzione delle SS.LL. le seguenti considerazioni:

1) Il dimensionamento della Variante.

La deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 in oggetto, fa esplicito riferimento al fatto che la Variante viene adottata al fine di consentire “il parziale trasferimento di parte di diritti edificatori esistenti su un’area in loc. Castelferretti (SAT B1 ZUT2 Sottozona A) gravata dal rischio di esondazione, in altra area in loc. Castelferretti (…)” in relazione “a quanto disposto dall’art. 1, commi 21 e seguenti della Legge 308/2004”, che così recita: “Qualora, per effetto di vincoli sopravvenuti, diversi da quelli di natura urbanistica, non sia più esercitabile il diritto di edificare che sia stato assentito a norma delle vigenti disposizioni, è in facoltà del titolare del diritto chiedere di esercitare lo stesso su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità a fini edificatori”.

Va evidenziato, innanzitutto, che detta norma di legge ha un chiaro intento “risarcitorio”, finalizzato a prevenire e/o risolvere situazioni di conflittualità e di contenzioso con la P.A. mediante la tutela di un “diritto acquisito” da parte del proprietario di un’area cui, per effetto di vincoli, non di natura urbanistica, sopravvenuti, venga compromesso e/o leso l’originario “diritto ad edificare”.

Tutto ciò presuppone la seguente concatenazione di fatti:
a) che il PRG abbia conferito al proprietario di un area un “diritto ad edificare”, ben definito per qualità e per quantità, in ragione di precisi parametri edilizio-urbanistici previsti dallo stesso PRG sull’area in questione;
b) che, successivamente, sulla medesima area intervenga un qualunque provvedimento “non di natura urbanistica”, che renda “non più esercitatile” il predetto diritto ad edificare;
c) che il proprietario della suddetta area chieda, per i motivi di cui al punto b), “il trasferimento del diritto ad edificare” originario e la sua “traslazione” “su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilità”, ovviamente suscettibile di utilizzo a scopo edificatorio;
d) che la P.A. accolga tale richiesta mediante opportuna e adeguata Variante al PRG.

Ciò considerato, i sottoscritti chiedono che la Giunta Provinciale, preliminarmente, faccia verificare, in sede tecnica, se il vincolo idrogeologico introdotto dal P.A.I. Regione Marche sull’area di originaria edificabilità, abbia o meno “natura urbanistica”.
Essendo evidente che, in caso affermativo, la Variante non potrebbe aver luogo per contrasto con la norma richiamata.

In caso contrario, ossia ove si ritenga che il Comune di Falconara abbia fatto legittimamente ricorso - nel caso in esame - ai benefici di cui alla L. 308/2004, art.21 e seguenti, al fine di limitare o addirittura annullare gli effetti economici negativi che graveranno sulla proprietà dell’area, a seguito del sopravvenuto impedimento ad esercitare l’originario diritto ad edificare, e si ritenga quindi di poter accordare – mediante Variante al PRG – il “trasferimento del diritto ad edificare” su altra area, proprio la natura con tutta evidenza “risarcitoria” e “compensativa” della norma ex lege 308/04 induce i sottoscritti a ritenere, che la Variante PRG adottata non possa comunque sopravanzare, in termini quantitativi, la consistenza del “diritto ad edificare” attribuito all’area di origine, tantopiù in assenza di adeguata motivazione, onde evitare un indebito, o, addirittura, illecito, arricchimento del privato proprietario interessato.

Sorregge la su esposta valutazione il fatto che l’art. 21 della L. 308/2004, nel consentire la mera “traslazione del diritto ad edificare” dall’area originaria, in cui il diritto ad edificare è divenuto “non più esercitabile”, ad altra area idonea, non prevede, l’incremento di tale diritto che, si ripete, attribuirebbe al proprietario dell’area un vantaggio economico e il soddisfacimento di un interesse privato, ancorché comprensibile, che la predetta norma non sembra voler tutelare.

D’altro canto, che questa debba essere l’interpretazione più corretta della norma, lo conferma lo stesso testo dell’atto commissariale che – alle pagg. 4 e 5 – afferma che “(…) la previsione di traslazione di edificazione (è) regolata da una specifica disciplina che associa la zona cedente la quota di edificazione con quella che accoglie la stessa (…)” .

Va da sé che tale traslazione, nei suoi termini quantitativi, può invece subire riduzioni per effetto di altre cause, ad es: di natura paesaggistico-ambientale, connesse alle eventuali caratteristiche della nuova area scelta dal proprietario e su cui lo stesso ha chiesto “il trasferimento del (suo) diritto ad edificare”.

Conseguentemente, si chiede che la Giunta provinciale disponga le opportune verifiche in sede tecnica per accertare l’equivalenza quantitativa del “diritto ad edificare” originario con quello che sarebbe consentito con la Variante adottata.


