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mercoledì 7 novembre 2007

SUGGESTIONI BAROCCHE

Dopo aver apprezzato il concerto del 20 u.s. eseguito al Teatro Le Muse di Ancona dall’ Accademy of S, Martin, che ho avuto modo di recensire in un mio articolo precedente, desidero proporre alcune riflessioni suggerite dal confronto con le esecuzioni dell’altrettanto celebre ensemble The English Concert.

Mi corre l’obbligo di premettere che al di là dei rispettivi meriti che hanno accreditato entrambe le orchestre di un larghissimo credito presso il pubblico internazionale affine a questo genere musicale, ritengo che l’ascolto di esecuzioni che utilizzino solamente strumenti d'epoca riesca a trasmettere suggestioni emotive più intense, ricostruendo l'atmosfera barocca mediante una sonorità più fedele e aderente al contesto evocato.

Come ho avuto modo di accennare nel mio precedente articolo, l'Accademy of S.Martin in the fields nel tempo ha abdicato a questa originaria vocazione, uscendo dagli angusti canoni interpretativi della musica barocca, per contaminare o arricchire - dipende dal punto di osservazione - il proprio repertorio non solo con esecuzioni della tradizione romantica ma addentrandosi perfino nel più recente contesto del Novecento. L'inserimento nel concerto a cui ho assistito della composizione Aurora per orchestra d'archi di Thea Musgrave del 1999 ne è la conferma più evidente.

Ben altro percorso filologico è stato invece quello perseguito dal rinomato ensemble The English Concert, sia nel corso dell’intenso trentennio sapientemente diretto da Trevor Pinnock, che sotto la conduzione più sorniona di Andrew Manze, concentrando la propria attività esclusivamente nell'interpretazione della musica barocca e classica sugli strumenti d'epoca. Mentre sir Neville Marrinner, pur avendo ceduto il podio ad una conduzione fin qui caratterizzata dall'alternanza di numerosi maestri, ha conservato per sé il ruolo di presidente onorario; Trevor Pinnock è ritornato alla sua prima vocazione di clavicembalista, ottenendo straordinari riconoscimenti in tutto il mondo sia come solista che collaborando talvolta con le orchestre più prestigiose.

Attualmente, dopo il periodo non felice di Manze, l'English Concert è stata affidata all'eccellente Harry Bicket, che auspico possa conferirle un piglio più brillante rispetto al suo pur lodevole predecessore.

Mentre trovo encomiabile che Pinnock alla veneranda età di oltre sessant’ anni nel corso della scorsa stagione concertistica abbia riproposto in varie sale europee l’esecuzione integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach e per questo progetto abbia costituito lo “European Brandenburg Ensemble”, un nuovo gruppo composto dai migliori musicisti che ha incontrato nella sua lunga carriera.

Dell' English Concert, sotto la sua inarrivabile direzione, conservo moltissime incisioni, tra cui i concerti per organo di Haendel in Fa maggiore HWV 295, in Sol minore HWV 291, in Re minore HWV 309 e in Sol minore HWV 310 che considero del suo repertorio il CD preferito.

Esattamente un anno fà, il 3 novembre 2006, ho avuto il raro privilegio di assistere al Teatro Sperimentale di Ancona ad un suo concerto in veste di solista, in cui ha eseguito di Bach la Toccata in Re magg. BWV 912, la Suite Francese n° 5 BWV 816, e il Concerto italiano, nonché la Toccata in La minore suite di Froberger e il “Mein junges Leben hat ein End" di Sweelinck, rivelando di possedere un'inalterata esuberanza artistica, che lascia trasparire sempre leggerezza, disincanto, ma soprattutto un inesauribile piacere di fare musica.

Gian Paolo Grattarola

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