2. La riduzione del vincolo a tutela integrale di PPAR e la sua parziale trasformazione in vincolo a tutela orientata.

In estrema sintesi, da quanto si è appreso, l’area di nuova localizzazione residenziale prevista dalla Variante PRG, è gravata, nel PRG originario, da un vincolo di tutela integrale di PPAR, apposto in sede di adeguamento, appunto, del PRG al PPAR.
Tale vincolo, con la Variante in esame, verrebbe ridotto quantitativamente, sia pure senza intaccare le dotazioni “minime” di PPAR, e trasformato in tutela orientata.

In particolare, nella risposta fornita all’interrogazione del consigliere Amagliani, citata all’inizio, dopo aver ricordato che “il PPAR non è da considerare come una mera imposizione di ambiti di tutela e di limiti all’attività edificatori che devono essere recepiti automaticamente da parte degli strumenti urbanistici generali dei Comuni” si evidenzia come “il PPAR attribuisce al PRG il compito di valutare la capacità del territorio di ‘sostenere’ le trasformazioni, fino a far divenire la salvaguardia delle risorse paesistico-ambientali parte integrante dello strumento urbanistico”.
Una volta “adeguato il PRG al PPAR”, si afferma che “è possibile superare gli ambiti di tutela del PPAR non in modo automatico, ma solamente a condizione della verifica della sostanziale compatibilità paesistico-ambientale degli interventi previsti, sulla base di studi e indagini specifici. Detta valutazione – si aggiunge – è altresì necessaria ogni qual volta si renda necessario rivedere gli ambiti definitivi di tutela in virtù di specifiche variazioni dello strumento urbanistico”.

Par di capire, dunque, che i vincoli di PPAR non sono rimuovibili, né superabili, se non vengano a cessare le cause che ne hanno determinato l’apposizione e comunque sulla base di studi e indagini specifici.

Va rilevato in proposito che non solo il PRG di Falconara è stato adeguato al PPAR, ma che lo stesso adeguamento è stato approvato dall’Autorità competente. Va anche evidenziato che rispetto all’epoca di tale adeguamento non si ha notizia del sopravvenire di ‘fatti nuovi’ tali da rendere ‘superabili’ gli originari vincoli di PPAR.
Saremmo, dunque, di fronte ad una scelta discrezionale del Comune di Falconara.

Rispetto a ciò, i sottoscritti chiedono una verifica in sede tecnica sulle motivazioni che hanno condotto a tale scelta discrezionale e, ove la stessa non risulti adeguatamente motivata, sulla base di studi e indagini specifici, si chiede alla Giunta provinciale di non condividerla.

3. Valutazione Ambientale Strategica.

La questione della VAS appare come l’aspetto forse più equivoco, contraddittorio e pasticciato.

Valga, anche qui, il vero.
La Deliberazione del Commissario straordinario n. 18 del 04/04/2008 nel descrivere l’oggetto della stessa fa riferimento all’ “avvio del processo di valutazione ambientale strategica”, ma poi – e in modo contraddittorio - lo stesso atto (a pag. 7) afferma che “il presente piano” (…) non risulta soggetto alla applicazione della Valutazione Ambientale Strategica, non riscontrandosi i requisiti previsti dall’art. 18 della L. R. 6/2007”.

Tuttavia nella stessa pag. 7 dell’atto si afferma il parallelismo e l’equivalenza di tutta una serie di adempimenti assunti ai sensi delle LL. RR. n. 6/2004 e n. 34/92, che sarebbero “assorbenti” e validi anche ai fini della procedura di VAS, salvo assicurarsi che “negli strumenti preposti alla pubblicizzazione della Variante (avviso Albo Pretorio, manifesti, quotidiani a diffusione regionale) venga chiaramente esplicitato che la pubblicazione della Variante, corredata dal Rapporto Ambientale, costituisce avvio del Processo di VAS, con specifico riferimento alle modalità di pubblicità e consultazione del pubblico”.

D’altro canto, la Deliberazione Consiglio comunale n. 26 del 28/6/2008 recante “Variante al PRG – SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZED2 ZER2 e ZUT2 – Decisione sulle osservazioni e opposizioni e adozione definitiva”, nel controdedurre alla opposizione n. 4 del 10.6.2008 che contesta il non rispetto delle procedure di VAS previste dal D. Lgs. N. 4/2008, dalla DGRMarche 561 del 14/4/2008 e dalla Direttiva CE 42/2001/CE, è dato leggere il parere del Servizio Urbanistica comunale che afferma “Ai sensi della L.r. n. 6/2007 la Variante non è assoggettata alla VAS, in quanto gli interventi previsti non sono assoggettati a VIA (art. 18)”!!!

Appare chiaro, dall’esame dei documenti citati all’inizio della presente, che la Variante PRG in esame debba essere assoggettata a VAS (e su ciò si concorda con l’istruttoria tecnica eseguita dai competenti Uffici della Provincia). Ma, se così stanno le cose, non comprendiamo perché l’istruttoria curata dagli Organi tecnici della Provincia non abbia richiesto ‘sic et simpliciter’ il rispetto delle procedure esplicitamente previste dall’art. 11 del D. Lgs. N. 4 del 16 gennaio 2008, vigente alla data di adozione della Variante, che precisa puntualmente le ‘Modalità di svolgimento’ della VAS, anche ai sensi della DGR Marche n. 561 (in particolare del punto 2. del dispositivo deliberativo) intervenuta – è vero – 10 gg. dopo la data di adozione della Variante PRG da parte del Commissario prefettizio, ma ben nota durante la suddetta fase di istruttoria tecnica provinciale.

Per non dire delle procedure di pubblicità e partecipazione: che nel caso della VAS non possono essere sostituite e tanto meno “assorbite” – ad avviso dei sottoscritti - da quelle previste e prescritte dalla LR. 34/92 (c.d. “Legge urbanistica regionale”).

Più in generale, nutriamo forti dubbi sul fatto che lacune, omissioni, contraddizioni ecc. che hanno riguardato la proceduta di VAS, per come sopra dette, possano essere “superate” e sciolte imponendo il rispetto della procedura di VIA agli strumenti urbanistici attuativi della Variante PRG.

Per tutti i motivi su esposti, e di altri che per brevità si omettono, i sottoscritti chiedono alla Giunta Provinciale di valutare l’opportunità (se non la necessità) di una riapertura dell’istruttoria tecnica al fine di acquisire ulteriori elementi in relazione alle fattispecie segnalate, tanto più che i termini temporali consentono ciò ampiamente.

Cordialmente

Gruppo Consiliare Sinistra Democratica
Luca BARBADORO e Marco GIARDINI


Ancona, lì 15.1.2009

venerdì 9 gennaio 2009

INTERROGAZIONE SU VARIANTE CASTELFERRETTI DEI CONSIGLIERI REGIONALI SD-PRC

Al Signor Presidente dell'Assemblea Legislativa delle Marche

Oggetto: Interrogazione a risposta orale urgente in materia di applicazione della normativa sulla
Valutazione Ambientale Strategica.

I sottoscritti Consiglieri regionali

premesso che
- in data 04/04/08, con deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio Comunale n.18, veniva adottata dal Comune di Falconara Marittima la Variante al PRG di Falconara Marittima denominata “SAT B1 ZUT2, SAT A3 ZET2 ZER2 e ZUT2 prima adozione ed avvio del processo di valutazione ambientale strategica”;
- la Variante riguarda una nuova ingente espansione edilizia che interesserebbe una porzione di territorio agricolo di circa 28 ettari, già soggetto dal vigente PRG di Falconara a vincolo di tutela paesistico-ambientale a seguito del processo di adeguamento del PRG stesso al PPAR e che si tratta di un insediamento di circa 1000 abitanti, per metà derivati dallo spostamento di edificabilità previste dal PRG ma ubicate in aree bloccate dal Piano di Assetto Idrogeologico, per metà aggiuntivi rispetto alle previsioni di PRG, senza che peraltro la variante fornisca motivazioni circa le effettive esigenze di nuove residenze nella zona che, è bene ricordare, è
all’interno dell’Area definita ad Elevato rischio di crisi ambientale;

ricordato che
- la Variante in questione è stata adottata dopo il termine per il quale la DGR n.561/2008 stabiliva l’assoggettamento degli strumenti di pianificazione alla disciplina nazionale sulla VAS (D.Lgs.4/2008) ma senza una corretta procedura di VAS preventiva all’adozione in quanto i progettisti ritenevano che la stessa non fosse assoggettabile a VAS. La stessa Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale n.18 del 4.04.2008 disponeva tra l’altro: “Il presente piano – OMISSIS – non risulta soggetto all’applicazione della Valutazione Ambientale strategica, non riscontrandosi i requisiti previsti dall’art.18 della L.R.6/2007”;
- il D.Lgs. 4/2008, all’art.11 comma 5, stabilisce con chiarezza che “la VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge.”;
- Il Dipartimento III Governo del territorio della Provincia di Ancona, nel procedere alla fase istruttoria della Variante, evidenziava correttamente l’obbligo della Variante stessa di ottemperare elle procedure previste dal D.Lgs. 4/2008 in materia di Vas e la totale inadeguatezza , a tale riguardo, dell’atto adottato dal Comune di Falconara e tuttavia, anziché applicare quanto stabilito all’art.11 comma 5del D.Lgs. 4/2008, sollecitava il Comune di Falconara perché adeguasse gli elaborati con una procedura di VAS condotta, in questo caso, successivamente all’adozione e senza alcuna evidenza pubblica;

ricordato altresì che

in data 10 /10/2008 veniva approvata la DGR n. 1400/08 "Linee guida regionali per la valutazione ambientale strategica" che identifica nella Regione l'ente garante della corretta applicazione della VAS, fondamentale parte del processo di pianificazione del territorio, e che ribadisce al punto 1.1 quanto stabilito dal D.Lgs 4/2008chiarendone ancora di più le finalità preventive e partecipative rispetto alle decisioni da assumere mentre la determinazione del direttore del Dipartimento III Governo del territorio della Provincia di Ancona che assume il parere motivato sulla variante in questione veniva assunta in data 15/12/2008 (n.177) e quindi in epoca successiva all'emanazione delle linee guida di cui alla DGR succitata

interrogano il Presidente della Giunta regionale per conoscere

- se il comportamento del Dipartimento III Governo del territorio della Provincia di Ancona sia da ritenersi rispondente o non rispondente a quanto stabilito dalle vigenti norme in materia di VAS;
- se la Regione Marche, qualora ritenga che la Provincia di Ancona debba rispettare quanto previsto all’art.11 comma 5 del D.Lgs. 4/2008, intenda farsi carico di invitare la stessa Provincia a restituire la Variante in oggetto per la necessaria rielaborazione annullando l’atto amministrativo adottato senza la prevista valutazione ambientale strategica.
- se la Regione, qualora ritenga invece che la Provincia di Ancona abbia operato nel pieno rispetto della normativa sulla VAS, intenda esplicitare il fatto che la procedura di VAS può essere avviata anche successivamente all’adozione del Piano regolatore o alla Variante allo stesso.

I Consiglieri Regionali
Massimo Binci
Giuliano Brandoni

Ancona, 7.1.2009

giovedì 4 dicembre 2008

PER LA SINISTRA: L'APPUNTAMENTO E' IL 13 DICEMBRE A ROMA

Di Claudio Fava
Il 13 dicembre non sarà solo una festa.
Ne abbiamo fatte tante, di feste: servono a star bene insieme, a contare le facce conosciute, a mettere in fila un po’ di bei discorsi, a mostrare i muscoli. E a ritrovarsi confusi e svuotati il giorno successivo.
Il 13 dicembre sarà una scelta. Convinta e impegnativa. La scelta di aprire questo processo costituente al paese, di sottrarlo alle prudenze dei gruppi dirigenti, di incarnarlo nelle passioni e nella generosità di chi sente tutta l’urgenza di una nuova sinistra in Italia.
Non staremo qui a dirci ancora una volta quanto “nuova” debba essere questa sinistra: abbiamo impegnato quattro mesi, dall’assemblea di Cianciano in poi, a ragionare sull’eredità che le culture politiche del secolo scorso ci hanno lasciato. Ci siamo detti cento volte che quell’eredità non va congelata né rifiutata ma rielaborata, impastata con una lingua diversa, arricchita con pratiche finalmente democratiche, finalmente inclusive. Abbiamo parlato delle troppe liturgie e dell’urgenza di abbandonarle. Abbiamo compreso che questo progetto non riuscirà a sommare tutta l’attuale sinistra (difficile tenere insieme chi si sente comunista dentro, e chi invece festeggia ogni giorno l’orgoglio comunista…), ma che oggi la virtù politica essenziale, più che l’unità ad ogni costo, è la coerenza: ovvero la capacità di utilizzare lo stesso alfabeto, di condividere la stessa ricerca, di affrontare lo stesso mare.
La sinistra italiana che nascerà il 13 dicembre sarà il racconto di questo tempo e di questo paese. Ma ne sarà anche il rimedio. Una sinistra del fare, più che dell’affermare. Questo ci siamo detti: e ce lo siamo detti a lungo. Adesso dobbiamo cedere ad altri la parola, lasciare che essa venga raccolta da chi questa nuova sinistra la sta già fabbricando nella pratica politica quotidiana, nel lavoro sui territori, dentro le amministrazioni, nei tempi serrati delle cento assemblee che abbiamo già svolto.
Cosa sarà e “quando” sarà questa nuova sinistra italiana? E’ ciò che cominceremo a decidere insieme tra due settimane. Posso solo dirvi cosa non dovrà essere: né un circolo di cultura, né un repertorio di tatticismi o di parole reticenti. Perché questo progetto decolli, perché diventi subito pane quotidiano e sfida elettorale in Italia e in Europa, occorre molta generosità. E poco politicismo. Esattamente l’opposto di ciò che è accaduto ad aprile.